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The Match - Just Burn
06/07/2017
( 263 letture )
I The Match sono un progetto musicale ideato dalla mente di Francesco e Ivan, rispettivamente bassista e batterista, due ragazzi di Torino che nel 2013 decidono di mettere in piedi una band tutt’altro che usuale. Si tratta infatti di un duo formato semplicemente da basso e batteria, mentre la ricetta che propongono è un metal crossover con una gran componente funk ed elettronica, sebbene i membri della band definiscano il loro genere “Roodie and Groovie”, ovvero sia rude ma allo stesso tempo radiofonico. Difficile pensarlo però, considerando anche la limitata disponibilità di frecce al proprio arco, che potrebbe portare a soluzioni maggiormente orientate verso solismi strumentali e brani complessi.
Di per sé non si tratta dell’unico gruppo emergente formato solo da basso e batteria, quindi la difficoltà del progetto non consiste nella line up basilare quanto nel riuscire a coniugare il sound proposto con l’obiettivo prefissato. Ci vuole coraggio per presentare un progetto così ambizioso già al debutto, dove il margine di falimento è molto più concreto rispetto a carriera inoltrata, ma per fortuna i nostri hanno coraggio da vendere e il titolo Just Burn sembra un avvertimento, come ad indicare che la ricetta servita farà fuoco e fiamme.

Prima di analizzare il tutto, una breve ma doverosa nota di servizio: stando al sito ufficiale sembra che la mascotte della band, Deaddy Minerva, sia a tutti gli effetti il vero frontman in funzione di cantante e chitarrista. Molto più importante di Eddie degli Iron Maiden insomma.

Il nome The Match deriva dal termine inglese, che genericamente indica sì scontro o sfida, ma in questo caso particolare è inteso come fiammifero. Non è un caso infatti che Earthz si apra proprio con il rumore di un fiammifero che brucia, come se qualcuno avesse lasciato il gas acceso, mentre successivamente irrompe la batteria, che prima ci aggredisce con rullate secche e poi ci spiazza nel suo incedere groove, attorno al quale si sviluppano ipnotici giri di basso. A livello vocale invece si sentono harsh vocals di sottofondo, effettate da elementi in studio come il pro tool, che culmineranno con un growl animalescono una volta giunti al bridge, dove il drumming torna ad essere maggiormente incisivo. La traccia coinvolge ma non entusiasma, obiettivo affidato a Beast, opener di tutt’altro spessore, che fa partire l’album all’insegna dell’impatto sonoro, sfoderando una ritmica compatta ed un sound al fulmicotone. Sicuramente uno dei migliori episodi del lotto. Firestarter non è altro che una cover, anzi un medley composto da un trittico (Firestarter, Spitfire, ) che riprende tre dei maggiori successi sfornati dai The Prodigy, band techno punk che negli anni ’90 lasciò il segno nella musica elettronica con il proprio appeal alienante e claustrofobico. Al di là del nome con forti tendenze alla megalomania, va dato merito alla malsana creatura di Liam Howlett e soci nell’aver influenzato gran parte della scena elettronica ed alternativa del periodo. Si rimane sempre in tema di fuoco con Aflame, che già dall’attacco si rivela una canzone accattivante, condita da stop and go fulminei e una voce che più elettronica non si può, non necessariamente un male perché si adatta all’arrangiamento particolare ed articolato della traccia.
Se si vuole ascoltare una voce al "naturale" basta attendere la traccia successiva, poiché in K-22 la voce in pulito si erge come padrona assoluta, ed è una fortuna visto che riesce a regalare emozioni durante tutta la canzone, spezzata solo durante il break centrale da un lungo segmento di basso. Anche questo grande highlit del disco insieme all’opener. Curiosa dal titolo e ancora di più una volta ascoltata è Shinobu, dove la sperimentazione viene rilasciata senza freni e le variazioni si susseguono senza sosta.

Analizzando l’album emerge come il lavoro sia ben strutturato ed articolato, presentandosi come un prodotto quadrato e completo, a maggior ragione considerando che si tratta di un debutto. Ad eccezione forse di un paio di filler, tutti gli altri episodi riescono a coinvolgere l’ascoltatore, e nonostante le perplessità iniziali i nostri riescono ad attenersi ai propositi prefissati riuscendo a coniugare un suond grezzo ma allo stesso tempo catchy, rendendo realtà il motto "Roodie and Groovie" che sembrava un ossimoro in piena regola. Non resta che attendere ora quale sentiero decideranno di intraprendere i nostri, se intenderanno perpetrare la formula già adottata in questo esordio o se opteranno per virare verso ulteriori modalità di sperimentazione. Nel frattempo possono festeggiare la riuscita di questo primo lavoro, che pur non raggiungendo vette altissime riesce a guadagnarsi ampiamente la sufficienza, superando quindi la tanto attesa prova del fuoco.
Certo alcuni potranno trovarci tanto fumo, ma indubbiamente c’è anche molto arrosto. Occhio a non scottarsi.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Agitoriu
Crossover
Tracklist
1. Beast
2. Firestarter
3. Aflame
4. K-22
5. Danger
6. Shinobu
7. Earthz
8. San Francisco
9. Neh
Line Up
Francesco Gallo (Voce, Basso)
Ivan Mercurio (Batteria)
 
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