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King Buzzo - This Machine Kills Artists
( 2025 letture )
"Non mi interessa suonare come una versione merdosa di James Taylor o di un Woody Guthrine spompato… Che è poi esattamente ciò che accade quando la maggior parte delle rockstar imbracciano una chitarra acustica… No, grazie, This Machine Kills Artists è un animale di razza totalmente diverso."
Buzz Osborne


E non gli si può dare torto: This Machine Kills Artists è davvero un animale di razza completamente diverso… resta da capire quale.
Andiamo per gradi: sicuramente questo è un disco metal, o meglio, è un disco che suona metal. Certo, non lo fa nel modo più ortodosso, ma di fatto resta ancorato ad un’attitudine che lascia ben pochi dubbi al riguardo. Impossibile comunque fare qualunque paragone con qualsiasi antecedente (dimenticatevi gli MTV Unplugged) poiché questo è un disco primo, unico -e probabilmente ultimo- nel suo genere che non potrebbe assumere nessun’altra forma se non quella che già possiede.

Diciassette tracce dalla durata media di tre minuti ciascuna che così come sembrano in realtà sono; vi risparmiamo quindi la disamina traccia per traccia, poiché oltremodo prolissa e alquanto ovvia per chiunque le abbia già, anche vagamente, ascoltate. Gli accordi sono quelli che sentite, la voce anche, è tutto piuttosto terra terra. Inutile girarci attorno: arrivare alla fine dell’album senza essere annoiati è difficile. Alcune tracce sono ok (come Rough Democracy, Drunken Baby o The Hesitation Twist), ma tutto il resto è fondamentalmente superfluo e ridondante. Buzz suona più o meno tutti gli accordi con la stessa intensità, cioè fortissimo, a prescindere che si tratti di un lento, una ballata, un pezzo veloce o cosa. È quindi la monotonia, in senso stretto del termine, a far da padrone per gli oltre quaranta minuti di durata di questo esperimento. Ma ciò che è più evidente è che This Machine Kills Artists è in fin dei conti un disco dei Melvins senza i Melvins, una sorta di lavoro a quesito del tipo “Cosa succederebbe se uno dei più importanti gruppi del mondo si dimenticasse di pagare la bolletta?”.
C’è poi da chiedersi se questo minimalismo, questa riduzione ai minimi termini, sia frutto di un sentimento onesto. Mi spiego: ciò che sembra è che This Machine Kills Artists sia nato non tanto dall’idea di voler fare un disco che suonasse diverso perché frutto di un’espressione artistica intima e autentica, quanto dell’ego di un frontman che ha voluto a tutti i costi gettare il sasso nello stagno per dimostrare che può fare quello che vuole senza dover rendere conto a niente e nessuno. Nulla in contrario, dopotutto la libertà d’espressione include anche questo, peccato solo che alla fine i nodi vengano al pettine e viene anche il momento di prendersi le proprie responsabilità. Quello di Osborne è un lavoro audace ma incapace di comprendere i propri limiti e le proprie possibilità, che forse avrebbe avuto più senso se ridotto ad un EP (scartando quindi tutte quelle tracce di troppo) o spacciato per una raccolta di b-sides.

Confesso infine, onde evitare un processo d’intenzione nei commenti, di non essere mai stato un appassionato di musica acustica seppur riconosca valore al genere e ai suoi autori. Ma la domanda che solitamente segue a questa prospettiva, cioè “Che ne sai tu di come si ascolta un disco di Buzz Osborne?”, scaturisce da due presupposti fallimentari: che esista un modo giusto di ascoltare un disco e che il modo giusto coincida con il punto di vista di Buzz Osborne mentre incideva l'album. La domanda che dovrebbe stare alla base di ogni ascolto non riguarda le intenzioni dell’artista, riguarda te che ascolti. Quindi non è: “Cosa voleva essere l’album?”, ma “Cosa mi ha dato quest’album?”. La risposta è: poco, quasi niente. Almeno nel mio caso.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
65.88 su 9 voti [ VOTA]
Francesco
Mercoledì 5 Settembre 2018, 10.57.04
11
Secondo me è un grande album, un ottimo lavoro che dimostra l'ottima capacità compositiva di Buzz. Nonostante sia un lavoro acustico è potente e ha canzoni che restano in testa. 80
Taor 1970
Martedì 27 Ottobre 2015, 9.55.04
10
Secondo me questo disco è unico nel suo genere, di conseguenza è una cosa nuova e come tale va giudicato. Recensire un disco non significa capirlo.
monte83
Sabato 11 Aprile 2015, 2.19.12
9
Un pò prolisso forse, ma bello. Buzz e i melvins hanno quello che tanti gruppi non hanno: coerenza, reale strafottenza e rifiuto per le pose da rock star. Molti metallari dovrebbero prendere lezioni da loro.
hj
Lunedì 22 Settembre 2014, 16.17.49
8
ho provato ad ascoltare i melvins spesso ma mi sono sempre arreso...indigesti. Ci darò un'ascoltata distratta sul tube giusto per curiosità
freedom
Domenica 21 Settembre 2014, 17.09.06
7
Non l'ho ancora ascoltato, ma conosco benissimo il personaggio e mi aspetto di tutto
brainfucker
Domenica 21 Settembre 2014, 14.47.15
6
i melvins se ne sbattono di tutto e tutti, andate da buzz e ditegli in faccia "il tuo disco mi fa schifo", lui vi farà un sorrisetto in faccia e vi dirà "meno male". avanti 1000 anni rispetto a tutti, ieri come oggi. a me il disco è piaciuto
lux chaos
Venerdì 19 Settembre 2014, 15.07.59
5
Tralasciando che questo personaggio mi è sempre stato sul cazzo, una possibilità non si nega mai a nessuno...e quindi ho ascoltato 20 minuti di questa merda. Recensione bella e fin troppo tenera.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 19 Settembre 2014, 14.45.23
4
Il mondo è pieno di tipi strani o pseudo pazzi. Il problema è che Metallized perde tempo a recensirli... Bastava guardare la copertina, del resto. Ma questo difetto non riescono a toglierselo. Come dice Monsieur jek, complimenti al recensore per aver tratto una recensione, diciamo di lunghezza normale, da questa, esattamente, ciofeca. Au revoir.
VomitSelf
Venerdì 19 Settembre 2014, 12.44.25
3
Adoro i Melvins, ma 'sto disco non mi ha detto un cappero. @Jek Ciofeche? I Melvins?? Ahahahah...torna alle spade di Odino, va la...
Svart
Giovedì 18 Settembre 2014, 21.14.47
2
si ma mi sa che non avete capito un cazzo
jek
Giovedì 18 Settembre 2014, 21.00.33
1
Recensire ste ciofeche è uno sporco lavoro che purtroppo per te "Povero Yorich" ti è toccato. Complimenti per la lunghezza, io dopo averlo sentito sul tubo l'avrei sintetizzata in due parole "cagata mostruosa"
INFORMAZIONI
2014
Ipecac Recordings
Inclassificabile
Tracklist
1. Dark Brown Teeth
2. Rough Democracy
3. Laid Black Walking
4. Drunken Baby
5. Vaulting Over a Microphone
6. New River
7. The Vulgar Joke
8. Everything’s Easy For You
9. The Ripping Driving
10. How I Became Offensive
11. Instrument of God
12. The Spoiled Brat
13. Illegal Mona
14. Good and Hostile
15. The Blithering Idiot
16. Useless King of the Punks
17. The Hesistation Twist
Line Up
Buzz Osborne (Voce, Chitarra)
 
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