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Dharma Storm - Not An Abyss Prey
25/03/2017
( 584 letture )
Ad un'occhiata superficiale della copertina e una lettura veloce della presentazione, Not An Abyss Prey potrebbe sembrare un disco di una band pirate metal alla Alestorm, ma le vele sono presto ammainate: i romani Dharma Storm non sono solo questo, o meglio, è vero che nel disco qualche inserto musicale più piratesco possiamo sentirlo e anche i testi sembrano avere un nesso con tale argomento, ma il loro sound non è assolutamente riducibile solo a tale definizione.
I Dharma Storm sono una giovanissima formazione, nata nel 2009, che si rifà perlopiù a quel filone di power/symphonic fatto di riff epici e tastiere onnipresenti; purtroppo questi elementi (che potrebbero essere un elemento di forza per questo gruppo) vengono invece penalizzati da una produzione amatoriale, che non ha permesso al sound di risultare equilibrato ed omogeneo e che non consente quindi di apprezzare appieno il disco nella sua totalità.

Tralasciando questa pecca, Not An Abyss Prey presenta fin dalla sua prima traccia, Immortal Crew, uno stile che vuole essere epico e solenne, ma allo stesso tempo non vuole sembrare privo di forza e brio, non manca infatti -come già accennato- un accenno più giocoso e piratesco, anche se rimarrà l'unico vero e proprio episodio di questo genere. I toni infatti si fanno presto più oscuri ed aggressivi nella seconda traccia Night Of The Burning Skulls: nelle sonorità dei Dharma Storm infatti non troviamo solo il lato più magniloquente del power sinfonico ed è proprio su queste coordinate musicali si muove l'intero disco. La chitarra è dinamica e la tastiera dà il suo contributo nell'accrescere l'epicità dei brani (The Possessed One per citarne uno), ma la loro messa in risalto è andata ingiustamente a coprire il lavoro ritmico del batterista Nicholas Terribili, che rimane decisamente indietro nell'equilibrio del sound. La voce si muove invece su alti e bassi: Marco De Angeli non riesce a graffiare l'udito dell'ascoltatore e sia i cori che le harsh vocals (queste ultime comunque molto rare) sono sicuramente punti su cui lavorare, nonostante ciò riesce a mettere a segno alcune buone linee vocali, soprattutto quelle che si aggirano in un registro medio.
Insomma per i Dharma Storm ci sono ancora numerosi punti spigolosi da smussare e migliorare, nonostante ciò alcuni spunti più riusciti sono comunque presenti in Not An Abyss Prey come la lunga strumentale Live Togheter Die Alone, che è sicuramente uno dei pezzi più incisivi dell'album, dove i musicisti romani sono riusciti ad amalgamare le varie sfumature del loro sound, lambendo di tanto in tanto anche il prog. Questo esordio, penalizzato enormemente dalla produzione, suona comunque ancora acerbo, tanto da farlo sembrare più una demo che una vera e propria release. I ragazzi sono comunque giovani e hanno ancora tanta strada davanti a loro per potersi migliorare e curare i dettagli al meglio, quindi Not An Abyss Prey strappa la sufficienza, anche perché sicuramente la voglia di suonare e la passione per la musica ci sono, oltreché delle buone capacità tecniche, ora però è necessario lavorare più duramente per migliorare i risultati e spostare l'asticella sempre più in alto per ottenere un lavoro senza spigoli.

Not An Abyss Prey è quindi sicuramente una base da cui partire, un banco di prova per la band capitolina. Per presentarsi ad un pubblico più ampio però occorre una cura certosina del più piccolo dettaglio, non soltanto prettamente musicale ma che riguardo al songwriting in generale -come l'inglese dei testi ad esempio- soprattutto a fronte di tutti i numerosi esordi che affollano il panorama metal generale, da quelle pubblicate dalle grandi label, ai contesti di autoproduzione.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Power/Symphonic
Tracklist
1. Immortal Crew
2. Night Of The Burning Skulls
3. Blackout
4.Trail Of Tears
5. Across The Line Of Time
6. Emerged
7. The Possessed One
8. God Is Gone
9. Live Together Die Alone
10. Jolly Roger
Line Up
Marco De Angeli-Brandy (Voce)
Daniele Castagna-Harry (Chitarra)
Dario La Montagna-Bois (Tastiera)
Gianluca Lancianese-Piece (Basso)
Nicholas Terribili-Mingo (Batteria)
 
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