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CANNIBAL CORPSE + KRISIUN + HIDEOUS DIVINITY - Alcatraz, Milano, 01/05/2016
03/05/2016 (1216 letture)
La Festa dei Lavoratori a Milano si festeggia, almeno per quanto riguarda gli amanti del genere, con i Cannibal Corpse, al loro ormai annuale appuntamento nel Nord Italia, con i Krisiun dal Brasile e gli italiani Hideous Divinity che li accompagnano in tour attraverso l’Europa. La location è ancora una volta l’Alcatraz di Milano, estremamente grande ma anche molto gremito anche in questa occasione. Ecco il resoconto.

HIDEOUS DIVINITY

Aprono la serata gli italiani Hideous Divinity, combo technical death romana con due full all’attivo su Unique Leader, una carriera in (piuttosto) rapida ascesa e un palmares già ricco di collaborazioni (vedasi quella con Toler-Wade dei Nile sull’ultimo album Cobra Verde) e apparizioni all’estero. Decisamente un tour con un nome come Cannibal Corpse è un’ottima occasione, che i romani dimostrano di saper cogliere bene con non solo una preparazione tecnica di spicco (praticamente una condizione necessaria per il genere), ma anche una coesione esecutiva da musicisti navigati, un’attitudine adatta anche ad un palco di queste proporzioni e in generale una notevole solidità. Sebbene non si tratti della mia declinazione preferita del genere, gli Hideous Divinity mantengono sempre un tratto spontaneo nel passare da un riff all’altro, o nel cambiare groove o tempo, senza mai che i pezzi si tramutino in un susseguirsi sezioni freddamente calcolate. Anzi, riescono a risultare coinvolgenti, a tratti immediati ma senza essere scontati, pesanti ed aggressivi ma comunque dinamici, con anche qualche accenno più oscuro sui pezzi dell’ultimo edito ad aggiungere un po’ di spirito più propriamente death metal alle composizioni.


KRISIUN

Nome storico della scena brasiliana, i Krisiun sono tre fratelli con alle spalle 25 anni di death metal tra i più feroci in circolazione, sebbene tendenzialmente mitigatosi un po’ lungo le ultime uscite discografiche, ma sempre pronto a dispensare blast beat a profusione e a mettere in mostra una sezione ritmica spaventosa. Nonostante questo, e nonostante anche le loro tutto sommato non frequentissime apparizioni in Italia, risulta un po’ poco entusiastica la reazione dell’audience dei Cannibal Corpse, la quale resta sempre quella più casual che vedrete mai ad un concerto death metal, onestamente. Certo, tempo di carburare un po’ e l’Alcatraz, pieno ma non certo stracolmo (ma comunque gremito, date le dimensioni), comincia a dare una risposta un po’ più adeguata all’assalto sonoro dei Krisiun, ricevendo i sinceri e sentiti ringraziamenti del sempre caloroso Alex Camargo alla voce e basso.

La scaletta spazia per lo più tra i lavori più recenti, in cui si riconosce in parte la vena più violenta alla radice della storia del gruppo, in parte la volontà delle loro emanazioni musicali più recenti di risultare anche più accessibili al pubblico delle grandi scene europee e nord americane. Dal periodo tardo-novantiano propongono Vengeance’s Revelations dal secondo album Apocalyptic Revelation, e in chiusura Hatred Inherit da Conquerors of Armageddon, album che più di 15 anni fa li consacrò sulla scena internazionale. L’esecuzione è impeccabile come da norma del gruppo, con Max che mostra una potenza invidiabile sulle pelli, soprattutto se rapportata alla velocità della maggior parte delle sezioni, e Moyses che si dimostra un ritmico dal punch micidiale e un solista pulitissimo.


CANNIBAL CORPSE

Dai Cannibal Corpse ormai so bene cosa aspettarmi, e anche questa ennesima volta le aspettative non vengono tradite. Dallo stile, al sound, all’iconografia stessa del gruppo, si può parlare di una band iconica e con cui difficilmente non ci si è mai imbattuti anche solo masticando saltuariamente le parole death metal. Sul palco il quintetto statunitense si dimostra sempre molto efficace, come effetto della combinazione di un muro chitarristico ogni volta impareggiabile, un vocalist sinceramente impressionante e pezzi al contempo tra i più immediati e brutali che si possano formulare nel genere, saggiamente pescati tra un ventaglio di classici imprescindibili e lavori odierni pregevolissimi. Insomma, un gruppo che ormai è noto al grande pubblico, e basti vedere la varietà dei fan presenti, ma che è rimasto ancorato alla tradizione death metal novantiana con cui non è sceso a compromessi, né qualitativi né quantitativi.

Dopo un primo pezzo mid tempo di riscaldamento, il pit si trasforma nel familiare caos incontrollato che si conviene al gruppo, senza però l’esclusione di stramberie come un (effettivamente talentuoso) break-dancer che sfrutta un varco al centro della sala per sbizzarrirsi. La prima parte della scalette si incentra in effetti sui lavori degli ultimi anni, fatta eccezione per la classica Stripped, Raped, Strangled infilata nel mezzo. Numerosi in effetti i pezzi più cadenzati nella prima parte dello show, forse per assecondare il riscaldamento di Mazurkiewicz dietro le pelli, il componente che più palesemente risente del passare degli anni. In ogni caso, le scelte sono tutte eccellenti, con anche una parentesi di tre pezzi dell’ultimo A Skeletal Domain, peraltro molto convincenti e di presa immediata. La goduria totale arriva poi nella seconda metà della setlist, con una carrellata di classici immancabili a cui vengono aggiunte due chicche che non mi era ancora capitato di sentire nei tour passati, ossia Covered with Sores da Butchered at Birth e Born in a Casket dal debutto Eaten Back To Life, che riportano alla luce la radice ottantiana del gruppo di Buffalo.

La coppia di chitarre Barrett/O'Brien fa chiaramente da protagonista, sia per la qualità stessa dei riff che per l’esecuzione veramente intensa, accompagnata da un basso tipicamente molto presente nelle esibizioni e nelle composizioni dei Cannibal Corpse, dominate dalla creatività notevole di Webster. Sebbene l’approccio da frontman ironico e alla mano di Fischer mi sembri quasi goffo se contestualizzato in un concerto death metal di questa caratura, indiscutibili sono le sue qualità di cantante, con una potenza vocale immutata per tutti i ben 17 pezzi del set, fino all’attesa coppia di chiusura Hammer Smashed Face/Devoured by Vermin. Ancora una volta, una lezione di death metal forte e chiara!

SETLIST CANNIBAL CORPSE

Evisceration Plague
The Time to Kill Is Now
Scourge of Iron
Death Walking Terror
Stripped, Raped and Strangled
The Wretched Spawn
Pit of Zombies
Kill or Become
Sadistic Embodiment
Icepick Lobotomy
Covered With Sores
Born in a Casket
I Cum Blood
Unleashing the Bloodthirsty
Make Them Suffer
Hammer Smashed Face
Devoured by Vermin



Vittorio
Mercoledì 4 Maggio 2016, 14.58.43
3
Solito concertone dei CC. Anche Krisiun e Hideous Divinity validissimi.
tino ebe
Mercoledì 4 Maggio 2016, 12.21.15
2
curioso l'uso dell'aggettivo devastante...band devastante, drumming devastante, basso devastante, tortellata devastante...
Rejection
Mercoledì 4 Maggio 2016, 11.57.28
1
Bellissima serata, Cannibal devastanti, sono una macchina da guerra. Tra l'altro scaletta che comprende molti dei pezzi che amo di più della loro discografia. Gli Hideous Divinity li apprezzavo già su disco ma live mi hanno impressionato, sprigionano una potenza incredibile, specialmente il cantante.
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