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WARDRUNA - Incontro con Einar Selvik
19/01/2021 (675 letture)
Giovedì 10 dicembre 2020 ho avuto la fortuna di partecipare ad un webinar in diretta sulla piattaforma Zoom dove il cantante e mente dei Wardruna ha tolto molte curiosità e svelato parecchi retroscena su come riesce a dare vita a una musica folk così evocativa. A ridosso dell’uscita del nuovo album, ben il quinto ormai (dopo la trilogia dedicata alle rune e un album in acustico del solo Einar), il musicista norvegese di Bergen, ex batterista dei Gorgoroth dal 2000 al 2004, è completamente immerso in questo suo progetto musicale che ha fondato nel 2003 insieme a un altro membro dei Gorgoroth, Gaahl, che ormai non ne fa più parte e la cantante Lindy Fay Hella. Diventati noti grazie all'utilizzo della loro musica per la colonna sonora della serie tv Vikings, ecco che avendo modo di ascoltarlo parlare, intuiamo subito come questa visione della loro musica e della loro proposta musicale sia davvero limitata se collegata soltanto alla nota serie tv e quindi al periodo vichingo.

Einar Selvik, introdotto dalla voce di Alexander Milas, colui che tiene le redini tecniche del collegamento e che rivolge anche le domande al musicista (molte delle quali erano state poste direttamente dai giornalisti delle varie testati musicali invitati al webinar), quasi subito ci delizia con una breve esibizione in acustico suonando una lira. Da qui l'occasione di parlare degli strumenti caratteristici utilizzati nel nuovo album. Infatti, come detto da Einar, oltre agli strumenti già in uso come la lira di Kravik, varie arpe (Taglharpa, Sotharpa, Moraharpa) e il corno, in questo nuovo album in uscita a breve per Columbia Germany la particolarità è l’introduzione di un nuovo tipo di lira, quella tedesca, Trossingen, una fra le più antiche suonate dai popoli germanici.

L’album, racconta Einar, questa volta è molto più personale e concerne più con la sfera umana e i sentimenti provati di fronte alla natura. Già, perché il rapporto uomo-natura, che purtroppo va perdendosi sempre di più, è la chiave di lettura del significato del progetto musicale. Il nome d’arte di Einar è infatti Kvitravn, che significa corvo bianco, e dà il titolo a questo nuovo album; già uscito come singolo il 16 ottobre scorso, accompagnato da un video con paesaggi nordici da togliere il fiato. Il corvo è tradizionalmente un messaggero, prosegue Einar, e rappresenta una forma di cambiamento nella mitologia nordica e non solo, quindi è davvero evidente da questi particolari che l’album sarà molto più personale.

Il musicista, alla luce di questo, dovrebbe quindi essere considerato non solo alla stregua di un artista, ma anche un educatore e un portabandiera di cultura, in questo caso di quella nordica? Einar sottolinea come il suo sia un lavoro di ricerca a 360 gradi e come sia sempre in continua evoluzione. Il suo scopo è di non riportare il passato tale e quale, anche perché sarebbe impossibile, ma di farlo rivivere in qualche modo per poter imparare da esso. Ciò è possibile studiando i testi antichi, il proto-nordico e il norreno, avvalendosi di filologi per la stesura dei testi dei brani che lo richiedono. Chiede inoltre di non vedere il progetto dei Wardruna limitato al solo passato più idealizzato e stereotipato dei vichinghi (il nome della band, tradotto, significa “guardiano delle rune”); come di tutto il passato degli antenati del nord, il periodo vichingo ne è soltanto una parte e relativamente più recente cronologicamente.

Proseguendo, Einar chiarisce il fatto che per ora non ci sarà nessuna nuova collaborazione per quanto riguarda il mondo delle colonne sonore di serie tv e di videogiochi.

Il webinar si conclude con un’altra esibizione in acustico inedita con il nuovo singolo Andvevarljod, che è uscito successivamente sulle piattaforme digitali il 22 dicembre in occasione del solstizio d’inverno. Vi ricordiamo che Kvitravn uscirà il 22 gennaio per Columbia Records e che presto sarà possibile leggerne la recensione.

Tracklist:

1.Sinkvery
2.Kvitravn
3.Skugge
4.Grà
5.Fylgjutal
6.Munin
7.Kvit hjort
8.Viseveiding
9.Ni
10.Vindavlarljod
11.Andvevarljod



Tino
Giovedì 21 Gennaio 2021, 9.09.15
8
Anche a me da giovane, adesso è scemata sono più attratto da posti caldi e mediterranei.
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2021, 9.03.24
7
Adesso mi avete incuriosito. La mitologia nordica e in generale la Scandinavia esercita su di me un fascino assoluto. Li sono andati ad ascoltare. Mi hanno ricordato il secondo degli Ulver o in generale gli Storm, il progetto con Kari, Fenriz e Satyr. Musicalmente rilassanti (poi chissà cosa dicono i testi)
No Fun
Mercoledì 20 Gennaio 2021, 23.36.30
6
"per chi ama la cultura antica nordica". È proprio questo. Io ho letto diverse saghe islandesi e mi sono fatto notti insonni a vedere Vikings ma non posso certo dire di essere un amante della cultura antica nordica e ancora meno di conoscerla, non più di quanto possa conoscere Napoli uno che vede Gomorra e si ascolta Pino Daniele. Però mi affascina per se stessa, indipendentemente dal significato culturale. Però è bello quello che scrivi, fa capire che la musica può essere, ed è sicuramente, anche uno strumento di conoscenza.
Lacrimosa
Mercoledì 20 Gennaio 2021, 23.07.31
5
@ No Fun Che cosa hanno di particolare? Forse nulla, eppure sono così suggestivi e pieni di passione in quello che fanno, nel loro progetto cioè riportare atmosfere dei loro antenati nordici e della loro cultura. Semplicemente vogliono creare un'atmosfera in cui rilassarsi e immergersi per chi ama la cultura antica nordica. I progetti folk servono a questo dopotutto. Sicuramente c'è tantissima altra musica folk affascinante.
No Fun
Mercoledì 20 Gennaio 2021, 23.00.12
4
Grazie Trance-endence interessante. Musica aborigena. Ascolterò.
Transcendence
Mercoledì 20 Gennaio 2021, 22.50.19
3
@ No Fun: Non è italiano, ma alcuni dischi di Steve Roach anni 90 mischiano proprio accordi di sintetizzatore sostenuti con percussioni/tamburi che richiamano la tradizione aborigena australiana, che perlomeno è la cosa che più si avvicina al mio concetto di "trance".
No Fun
Mercoledì 20 Gennaio 2021, 22.38.29
2
Sono indeciso con loro, a volte li ascolto e dico "madonna che badilata nelle palle, mi ascolto i Tazenda piuttosto" a volte invece scatta il feeling e mi prendono. Va a finire che prima o poi un disco me lo prendo. Mi chiedo cosa abbia di particolare questa musica. Il carattere ipnotico? Qualcuno sa se c'è qualcosa di simile nella musica tradizionale italiana? Ad esempio la pizzica portava a creare stati di trance ma è molto diversa come musica, e adesso ovviamente ha un significato del tutto diverso.
Altered
Mercoledì 20 Gennaio 2021, 12.16.48
1
Progetto davvero affascinante quello dei Wardruna.. L'esibizione con la lira, poi, dev'essere stata suggestiva. Davvero uno splendido contributo di Sara e non vedo l'ora di gustarmi il disco!
IMMAGINI
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Copertina
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La copertina di Kvitravn
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19/01/2021
Articolo
WARDRUNA
Incontro con Einar Selvik
 
 
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