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METAL FOR EMERGENCY - Area Polifunzionale, Filago (BG), 05/08/2017
10/08/2017 (1038 letture)
È giunta così, a gran richiesta, anche la quinta edizione del Metal For Emergency, l'evento metalloso free entry per eccellenza che sta facendo oramai da anni la gioia, e l'orgoglio, di tutti gli appassionati del genere con fissa dimora tra le Orobie Bergamasche. Iniziamo con le novità, perché questa edizione, quella del 2017, ne porta con sé qualcuna. Primo: il festival non si è più tenuto nel cuore di luglio come le scorse edizioni ma nei primi di agosto, e fin qui poco male, insomma, aspettare un paio di settimane in più non ci dispiace proprio quando le aspettative si alzano e vengono puntualmente rispettate. Secondo: la location passa innocuamente dal consueto centro sportivo di Cenate Sotto all'area polifunzionale di Filago, venendo così il Metal For Emergency inglobato nel più consolidato Filagosto Festival. Arriviamo così al punto numero tre, quello che forse farà storcere un po' il naso a tutti coloro che hanno vissuto con affetto e fedeltà tutte le edizioni precedenti: la doppia giornata che in passato ci aveva regalato accoppiate di livello internazionale, vedasi quella composta da Mägo de Oz e Rhapsody of Fire del 2013 o la più recente Angel Witch/Rage dello scorso anno, viene ridotta alla sola giornata di sabato 5 Agosto, dimezzando a tutti gli effetti le band destinate a calcare i propri stivali in pelle sul palcoscenico. Se da un lato possiamo segnalare questa come una piccola perdita, dall'altro, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, la stessa potrebbe rappresentare un incredibile guadagno in termini di affluenza e di concentrazione proprio in quell'unica data evitando così il rischio di platee carenti. L'evento poi è stato incorniciato in un delizioso Filagosto Festival, che soli tre giorni prima ha ospitato un nome del calibro dei Lacuna Coil. Di fatto i due giorni di metal ci sono stati eccome. Come vedremo infatti di gente quel sabato ne giungerà davvero parecchia, che sia questa la formula migliore per valorizzare a pieno l'evento? Una volta annunciato il bill, protagonista di ben quattro formazioni tricolore ed un headliner che arriva da un pizzico più a nord è davvero tutto pronto per tagliare il nastro, magari con una lunga spada vichinga, ed aprire i cancelli del Metal For Emergency 2017.

La partenza, fissata con due fidati compagni di live i cui soprannomi sono tutto un programma: il Corvo e Il Dragone. L'organizzazione è stata davvero impeccabile, purtroppo per noi, nel rispetto degli orari prefissati: alle 18:00 in punto, senza sé e senza ma, inizia la musica e noi i Norsemen ce li perdiamo in pieno. Una volta arrivati sul posto gli addetti ci indicano parcheggio ed entrata, rigorosamente gratuiti, ed ecco che veniamo subito accolti da un familiarissimo odore di sabbia e birra fresca. Il posto è davvero accogliente, le distanze tra palco, bancarelle e tendoni per birre e cibo sembrano assolutamente ottimali e per non farci mancare nulla decidiamo di fare un salto nel curioso “Metal Village”; un piccolo spazio riservato alle più svariate attività a stampo metal tra libri e riviste, gadget vari, gli usuali dischi e vinili, per finire con un'intrigante e divertente dimostrazione di scherma medievale. L'unica pecca è stata quella di relegare questa “area giochi” ad una zona forse troppo distante e sostanzialmente opposta al palco, lasciandola così un poco in penombra rispetto al cuore pulsante dell'evento. Mentre noi ci perdiamo totalmente nei meandri di vecchi 33 giri impolverati, sul palco del Metal For Emergency 2017 hanno fatto la loro comparsa i connazionali Sound Storm.

NORSEMEN
L'arrivo in volata ci impedisce purtroppo di poter assistere in modo consono al concerto dei bergamaschi Norsemen, incaricati di aprire le ostilità di questo Metal for Emergency 2017.
Quel poco che abbiamo potuto vedere e sentire ci ha però mostrato una prestazione solida di una band che ha messo la sua personale interpretazione del death metal al servizio della mitologia nordica e ha intrattenuto le persone che si sono avventurate sotto il palco sotto il sole cocente (nonostante fossero ormai le 18.00).

SOUND STORM
Dopo un cambio di palco piuttosto rapido tocca ai Sound Storm prendere possesso dello stage. La band torinese, attiva peraltro dal lontano 2005 e che ha rilasciato l'ultimo album, Vertigo, nel 2016, propone un symphonic power che ha saputo catalizzare l'attenzione dei presenti, tanto che molti si sono avvicinati al palco, sia grazie ai ripetuti inviti del singer Fabio Privitera (autore di una prova sentita e variegata nonostante il caldo) e sia grazie alla maggiore ombra nell'area antistante allo stage (piazzato in posizione piuttosto strategica).
La prova dei Sound Storm è stata convincente e ha dimostrato la professionalità di una band che ha già calcato importanti palchi europei e che riesce a proporre in scioltezza brani con layer multipli di tastiera che devono essere necessariamente portati come base (nonostante l'ottimo lavoro alle tastiere di Elena Crolle). Il tutto tra l'altro essendo anche orfani del batterista ufficiale Alessandro Bissa (Vision Divine e Labyrinth), perfettamente sostituito da Mattia Rubino (Aevum), che ha ben completato una sezione ritmica efficace insieme al bravo Massimiliano Flak al basso fanned frets. Sciolta ed efficace anche la prestazione dei chitarristi Valerio Sbriglione e Sascha Blackice, che tra ritmiche intense e parti soliste (anche armonizzate), hanno valorizzato a dovere il metal "teatrale" della band piemontese.
Nel complesso un live che ha soddisfatto gli astanti e che non ha minimamente sfigurato rispetto alle band successive.

FUROR GALLICO
Mentre il tramonto cala lentamente sul campo del Filagosto Festival il palco comincia a tingersi di blu, painting tradizionale di una delle formazioni folk metal più apprezzate sul territorio nazionale: i milanesi Furor Gallico. Ci pensano le note di Intro e quindi Venti di Imbolc a scaldare un pubblico sempre più crescente; l'affetto riservato alla band capitanata dal vocalist Davide Cicalese è quasi palpabile. I suoni sono settati piuttosto bene e lasciano trasparire tutti gli strumenti tipici del genere, sacrificando però qualche note dell'arpa di Becky in favore dei più fortunati flauto e violino. I nostri pescano quindi a due mani dai due full length fin qui pubblicati; l'omonimo Furor Gallico dell'ormai lontano 2010, da cui vengono riproposte perle come Medhelan o Cathubodva, protagoniste di continui botta e risposta di voci sporche tra il chitarrista Garbiel Consiglio e il già citato Cica, e il più recente Songs from the Earth, che ci regala invece chicche come Eremita così come un'apprezzatissima La Notte dei Mille Fuochi. La sabbia di Filago si inzuppa velocemente di birra e sudore e si incominciano anche ad intravedere i primi ed immancabili pogo della giornata, sfociati infine anche in un wall of death non troppo riuscito (per fortuna?). Come ogni buon live dei cari Furor Gallico che si rispetti non poteva proprio non mancare la deliziosa ciliegina sulla torta e La Caccia Morta chiude i giochi, mandando in delirio la folla, e togliendo ogni dubbio su prestazione e responso riguardanti la terza band del giorno. I Furor Gallico hanno fatto il loro sporco lavoro, intrattenendo, divertendo e preparando il pubblico per i piatti forti che verranno quindi serviti poco più tardi lungo il corso della serata.

NANOWAR OF STEEL
Scoccano le 21:00 e sul palco del Metal for Emergency 2017 no, non salgono i Village People come un qualsivoglia neofita dell'ambiente munito di buona fantasia potrebbe immaginare, ma lo fanno gli acclamatissimi Nanowar Of Steel, ormai più che solida formazione dedita ad un heavy metal, e ve ne sarete accorti, a stampo lievemente demenziale. Impossibile non rendersi conto del sonoro schiaffo dato alla serata dai cinque artisti romani, in grado di sdrammatizzarla prima ed infiammarla poi. Quello che i Nanowar Of Steel mettono in scena non è mai stato un vero e proprio concerto metal, ricordandolo comunque per tecnica e proposta artistica, ma qualcosa di decisamente più vicino ad uno spettacolo cabarettistico gestito magistralmente dalle voci di Potowotominimak e Mr. Baffo, presentatisi per l'occasione nei consueti costumi di scena con tanto di tute di lattice sadomaso e tutù da ballerina. Guardando bene, con l'arrivo dei professionisti della demenzialità per eccellenza le anime sotto il palco sembrano essersi praticamente triplicate ed ora si fatica davvero ad intravederne la fine. Il gruppo sfodera un cavallo di battaglia dopo l'altro: dalle ridicole quanto geniali filastrocche di Look at Two Reels e To Kill the Dragon You Need the Sword, passando per le epicheggianti e surreali V per Viennetta e Feudalesimo e Libertà per finire poi con quelle “poesie” che sono oramai entrate di diritto nell'immaginario collettivo della musica metal italiana: Giorgio Mastrota (The Keeper of the Inox Steel) ed il temibilissimo Cacciatore della Notte. Tutto ciò condito da puntuali ed esilaranti siparietti ed imprevedibili scambi di battute direttamente con degli increduli spettatori. Difficile trovare qualcuno nel bel mezzo della folla capace di trattenersi al richiamo degli assurdi chorus degli inni sopracitati e risulta probabilmente ancor più complicato trovar qualcuno laggiù che non si sia divertito o che, in tutta sincerità, non abbia anche soltanto vagamente apprezzato l'esibizione di Potowotominimak e compagni. I Nanowar Of Steel sono più che una conferma, sono un'entusiasmante realtà che oltre a ricordarci ad ogni singola esibizione, grazie a massicce dosi di classe ed ironia, di non prendersi mai troppo sul serio, corre anche il rischio di rubare a tutti gli effetti la scena a nomi ben più grossi e blasonati del loro. Applausi.

ELUVEITIE
Sono le 23:00 e dopo il gradito spezzone di svago si intuisce che è arrivato il momento di tornare a fare sul serio, quando a fare il loro ingresso on stage sono gli svizzeri Eluveitie. L'atmosfera si fa decisamente più tetra e ricercata, giochi di luci e fumo avvolgono la band in una scenografia che calza a pennello su quel delizioso intruglio di folk e death metal, da sempre marchio di fabbrica dei nostri eroi. Mentre vecchi e nuovi membri, sempre numerosissimi, affollano il palco, il pubblico scalpita e sgomita in platea e sulle note di Your Gaulish War comincia a “ballare” con foga. Un Chrigel Glanzmann in formissima si prende subito la scena sfornando poderosi growl a destra e a manca mentre i più svariati strumenti tradizionali accompagnano il tutto a passo spedito. Quella degli Eluveitie è una vera e propria sfida con se stessi, dovendo infatti riuscire a soddisfare fan di vecchia data così come i nuovi ascoltatori tramite una formazione quasi del tutto rinnovata e per di più segnata dall'assenza di un membro storico come Kay Brem al basso. Jonas Wolf e Alain Ackermann invece, nuovi innesti rispettivamente alla batteria e alla chitarra, reggono solidamente la sezione ritmica lungo tutta la durata dell'esibizione mentre le fanciulle Michalina Malisz e Fabienne Erni ci mostrano il lato più aggraziato della macchina da guerra elvetica; la prima scandendo melodie di ghironda, anche se non sempre ben udibile, e la seconda spartendosi coraggiosamente il ruolo di protagonista con il sopracitato leader Chrigel Glanzmann. Gli svizzeri sono indubbiamente il gruppo, tra quelli presenti, con il più alto numero di frecce al proprio arco, potendo infatti attingere dai ben sei dischi pubblicati finora senza però perdere l'occasione di presentare il nuovo Evocation 2: Pantheon, di prossima uscita, dal quale vengono anticipate la splendida Epona e l'acusticheggiante Belenos. Pezzi decisamente più melodici quali Omnos e A Rose for Epona innalzano invece la bella Fabienne Erni sul piedistallo, teatrale nelle movenze e autrice di una fantastica prova vocale che non fa assolutamente rimpiangere la storica Anna Murphy, oggigiorno impegnata con i suoi Cellar Darling. Con le hit Thousandfold e The Call of the Mountains infine musicisti e spettatori diventano una cosa sola, uniti in questa lunga ed intensa corsa verso la conclusiva e tanto bramata Inis Mona, cantata a squarciagola da tutti i presenti totalmente intrappolati nell'ammaliante incantesimo creato con maestria dagli headliner della serata. A due anni di distanza dalla loro ultima comparsa nel bel paese gli Eluveitie piazzano di nuovo una maestosa bandiera svizzera sul territorio italiano. Bentornati.

CALA IL SIPARIO
Cala il volume in terra e si alza la luna in cielo, il Metal for Emergency 2017 è agli sgoccioli, l'organizzazione del tutto è stata davvero impeccabile, tra cui ricordiamo anche un'ampia scelta di squisite birre artigianali, e le prime sensazioni post concerto sono semplicemente fantastiche. Quando poi l'unica lamentela sollevata dagli ospiti è qualche minuto di troppo aspettato in fila per aggiudicarsi una pizza o quant'altro, un cliché di questo genere di eventi, allora si può esser certi di come sia andato tutto per il verso giusto. Caro Metal for Emergency 2017, con tutti gli auguri possibili, al prossimo anno.

Un ringraziamento al collega Gianluca Leone “Room 101” per l’aiuto nella stesura e per i report di Norsemen e Sound Storm.



Alder
Lunedì 14 Agosto 2017, 21.02.43
13
La mia era una semplice considerazione : Mi sono fatto sia Battlefield che colony che Mfe. I primi 2 avevano bill stratosferici(molto superiori al MFE). Al MFE però c'era più gente della somma degli altri due(ingresso gratuito...) Quindi era logico ci fossero file. File che ho dribblato con la tessera 10 birre.
zz top
Lunedì 14 Agosto 2017, 15.14.12
12
ti pareva se non saltava fuori qualcuno che iniziava a fare paragoni col Colony Open Air. ma io dico avete una mezza idea di quanto sia costato fare quel festival rispetto a questo? i nomi si pagano miei cari. e non si può pretendere di avere band grossissime con ingresso gratis e prezzi stracciati al bar. detto questo, lunga vita al M4E. ci sono stato ed è sempre bello come tutti gli anni.
Antonino
Domenica 13 Agosto 2017, 23.25.53
11
Detto questo sempre Hail al metal for emergency
Antonino
Domenica 13 Agosto 2017, 23.14.34
10
Io non conosco proprio nessuno del colony credrtemi, non pubblicizzo nessuno, ma posso garantirvi che è il miglior festival che ci sia mai stato in italia diciamo dal gods of metal 2005, poi se ha avuto le dita in culo tutte insieme contemporaneamente e la gente ha iniziato a vomitare (e continua a farlo) diarrea gratuitamente è un'altro discorso
Marco PdF
Domenica 13 Agosto 2017, 21.00.33
9
Tornerò come sempre al MfE e se si terrà una altra edizione del Colony sarà un piacere esserci.
Pulver
Domenica 13 Agosto 2017, 16.50.03
8
Ma basta con sto Colony..è un ossessione! O siete pagati voi lacché che scrivete continaumente elogi di quella che è stata la più grande pagliacciata della storia!? Qui si sta parlando di Filagosto e Metal For Emergency. 2 realtà da cui il Colony e chi ci sta dietro avrebbe SOLO CHE DA IMPARARE! Grandi gruppi, grandi concerti, grande location, grande accoglienza, ottime birre da bere con calma dove e quando volevi, grande serietà (quello era in programma da mesi si è poi concretizzato senza tante telenovele), grande libertà senza controlli repressivi e senza dispiegamento di forze armate in tenuta antisommossa (ho visto solo 2 paciose vigilesse passeggiate in mezzo alla gente senza tante balle). E sono stato sia al Colony (MAI PIÙ) a 120 euro che a Lacuna Coil e MFE a zero euro. Per favore basta!
Alder
Domenica 13 Agosto 2017, 15.52.44
7
Assolutamente Gran fest il Colony. Ci tornerei ora
Marco PdF
Domenica 13 Agosto 2017, 14.59.34
6
...solo che al colony festival si entrava con 60 euro.
Alder
Domenica 13 Agosto 2017, 11.36.15
5
Mi è piaciuto tutto. Vero i tempi di attesa un po lunghi.. Ma bella quell'atmosfera un po "ruspante". Ma c'era il quintuplo della gente del colony open air quindi non credo potessero fare molto di più
Antonino
Sabato 12 Agosto 2017, 20.50.17
4
Festival fantastico, bands eccezionali, nanowar of steel mitici, unica pecca secondo me i tempi d'attesa per il cibo, non si può aspettare 40 minuti x una salamella, il colony open air tanto criticato sotto questo aspetto è stato top, comunque grandissimo festival e buonissima birra
IO
Giovedì 10 Agosto 2017, 20.20.22
3
stupendo! area fighissima con stand vari, cibo e tendone per mangiare. grande pubblico davvero caloroso e numeroso. time table rispettata, tutto perfetto. non vedo l'ora della prossima edizione! non ha fatto rimpiangere per nulla cenate!
Marco PdF
Giovedì 10 Agosto 2017, 19.58.01
2
Quando mi è stato possibile ho sempre partecipato alle varie edizioni del M.f.E. fin dagli albori (ricordo che nel 2010 c'era Paul Di Anno). Ero affezionato alla vecchia location in quel di Cenate, ma dopo che il comune non ha dato l'autorizzazione per lo svolgimento dell'evento devo dire che il festival ha solo guadagnato dall'utilizzo dell'area feste di Filago. Riguardo il bill (a parte Norsemen non pervenuti, ahimè, se non per le battute finali) non mi è dispiaciuta l'autoironia del cantante dei Sound Storm, supportato da una band valida. I Furor Gallico sono stati la solita macchina da guerra, mentre i Nanowar of Steel una piacevole riconferma (visti due anni prima in pieno pomeriggio con centinaia di ragazzi assembrati nel cono d'ombra del palco). In questa edizione, visto il maggior tempo a loro disposizione (del resto erano i co-headliner), tra l'altro ho trovato esilarante la scenetta con i loro commenti (presumo registrati) dal backstage. E gli Eluveitie? Li conoscevo dal nome, ma non ho voluto documentarmi (vedi Youtube) per non perdermi la sorpresa musicale della serata: sorprendenti, coinvolgenti e con una proposta musicale di tutto rispetto. Che altro dire? Facendo ancora i complimenti all'organizzazione, non posso fare altro che aspettare la prossima edizione sicuro che sarà ancora un evento con la "E" maiuscola.
MetalFlaz
Giovedì 10 Agosto 2017, 16.39.56
1
gran bell'evento! complimenti all'organizzazione sia per il bill che per il cibo, buono e a buon prezzo. Le file ci possono stare, visto anche al numero di presenti. Per quanto riguarda il bill: Norsemen: bravi, secondo me con una seconda chitarra sarebbero anche meglio, in generale non mi hanno convinto alcune parti soliste ma va bene così Sound Storm: ascoltati mentre ero in fila per la pappa, non li ho seguiti benissimo ma da quel che ho ascoltato nulla da dire, anche se non è il mio genere. Furor Gallico: bravi, davvero bravi, anche loro avrebbero bisogno di una seconda chitarra (parere personalissimo eh) Nanowar: geniali nella loro "demenzialità", intelligente anche la scelta della loro posizione all'interno del bill, visto che fanno contenti tutti e nessuno si mette ad inneggiare agli headliner. Eluveitie: ascoltati senza troppa attenzione senza arrivare alla fine del concerto, indi non posso dare un giudizio attendibile
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