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Burning Ground - Last Day of Light
06/10/2017
( 244 letture )
Essere italiani è spesso un ostacolo fin troppo grande per chi vorrebbe sfondare nel mondo della musica. Nel nostro paese gli unici tipi di musica che portano gli artisti a riuscire a vivere con essa sono il pop e il rap, mentre chi vuole creare una carriera in generi come il rock e il metal la strada è pressoché sbarrata. È ancora più sbarrata quando si viene dalla Sardegna che, per evidenti motivi geografici più che culturali, è sempre stata un po’ isolata da un paese già in partenza periferico come l’Italia. È questo il caso dei Burning Ground, da Cagliari con orgoglio, che dal 2002 propongono un possente heavy metal con forti influenze power e thrash dal chiaro sapore americano. Last Day of Light è il loro primo album ed è uscito per la leggendaria Minotauro Records.

Dopo un intro di un minuto e mezzo (Dark Ages) la prima vera e propria canzone: The Killing Hand, che insieme alla successiva Darkened Desire mostrano tutte le qualità della band sarda: un riffing potente e fantasioso di chiaro stampo primi Savatage, una buona capacità di strutturare i brani tramite composizioni abbastanza lunghe (oltre i cinque minuti) con sapienti cambi di tempo e, soprattutto, un cantante fuori dalla media. Maurizio Meloni infatti è dotato di un’ugola grintosa e potente davvero in grado di fare la differenza e di elevare il gruppo dalla massa dei mestieranti a band di livello internazionale, e queste qualità si notano molto bene nell’epica The Burning Ground. Peccato che qualcosa non vada: il difetto più grande, e forse anche l’unico, dei Burning Ground è la scarsa personalità. Infatti difficilmente riusciremmo a distinguere una canzone presa da Last Day of Light da una qualsiasi di una band power-thrash americana di livello medio-alto. Per carità, è anche comprensibile per degli esordienti essere ancora ancorati alle proprie influenze e alla scena di riferimento, ma non dimentichiamo che i Burning Ground vengono da 15 anni di gavetta e, purtroppo, al giorno d’oggi per uscire dalla melma dell’underground le qualità più importanti sono senza dubbio l’originalità e una forte personalità. Niente, dai riff alle melodie vocali, è qualcosa che non si sia già sentito una trentina di anni fa nei dischi dei già citati Savatage e dei Metal Church o, in tempi più recenti, dai magnifici Nevermore e Symphony X, band che hanno posto un’asticella fin troppo alta per tutti i loro emuli.

Certo, i Burning Ground quello che fanno lo sanno fare molto bene. Last Day of Light farà la gioia degli appassionati del genere e lascerà una sensazione piacevole anche a chi non mastica questo tipo di sonorità, ma non ha ancora la capacità di rimanere troppo a lungo nella mente dell’ascoltatore. Come già detto The Last Day of Light è un album suonato con una capacità tecnica e compositiva superiore alla media ma i Burning Ground non sembrano riuscire ad levarsi, almeno per ora, l’etichetta di band "normale", cioè che non riesce a spostare la bilancia né da una parte né dall’altra. C’è sempre tempo per essere smentiti.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
75 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Minotauro Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Dark Ages
2. The Killing Hand
3. Darkened Desire
4. Facing the Shame
5. Before I See
6. The Burning Ground
7. Last Day of Light
8. Dawn of Hope
Line Up
Maurizio Meloni (Voce)
Andrea Alvito (Chitarra)
Alberto Bandino (Chitarra)
Alessio Melis (Basso)
Angelo Melis (Batteria)
 
 
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