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Aevum - Impressions
( 1916 letture )
Cicatrici di percezioni sensibili, lasciamo a voi le nostre impressioni, è il palcoscenico della mente...

“Palcoscenico” è molto probabilmente la parola da cui partirei per parlarvi degli Aevum.
Non solo per ricreare un banale collegamento con il titolo della ouverture di Impressions, ma per portare l'attenzione su quel luogo di collegamento tra l'artista e il fruitore dell'arte su cui -evidentemente- gli Aevum si concentrano, sia concettualmente che tecnicamente.
La band torinese -arrivata con l'album in oggetto al suo primo full-lenght- è infatti un'entità appariscente, che presta attenzione proprio a quei riflettori che illuminano il palco, curando sia l'aspetto scenico della prestazione live, che -soprattutto- il messaggio “estetico” che vogliono veicolare tramite la loro arte.
Si tratta di un binomio inscindibile che crea una precisa e ben ponderata fusione tra la musica ed il guscio che la racchiude, caratterizzando così in modo unico una band che sicuramente crede molto in se stessa e nelle proprie capacità.

Non è semplice definire la musica che suonano gli Aevum, tanto è permeata di influenze ed incursioni lontane dai territori del symphonic più tradizionale.
I pezzi che compongono Impressions sono infatti lunghi e complessi, costruiti con strati e strati di arrangiamenti che devono far coesistere l'operato di ben sette musicisti diversi.
Troviamo un gran numero di layer orchestrali guidati dalle tastiere di Ian che si mescolano con le melodie lente suadenti del pianoforte di Richard, sia nel portare avanti da protagonisti parti più lente (intro di The Battle) sia quando devono miscelarsi ad un impianto più spinto.
La sezione ritmica infatti è particolarmente vigorosa nell'approcciarsi alle canzoni più veloci (Blade's Kiss), ma è anche capace di adattarsi nei numerosi momenti lenti (senza parlare dell'intermezzo ai limiti del jazz sempre nella lunghissima The Battle), l'operato di Violet al cinque corde ne è il perfetto esempio: linee decise e senza fronzoli quando necessario e passaggi più articolati quando possibile. Matt alla batteria dimostra una buona capacità nell'utilizzare figure più estreme e i filler che impiega sono spesso interessanti, soprattutto quando suona parti più concitate, mentre è più scolastico nell'approccio alle sezioni lente.
Lord of Destruction alla chitarra è invece chiamato a svolgere un lavoro piuttosto complesso, visto che deve occuparsi sia della sezione ritmica che di quella solista, in un contesto in cui la chitarra perde il suo primato per via del gran numero di strumenti.
Le parti ritmiche appaiono comunque vivaci e piuttosto varie (oltre ad essere ben supportate dal basso), mentre le parti soliste sono più misurate ma ben amalgamate nell'insieme.
Ampio lo spazio occupato invece dalle voci vista la grande varietà di stili proposti dai due cantanti del gruppo.
Hydra è sicuramente molto più efficace con il suo screaming acido e tagliente rispetto a quanto non lo sia in un pulito che appare a volte un po' forzato nell'impostazione, per quanto indubbiamente teatrale e indicato per la proposta. Evelyn Moon invece ci presenta passaggi in pulito che contribuiscono sì alla varietà, ma che dimostrano come la voce della cantante torinese sia più portata per il lirico, dove riesce a cantare con un timbro tutto sommato piacevole ma con qualche limite tecnico che si manifesta con la fatica nel far uscire correttamente gli acuti (un po' troppo acidi) e con qualche difficoltà nei vibrati e in generale nella fluidità dell'espressione.

Produrre un disco di questa densità dev'essere stato senza dubbio un processo difficoltoso, essendo molti gli elementi da far “convivere” nel mix, per certi versi è stato comunque raggiunto un buon risultato visto che tutti gli strumenti risultano ben udibili e c'è un discreto bilanciamento nei volumi.
Lodevole la scelta di tagliare un po' di basse alle chitarre (che suonano un po' esili ma comunque definite), per lasciar spazio al basso, ma di contro la grande presenza di quest'ultimo (che tra l'altro ha portato ad alcune risonanze non tagliate dal mastering) ha in qualche modo tolto spazio al corpo della cassa, anche se tutta la batteria suona un po' asciutta e poco allargata nell'immagine stereo.
Le tastiere si sentono bene ma patiscono i suoni un po' finti, mentre il pianoforte è già molto più realistico. Le voci invece, soprattutto quella lirica, mancano un po' di corpo, anche se non so dirvi se per caratteristiche della registrazione o per scelta di mixaggio.
Più in generale la musica avrebbe potuto beneficiare di una maggiore dinamica, ma il mix e il mastering hanno veramente compresso molto l'insieme, che risulta molto a ridosso degli 0 db e con parecchi picchi oltre.

Che dire per riassumere?
Non è facile valutare un gruppo come gli Aevum, la quantità di elementi riversata nell'album è veramente enorme, sia per quanto concerne le influenze sia per quanto riguarda l'articolazione degli arrangiamenti.
Impressions ha in sé tanti elementi positivi e tanti spunti degni di nota, ma pare li soffochi un po' troppo sotto una coltre di pomposità e di eccessiva solennità che appesantisce delle canzoni che invece potrebbero risultare molto più gradevoli se private di qualche orpello fine a se stesso e soprattutto con una maggiore coerenza nell'inserimento delle influenze, visto che gli inserti folk (Lost Soul) o elettronici sono ancora parecchio disomogenei rispetto al “tessuto” musicale in cui sono inseriti.
Non è mia intenzione criticare la teatralità del gruppo torinese, visto che sarebbe a dir poco insensato attaccare uno dei tratti più distintivi del loro modo di concepire la musica, ma credo che il loro lavoro trarrebbe giovamento da una maggiore spontaneità nell'approccio alla composizione
C'è comunque ancora margine per migliorare ed il tempo è dalla loro parte.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
62.94 su 17 voti [ VOTA]
Tonio
Giovedì 3 Dicembre 2015, 12.06.35
19
Ottima band scoperta da poco l'album lho apprezzto per l'originalità forse dovrebbero cantare tutto in italiano a sto punto
Giorgio
Domenica 23 Agosto 2015, 13.19.12
18
Una band female con finalmente una personalit' propria! bel disco! orginale 88/100
Angel
Venerdì 21 Agosto 2015, 16.32.46
17
incuriosita ho ascoltato questo gruppo italiano, mi ci sono voluti più ascolti per apprezzarlo appieno, ma ora devo ammettere che LO ADORO! VOTO POSITIVISSIMO!
Andrea
Domenica 5 Luglio 2015, 21.55.03
16
Questo commento è di qualcuno vicino alla band dell ostesso tenore di quello di nova vita. Attaccare il recensore e la webzine con qualche elemento limato ad hoc per mascherare la non preparazione alle critiche.
ferdinando
Domenica 5 Luglio 2015, 21.28.46
15
questa recensione è la ripresa di quella precedentemente fatta a nova vita ma con qualche elemento limato ad hoc per non tirare su il polverone come avvenuto in precedenza... questo sì che è un vero tentativo di mascherare leziosità ed attacchi a persone e situazioni.
Guizza
Giovedì 18 Giugno 2015, 18.25.34
14
Ho provato ad ascoltare questo album. Le mie orecchie sanguinavano!!!!!!
Hargout
Mercoledì 17 Giugno 2015, 12.05.16
13
Ho ascoltato l'album. Idee interessanti ma troppe cose. Troppa cozzaglia. E le voci a parer mio, usate non male, di più. Peccato.
Prometheus
Martedì 16 Giugno 2015, 15.30.50
12
I Within Temptation si danno un tono?! Ma per sul serio?! Ti sembra che vogliano spacciarsi per Grandi Artisti Complessi e Difficili da Capire? Ti sembra che abbiano un atteggiamento snob e pretenzioso? Ti sembra vogliano spacciarsi per artisti di classe e colti senza esserlo davvero? Ma semmai è l'esatto opposto, dato che propongono soluzioni musicali semplicissime e di facile presa. Magari saranno pure costruiti, ma in senso opposto rispetto alla critica che stavo facendo io. Anyway, non credo che gli Aevum compogano tutto con quello scopo, ma credo che scelgano certe soluzioni anziché altre per quello scopo, dalle linee vocali all'uso di certe parti strumentali fino ai minutaggi e alle strutture pleonastiche.
Le Marquis de Fremont
Martedì 16 Giugno 2015, 14.13.07
11
Cher Monsieur Prometheus, mi sembra palese che abbiamo opinioni differenti. Ovviamente uno dice che le canzoni sono bellissime, l'altro che non son affatto bellissime. Punti di vista. Comprensibilissimi. Ma non mi sembra che gli Aevum cerchino "soluzioni pretenziose e fine a se stesse". Vuole dirmi che potrebbero fare cose molto diverse ma fanno questa musica e questa teatralità per calcolo a tavolino? Per essere fighi e snob? Scrivono To Be or...to Be non perché è una bella canzone con un bellissimo finale ma perché vogliono atteggiarsi? Mi sembra un petit peu paradossale. Probabilmente possono fare meglio. Ma già così, mi paiono originali, ricchi di idee e con molto da dire. Gli altri che ho citato, superpromossi (dai promoter, non a scuola, eh...) e danarosi, non sono originali (i Nightwish lo "erano"), hanno pochissime idee e quello che dicono è supportato da massicce dosi di marketing. Poi che i Within Temptation non siano costruiti e non si diano un tono, con rispetto, lo vada a raccontare a qualcun'altro. Penso che se c'è una band "di plastica", questi sono proprio i WT. Au revoir.
lux chaos
Martedì 16 Giugno 2015, 2.18.45
10
Concordo con Prometheus, terribili ahahahah....cantanti da zelig, proprio...se a qualcuno proprio piace il minestrone con tutto quello che è avanzato nel frigo mischiato insieme, si faccia avanti
Prometheus
Lunedì 15 Giugno 2015, 13.22.41
9
A me non sembra affatto che il songwriting sia buono e le loro siano bellissime canzoni. A me sembrano canzoni bruttine che sfruttano male delle idee interessanti e originali, che sono prive di labor limae e che sono piene di soluzioni pretenziose e fini a se stesse che urlano "guardaci come siamo artistici, fighi, snob, di classe, complessi, raffinati, difficili da capire"! Mi sembra un songwriting masturbatorio, poco sincero e troppo "recitato". Nel senso che sembra voglia recitare una parte non sua, spacciarsi per qualcosa che non è. E questo si nota anche nell'uso delle voci. Mancano dei criteri dietro che permettano di selezionare quali elementi inserire e come, semplicemente è stato fatto un calderone di cose messe assieme solo perché fighe e apparentemente di classe. E ripeto che mi dispiace, perché di base ci sono elementi interessanti e originali. Magari in futuro gli Aevum impareranno a gestire meglio la propria musica e a inseguire obiettivi più sinceri, valorizzando così il proprio talento. Se ciò accadrà, sforneranno grandi capolavori. Ma attualmente sono troppo acerbi, troppo ingabbiati in modi di pensare a mio avviso dannosi. Mi sa che hai anche frainteso totalmente cosa intendo per orpelli, perché gli esempi da te citati non c'entrano nulla (Nightwish a parte). Non c'entra il budget e soprattutto NON c'entrano le versioni dell'album, il packaging e via discorrendo (parlavo di musica, non del contorno). I Within Temptation sono esattamente l'opposto di ciò che intendevo io: non mi pare affatto che le loro ultime canzoni siano costruite apposta per darsi un tono. E non mi pare neppure che lo facciano i Kamelot (a parte in alcune scelte del passato, come il filtro vocale di "Anthem") né gli Epica (che, anche quando molto pomposi, hanno sempre intelligenza, equilibrio e precisi criteri dietro le proprie scelte). I Nightwish invece sì, tendono a soluzioni pretenziose e fini a se stesse, ma bisogna vedere di che canzoni stiamo parlando. Alla fin fine, caro Marchese, abbiamo semplicemente punti di vista diversi e canoni di valutazione quasi opposti.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 15 Giugno 2015, 10.15.53
8
Mon Dieu, se i cantanti sono insopportabili a Monsieur Prometheus, sono fatti suoi. Può succedere. A me, non hanno dato nessun fastidio. Ma non sono assolutamente d'accordo, con il suo post sul fatto che gli Aevum si carichino di orpelli che non servono, tipo il minutaggio lungo o la metafora della donna super truccata. Qui, mi sembra invece che ci sia il vero nemico degli orpelli: il songwriting. Questi scrivono delle bellissime canzoni, le interpretano bene (anche se tutto è perfettibile) e hanno moltissime idee. C'è, quindi, molta sostanza e si sente. A me sembra che gli orpelli siano invece la foglia di fico dei pompatissimi e super budgettati gruppi a la Nightwish, Within Temptation, Kamelot, aggiungo parecchi Epica (non l'ultimo che mi sembra buono) e copie et fotocopie similari (ce ne sono a migliaia). Li il songwriting è scarso, noioso, commerciale a la canzonetta (vedi WT) e il tutto è ricoperto di montagne di orpelli: anticipazioni, trailer, diari di registrazione, singoli anticipa-album, mix, remix, duetti, tripletti, orchestroni, versioni luxe, versioni deluxe, supertournée, ecc. Gli Aevum non hanno niente (o pochissimo) di questo e lei dice che "si danno un tono" e si "spacciano per quello che non sono". Naturalmente ognuno ha i suoi pareri ma qui, a forza di cercare il "criterio dietro" (?) occhio a non inciampare. Au revoir.
Loredark
Domenica 14 Giugno 2015, 13.55.09
7
Non sono d'accordo col recensore, ho ascoltato più volte l'album..certamente non è da un solo ascolto..va assimilato più volte per apprezzarne la poeticità. Voto assolutamente positivo, soprattutto per avere carattere e proporre qualcosa di personale e che si distingue in un mare di inutili copie e gruppi senza identità.
metallina85
Sabato 13 Giugno 2015, 23.34.06
6
Gran bel disco!!!!
Prometheus
Giovedì 11 Giugno 2015, 15.10.13
5
Quoto al 100% Eternamente. I cantanti sono insopportabili, soprattutto lei. E le soluzioni strutturali, strumentali e melodiche mi sembrano totalmente senza criterio e fini a se stesse, come se volessero darsi un tono e spacciarsi per """arte""". Insomma, pretenziosità random. E inoltre manca totalmente il labor limae, per cui le canzoni risultano allungate a sproposito e quindi noiose. Forse perché certi minutaggi fanno figo, non so. Ed è un peccato, perché ci sono molte idee interessanti e originali. Se gli Aevum faranno una seria autocritica e smetteranno di spacciarsi per ciò che non sono, coi prossimi album potrebbero tirar fuori dei capolavori. Il potenziale c'è eccome, ma per adesso è sfruttato davvero malissimo. L'impressione finale è quella di una donna iper-truccata, iper-ingioiellata, ma senza un criterio dietro. Si crede bellissima e di classe, ma in realtà sembra Moira Orfei. E non è tanto il barocchismo il problema, quanto la mancanza di un solido criterio dietro. A 'sto punto, preferisco mille volte i Within Temptation e i Kamelot, citati qualche commento fa (anche se il paragone non regge, dato che i WT hanno abbandonato il symphonic e i Kamelot principalmente fanno power con tocchi prog... e non si capisce che cavolo c'entri il gothic con loro o coi Nightwish).
Eternamente
Giovedì 11 Giugno 2015, 10.32.16
4
Ho provato ad ascoltar più e più volte questo album ma non riesco proprio ad apprezzarlo. Ci sarà originalità, per carita. Ma trovo che molta di questa originalità sia stata fatta con poco criterio. Trombe o cornamuse che non centrano nulla nel contesto. O simili. Per altro, la prove vocali le trovo pessime. A parte lui che a volte lo trovo fuori luogo, di lei non si capisce nulla quando canta, ed è un peccato. Sembra sia stata più impegnata nel cercar di raggiunger determinate note ed evidenziare il suo vibrato che cercar di scandire le parole che ad un primo ascolto, sembrerebbero non esistere se non continui vocalizzi. Un gran peccato... Speravo in un prodotto confezionato meglio e maggiormente studiato. L'originalità deve aver un senso, e qua, trovo che non ci sia.
roby212
Mercoledì 10 Giugno 2015, 22.22.07
3
Gli ho scoperti a brescia di supporto agli Haggard e mi hanno colpito!. Non sono tanto fan del genere ma ho comunque comprato il disco, e mi piace!! quindi giudizio assolutamente positivo
Theon
Mercoledì 10 Giugno 2015, 16.16.59
2
Devo dire la verità;.il disco mi é piaciuto molto. Almeno bisogna portare merito che si tratta di uno sforzo di originalità, in un mare fatto ormai di noia, quello del female metal..voto 80/100. Sono Italiani e li sostengo.!
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 10 Giugno 2015, 13.28.30
1
Well, recensione un po' tardivella, visto che l'album è uscito, se non erro, a fine novembre 2014. Pensavo non lo recensivate, dato il "dibattito" che aveva provocato il precedente "Nova Vita", soprattutto dopo che una velina con il book pronto per Emilio Fede, tale Snow, elettasi a recensore, lo aveva stroncato in modo pesante e anche un po' offensivo. Qui invece, siano su una valutazione più equilibrata ma che a mio parere si ferma troppo sull'aspetto tecnico esecutivo che non sul songwriting. Personalmente, ritengo invece, tranne alcuni inutili filler (Intro, Intermezzo, Aevum) e il pezzo finale non propriamente riuscito, come questa sia una delle evoluzioni del cosiddetto "gothic/symphonic metal". E' uno dei pochi gruppi di questo genere che mi piace, perché non è la solita fotocopia dei Nightwish o pop/easy listening, come Within Temptation o Kamelot. C'è molta personalità e fantasia nei pezzi, un songwriting ricercato e ricco di idee, con delle belle canzoni. Su tutte, Blade's Kiss, The Battle e To Be or...to Be. Due considerazioni finali: mi sembra che la parte growl sia di Richard (almeno sul video di Lost Soul) e naturalmente sull'ultimo dei Nightwish e dei Kamelot non ci sono "alcune risonanze non tagliate dal mastering". Però, "che palle" di canzoni! Questo è veramente un ottimo album. Chapeau. Au revoir.
INFORMAZIONI
2014
Fuel Records/Inverse Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Il palcoscenico della Mente
2. Blade's Kiss
3. Intermezzo
4. The Battle
5. Il Lamento della Ninfa
6. Impressioni
7. Lost Soul
8. To Be or...to Be
9. Aevum
10. Monsters
11. Adieu à la Scene
Line Up
Evelyn Moon (Voce)
Hydra (Voce)
Lord of Destruction (Chitarre)
Richard (Piano, Voce)
Ian (Sintetizzatori e tastiere)
Violet (Basso)
Matt (Batteria)
 
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