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Graveyard (Es) - The Altar of Sculpted Skulls EP
( 1222 letture )
La Svezia: i suoi freddi inverni, la bella Stoccolma, le belle bionde, il death metal e… le tortillas!

No, non ho un calo di zuccheri, è solo una premessa per indicarvi subito quello che troverete in questo EP, perché gli spagnoli Graveyard, che con il disco del 2009 One with the Dead hanno deliziato i palati più putrefatti dell’old school death metal di stampo svedese, sono tornati nuovamente sul mercato con un altro prodotto e con lo stesso suono del precedente, senza cali di intensità o qualsivoglia influenza o tendenza tale da proiettarli verso nuovi lidi.
I Dismem… no, i Graveyard, dopo aver pubblicato lo split coi nostrani Necro, hanno dato alle stampe questo The Altar of Sculpted Skulls, uscito sotto la Doomentia Records e, come detto prima, il suono sprizza da tutti i pori death metal svedese, quello bello e marcio degli anni ’90. Quindi, queste poche tracce sono infarcite di un attitudine spietata, con riff veloci e corposi ma anche melodici, con chitarre grasse che trasudano violenza, accompagnate da una batteria martellante e dai classici rallentamenti del genere, abissali e propriamente adatti ai testi lovecraftiani, horror, che vengono ben messi in risalto dal muro sonoro avvolgente che creano.

Nulla di nuovo sotto al sole quindi, o quasi. Infatti l’EP, oltre agli inediti, contiene due tracce rimasterizzate (le ultime) che, in realtà, provengono dai primi vagiti del gruppo nato circa sei anni fa e sono tratte dallo split del 2009 coi Terrorist, grezzissima band black/thrash statunitense (in realtà Ritual la troviamo anche nel primissimo demo del 2007, Into the Mausoleum). Tali tracce, avendo un suono ovviamente migliore rispetto alle versioni originali, possono essere ora valutate appieno e senza quei suoni sporchi e ronzanti dei demo autoprodotti. Tuttavia, è opportuno anche notare che dagli inizi ad oggi non c’è stato nessun cambio di suono, avendo la band sempre lo stesso pallino in testa, cioè quello dei leggendari Dismember (ma sotto sotto anche Bolt Thrower). Ad esempio, la parte finale di An Epitaph Written in Blood ha richiamato alla mia mente leggermente la storica Override of the Overture (chiaramente non il mitico ed inimitabile riff iniziale, ma la parte che troviamo prima dell’assolo) oppure, ancor di più, a And So Is Life, tratte entrambe dal monumentale debut Like an Ever Flowing Stream. Ma sono dettagli.

Il gruppo è attualmente in fase di registrazione del nuovo album, The Sea Grave che dovrebbe uscire nel mese di Marzo e, già dal titolo, dai nomi delle canzoni (R’lyeh, In Deep Slumber e altre) e dall’artwork disegnato dall’americano Putrid - che ha collaborato sia alla copertina di questo EP che con importanti nomi quali Cianide, Anatomia e Hooded Menace -, è intuibile che la band difficilmente prenderà altre strade, continuando quindi su questa direzione, quella dello Swedish death metal d’annata con ovvi riferimenti al mito lovecraftiano per eccellenza, ovvero: Cthulhu.

Se il genere vi piace, sicuramente vi consiglio di acquistare il full-length del 2009, mentre questo è più un articolo per collezionisti e veri fanatici del genere. Tuttavia, i membri del gruppo sono ragazzi con esperienza e che fanno musica con ben altri gruppi: rimanendo nel genere, potremmo citare i Morbid Flesh e Unconsecrated, ragion per cui è un prodotto assolutamente piacevole e da ascoltare senza troppe smancerie.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Undercover
Sabato 2 Febbraio 2013, 21.35.15
1
Band divertente, ascolto discreto, vediamo che combinano col secondo disco, il primo l'ho consumato.
INFORMAZIONI
2011
Doomentia Records
Death
Tracklist
1. The Altar of Sculpted Skulls
2. An Epitaph Written in Blood
3. Deathcrowned
4. Cult of the Shadows
5. Ritual (Re-recorded)
6. Howl of the Black Death (Re-recorded)
Line Up
Julkarn (Voce, Basso)
SBE (Chitarre)
Bastard (Chitarre)
Gusi (Batteria)

Musicista Ospite
Federico Fernández Giordano (Chitarra Solista in "Cult of the Shadows")
 
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