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Heavenshine - Black Aurora
( 1941 letture )
Che il power metal stia passando un brutto momento a causa di sempre più band incapaci di rinnovarsi ed in grado di pubblicare album veramente degni di nota lo diciamo e lo leggiamo da anni. Il discorso è facilmente estendibile al symphonic metal (ma a dir la verità a qualsiasi genere musicale) e perciò eviteremo questi stereotipi qualunquisti nella recensione dei lucani Heavenshine, band al debutto discografico che si cimenta con un power symphonic metal in cui emerge pesantemente l’influenza dei maestri Nightwish dell’era Tarja Turunen. Alla fine tutti si rifanno a qualcuno, hanno influenze e band ispiratrici, ma l’importante è non esserne dei cloni ed ancora più importante proporre canzoni interessanti.
La band nasce dalle ceneri dei Marshall, virando la propria proposta da un classico power/heavy ad un genere più sinfonico dovuto in parte all’ingresso in formazione della soprano lirico Miriam Cicotti. In breve tempo, la band scrive nuovo materiale e registra questo primo album, intitolato Black Aurora e pubblicato da Fuel Records, sotto la supervisione di Gerardo Cafaro, che ricordiamo essere patrono dell’Agglutination Fest.

Atlantis Reloaded apre le danze con una buona dose di potenza: protagonisti sono i due vocalist, la già citata Miriam Cicotti e Marco Signore, autore di una prestazione più che dignitosa, ma che spesso manca di mordente e di una maggiore aggressività che non guasterebbe per contrastare la voce lirica di Miriam. Musicalmente, Nightwish ed Epica sono sicuramente dei riferimenti, anche se -soprattutto nelle parti strumentali- troviamo influenze e parti più progressive, evidenti negli scambi di assoli tra tastiere, a cura sempre di Marco Signore, e chitarre soliste. Bean Sidhe, nonostante la breve durata, si lascia apprezzare e ci trasporta in atmosfere sognanti costruite su un semplice giro di piano e dai vocalizzi di Miriam, guidandoci poi verso la title track, che riesce a miscelare piuttosto bene i generi finora citati, con un solo di tastiera profondamente ispirato al progressive degli anni 70; efficace il ritornello, meno le parti vocali maschili, che non colpiscono nel segno a sufficienza, difetto che pervade per gran parte del disco. La prestazione di Marco, come già detto, è buona dal punto di vista tecnico, ma risulta un po’ anonima alla lunga e credo che l’obiettivo fosse invece quello di dare maggiore varietà alle composizioni, senza andare a cercare la classica soluzione scream o growl che rischierebbe di essere scontata, banale e spesso fuori luogo. Il consiglio è di trovare la giusta impostazione ed un miglior approccio vocale considerando che una solida preparazione è sicuramente presente. A tal proposito, da segnalare la buona prestazione di tutti i ragazzi: Ly Holestone al basso e Lino Mazzola alle pelli creano una sezione ritmica potente e precisa, mentre Joe Dardano e Giuseppe Pandolfi effettuano un ottimo lavoro di chitarra, con ritmiche curate e assoli precisi, che spesso strizzano l’occhio al power metal o all’heavy classico, senza essere relegate in secondo piano a semplice accompagnamento come spesso succede nel symphonic odierno (Within Temptation su tutti). Episodi degni di nota sono l’incalzante When the Father Lion Mirrors the Stars, in cui ritroviamo un po’ di velocità e aggressività, e Fear Me, dall’interessante ed ipnotico giro di tastiera, mentre sono ancora migliorabili gli intrecci vocali. Riuscita ma per nulla azzeccata la cover di Phantom of the Opera, essendo il brano stato rivisitato anche dai più volte citati Nightwish e, data la somiglianza della proposta e l’interpretazione molto simile, il confronto con la band finlandese è inevitabile. Bella anche la conclusiva Lucania, una strumentale in cui emerge il lato più sognante della band, caratterizzato dai vocalizzi di Miriam e da una prestazione globale misurata per l’atmosfera del brano.

Validi musicisti al servizio di buone idee, che trasudano voglia di fare, ma che devono ancora faticare a trovare maggiore personalità ed una propria identità precisa. Per ora chissenefrega se l’influenza dei Nightwish è presente e prepotente, gli Heavenshine sono alla loro prima prova in studio ed impegnandosi potranno eliminare i punti deboli della loro attuale proposta. Anche Tuomas e co. non convincevano del tutto al debutto, per cui la band merita di essere supportata e Black Aurora piacerà di sicuro agli amanti di certe sonorità. Promossi, ma ci attendiamo progressi.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
62.87 su 8 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Lunedì 21 Ottobre 2013, 22.58.13
6
Well, togliete, please, i commenti ripetuti tre volte... Poi, sono sorpreso che esistano le fotocopie delle copie dei Nightwish. Speriamo che un giorno non ci propinino le fotocopie delle copie degli Heavenshine...
orlando
Lunedì 21 Ottobre 2013, 13.38.45
5
la recensione di sminkiato sembra fatta da qualcuno vicino al gruppo . cmq idee noiose per tutto l'album
sminkiato
Giovedì 17 Ottobre 2013, 22.41.28
4
Album davvero bello, molto vario e non solo symphonic metal. Si lascia ascoltare più di una volta con immenso piacere e sopratutto non stanca mai. Eccellente la voce di Miriam (peccato si poteva mettere di più in evidenza) e ottima produzione. VOTO 90
sminkiato
Giovedì 17 Ottobre 2013, 22.41.26
3
Album davvero bello, molto vario e non solo symphonic metal. Si lascia ascoltare più di una volta con immenso piacere e sopratutto non stanca mai. Eccellente la voce di Miriam (peccato si poteva mettere di più in evidenza) e ottima produzione. VOTO 90
sminkiato
Giovedì 17 Ottobre 2013, 22.41.21
2
Album davvero bello, molto vario e non solo symphonic metal. Si lascia ascoltare più di una volta con immenso piacere e sopratutto non stanca mai. Eccellente la voce di Miriam (peccato si poteva mettere di più in evidenza) e ottima produzione. VOTO 90
Radamanthis
Giovedì 17 Ottobre 2013, 11.52.26
1
Piacendomi il genere (o meglio, il sottogenere) ho dato un ascolto a qualche brano di questa band dopo aver letto la rece di Mauro...beh, mi trovo d'accordo con lui, una band che non inventa nulla ma anzi vuol giocare a fare i Nightwish, con tecnica certamente ma senza personalità. A differenza di Mauro non posso dare un voto poichè ho ascoltato poco ma se è tutto come ciò che ho ascoltato direi che facevano prima a fare la cover band ufficiale della abnd di Toumas...no? Alla fin della fiera credo che la personalità della proposta in questi momenti in cui ci sono miriadi di uscite discografiche sia la vera e propria sola sopravvivenza per una band...io mi sento gli originali, non i cloni dei cloni! Bravi si, ma senza personalità!
INFORMAZIONI
2013
Fuel Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Atlantis Reloaded

2. Bean Sidhe

3. Black Aurora

4. Dreamscape

5. Phantom of the Opera (Andrew Lloyd Webber cover)

6. Poseidon's Wrath (Interlude)

7. When the Father Lion Mirrors the Stars

8. Fear Me

9. Embrace of the Sun

10. Sang Real

11. Lucania
Line Up
Miriam Cicotti (Voce)
Marco Signore (Voce, Tastiere)
Joe Dardano (Chitarra)

Giuseppe Pandolfi (Chitarra)
Ly Holestone (Basso)
Lino Mazzola (Batteria)
 
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