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Starseed - Cosmic Conspiracy
22/08/2020
( 935 letture )
Secondo una credenza popolare gli Starseed (figli delle stelle o semi delle stelle) sono anime provenienti da altre dimensioni, incarnati ora nei corpi di alcuni esseri umani al fine di apprendere da loro e, al contempo, aiutarli ad evolversi verso una nuova età dell'oro, con un nuovo stato di coscienza e di consapevolezza. Provenienti dalla Germania gli Starseed sono stati piuttosto una vera e propria meteora del panorama metal. Con un solo EP dalla durata di poco meno di venti minuti ci hanno regalato un piccolo saggio di personale unicità. Cosmic Conspiracy rimane l'unica testimonianza di questa band, scioltasi prima di registrare il loro album di debutto nonostante vari tentativi di reunion occorsi negli anni seguenti.

Alla base della proposta musicale c'è un death metal tipicamente americano, condito da tinte spaziali di cui è difficile trovare molte somiglianze. L'approccio ai suoni può ricordare i primi Morbid Angel, l'ausilio delle tastiere può richiamare invece alla mente gli splendidi lavori dei Nocturnus e per alcune inclinazioni stilistiche gli Eternal Dirge. Se il progetto Starseed fosse proseguito nel tempo sicuramente ora sarebbe annoverato al pari di questi nomi. Death metal sì, ma molto particolare, avendo un'impronta stilistica molto avantgarde per quegli anni musicali, la band si avvalse di tematiche e testi futuristici, ambientazione sci-fi, il tutto amalgamato e suonato con un'intensità veramente unica: ecco cosa rende oggi davvero speciale questo piccolo disco. I suoni si rifanno principalmente alla prima ondata del death a stelle e strisce, ma si contraddistinguono per un impatto generale freddo, quasi asettico. Partendo dalla sezione ritmica possiamo sentire una batteria secca e naturale, ben definita su ogni fusto mentre il basso ha un buon timbro armonico e risulta essere ottimamente mixato, riconoscibile in ogni passaggio. Le chitarre pur avendo un impatto piuttosto "zanzaroso" durante le parti più ritmate e nei riff principali, si definiscono molto bene negli assoli grazie all'uso di alcuni leggerissimi effetti. La voce non ha nessun tipo di variazione di registro, il cantato è un growl non troppo profondo che si innesta alla perfezione sul suono degli altri strumenti. Il fiore all'occhiello sono le tastiere: onnipresenti e mai troppo invasive vengono sfruttate al meglio, spaziando tra melodie epiche e tappeti sonori estremamente atmosferici. Col senno di poi, sono state una vera e propria lungimirante innovazione per il genere e per questa specifica proposta musicale.
Passando ora alle tracce, ad aprire le danze troviamo immediatamente un riff di chitarra molto orecchiabile su un velocissimo passaggio di batteria in Crusade To Terra, brano tipicamente death con un bellissimo assolo centrale. Nella successiva Conquest And Enslavement le atmosfere si tingono leggermente di black metal, il riffing è ossessivo e veloce, le tastiere iniziano a deliziare creando un ottimo tappeto atmosferico. Sono sempre le tastiere ad aver un ruolo fondamentale in Survival of Zeta Reticuli uno dei brani meglio riusciti dell'EP in cui i ritmi sono leggermente rallentati a favore di un'epicità evocativa. In questo brano stacchi e assoli si succedono di continuo, e a spiccare è l'ottimo drumming di Lanczeck con continue variazioni di ritmo e tempo a donare fluidità e movimento al pezzo. Exodus Journey spicca per le variazioni ritmiche aperte delle chitarre che ben si intrecciano alle soluzioni proposte dalle tastiere; è il brano musicalmente più melodioso e accessibile dell'intero EP, scandito da una ferocissima linea vocale. Nella conclusiva The Forlorn i ritmi tornano ossessivi e claustrofobici, intervallati da un breakdown a metà brano e da un successivo mini assolo, il tutto sorretto dalle onnipresenti tastiere a coronare il complesso.

Cosmic Conspiracy corre tutt'oggi velocissimo, come un bagliore in uno spazio buio, dove per la sua intera durata si viene rapiti per un viaggio cosmico. Di base non è l'estrema tecnica dei musicisti a colpire ma l'intensità con cui è stata suonata ogni nota. Qui ogni elemento musicale utilizzato funziona alla perfezione in sinergia e in funzione degli altri, creando un amalgama davvero unico nel suo genere. Resta incredibile che una band con un potenziale musicale così enorme non abbia potuto regalarci altra musica, oltre questa piccola gemma concepita ventitré anni or sono.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
1997
Independent
Death
Tracklist
1. Conquest And Enslavement
2. Crusade To Terra
3. Exodus Journey
4. Grapes of Wrath
5. Survival Of Zeta Reticuli
6. The Forlorn
Line Up
Jan E. (Voce)
Andreas G. (Chitarra)
Olaf Walinger (Chitarra)
Michael F. (Basso)
Henning Lanczek (Batteria)

Musicisti Ospiti
Sascha Risseler (Tastiere)
 
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