Non tutte le reunion sono uguali. Il ritorno dei Revenge è qualcosa di più che un tentativo di raschiare il fondo del barile. Quando la band pesarese si sciolse, nel 1987, in molti in realtà pronosticavano per loro un grande futuro. La storia ha voluto diversamente e una delle band più talentuose emerse in quegli anni si fermò dopo un solo EP. Arrivare nel 2014 con un nuovo disco, il buonissimo Survival Instinct è quindi qualcosa di più che realizzare un "nuovo album". Un debutto che esce oggi fresco, convincente ed ispirato, è davvero una giusta e dolce "vendetta" contro quello che al tempo fu un addio alle scene davvero prematuro. Parliamo di Survival Instinct con il cantante e chitarrista Kevin Throat e con il vulcanico solista Red Crotalo. Buona lettura!
Lizard: Benvenuti su Metallized! E’ un vero piacere avervi con noi. Vorrei iniziare subito con le domande, partendo proprio dalla fine: l’uscita di
Survival Instinct. La vostra reunion è cosa ormai non più recentissima, eppure il disco esce solo ora. C’è un motivo particolare che vi ha portato a rimandare l’uscita fino ad adesso?
Kevin Throat: Direi di no. Volevamo prenderci tutto il tempo necessario per realizzare un lavoro di cui fossimo veramente soddisfatti. Poi, dopo aver terminato il lavoro, è stato il momento di individuare una label che si occupasse della distribuzione adeguata e anche queste trattative hanno portato via un po' di tempo.
Lizard: Il disco è davvero solido e ispirato e credo sia uno specchio fedele di quello che i Revenge sono adesso, senza nascondere da dove venite e qual è la vostra storia. I brani che avete scelto sono stati tutti composti per l’occasione o li avevate nel proverbiale cassetto, in attesa di una pubblicazione?
Kevin Throat: Per la maggior parte si tratta di pezzi composti recentemente, anche perché era nostra intenzione fare un lavoro moderno e non un'operazione nostalgica. Le uniche eccezioni sono Shelter e Home Again, già presenti in Archives che però era un album retrospettivo essenzialmente rivolto ad un pubblico italiano. Abbiamo pensato fosse una buona idea riproporli in un nuovo lavoro che mira ad una distribuzione più ampia, visto che si tratta di pezzi che hanno avuto un'ottima accoglienza.
Lizard: La vostra musica è definibile genericamente come hard rock, eppure sono qua e là percepibili distinte influenze di matrice heavy. Da cosa nasce questa dicotomia? Avete forse al vostro interno due anime che convivono o si tratta di una influenza del tutto naturale?
Red Crotalo: Forse quella che tu chiami dicotomia è una tratto distintivo del nostro stile, anche perché non si tratta di una miscela decisa a tavolino ma che viene naturalmente dal nostro modo di suonare e comporre. Chi ci conosce sa che siamo partiti negli anni '80 con un suono molto heavy per poi evolvere progressivamente in un hard rock melodico. Ci piace pensare che i Revenge di oggi abbiano trovato la sintesi giusta di questi due elementi.
Lizard: Ricollegandomi alla domanda precedente, vi va di raccontarci come nasce un vostro brano? Preferite comporre in studio tutti assieme o qualcuno di voi arriva in studio con i brani già più o meno decisi e li sottopone poi agli altri?
Kevin Throat: La maggior parte dei brani nasce da un riff di Red, lui me lo consegna e io ci lavoro sopra, poi in studio lo proviamo insieme e vediamo come esce. Normalmente è un processo molto rapido.
Lizard: Trovo che il disco abbia un suono assolutamente adeguato alla vostra proposta: sembra quasi una registrazione live, eppure è dotato di una discreta profondità e le armonie vocali funzionano ottimamente. Siete soddisfatti del risultato finale? Era questo il suono che cercavate?
Red Crotalo: Sono contento che tu abbia sottolineato questo aspetto del lavoro che per noi era assolutamente determinante. In passato riuscire ad ottenere un suono all'altezza in Italia era un'impresa disperata, oggi è stato finalmente possibile. Merito ovviamente della tecnologia, ma soprattutto del nostro co-producer Paolo Rossi, che è stato capace di coglier l'essenza della nostra proposta e valorizzarla al massimo.
Lizard: Quali sono a vostro avviso i brani più significativi dell’album, se ce n’è qualcuno in particolare? Personalmente devo dire che il disco risulta piuttosto omogeneo a livello qualitativo ma variegato nelle singole canzoni ed ho apprezzato molto i brani nei quali emerge maggiormente una vena AOR come Flying o Bite the Bullet.
Kevin Throat: Anche questo era un obiettivo la cui riuscita era tutt'altro che scontata. Quello che volevamo realizzare era un disco che non annoiasse l'ascoltatore, per cui la varietà dei pezzi era un aspetto fondamentale. Ma allo stesso tempo volevamo renderlo coerente in tutti gli aspetti, dal sound agli arrangiamenti. Per quanto riguarda le influenze AOR fanno ovviamente parte del nostro bagaglio e come avrai capito la melodia è una componente imprescindibile del nostro sound.
Lizard: Facciamo ora un piccolo passo indietro. Survival Instinct è il vostro primo album vero e proprio, ma la storia dei Revenge inizia più di trenta anni fa: che significato ha per voi questo disco?
Red Crotalo: E' innegabile che in questo lavoro ci sia una grande componente emotiva. Trent'anni sono un periodo lunghissimo, le difficoltà dei nostri inizi e l'impossibilità di riuscire ad esprimere le potenzialità della nostra band, la passione, le frustrazioni ma anche l'amicizia che ha continuato a legarci in tutto questo tempo, sono tutte componenti che a mio parere si ritrovano nel nostro disco. Rendere giustizia alla nostra band, e a tutti coloro che ci hanno incoraggiato e voluto bene in tutti questi anni, era qualcosa che andava assolutamente fatto.
Lizard: Sicuramente per molti il vostro ritorno e questo nuovo album sono due belle soddisfazioni, come se una storia interrotta troppo presto trovasse un suo atteso svolgimento. Vi siete mai chiesti come la vostra musica potrebbe essere accolta da chi non ha mai sentito parlare di voi? Vi interessa cercare di raggiungere un nuovo pubblico o a questo punto era più importante fare uscire il disco, qualunque fosse l’accoglienza?
Red Crotalo: Al di là di tutto, abbiamo realizzato Survival Instinct perché ci siamo resi conto che i Revenge avevano ancora molto da dire e, soprattutto, che ci stavamo divertendo nel farlo. E' bello vedere come ragazzi dell'età dei nostri figli vengano a congratularsi con noi dopo i nostri concerti dicendosi entusiasti dalla nostra musica.
Lizard: I Revenge nascono nei primi anni ottanta, dall’incontro tra Kevin e Red Crotalo. A distanza di tanti anni, siete di nuovo assieme. Cosa è cambiato per voi e all’interno del gruppo in questo tempo?
Kevin Throat: In tutto questo tempo abbiamo maturato tante esperienze in campo artistico che ci hanno permesso di allargare i nostri orizzonti, e di migliorarci come musicisti e songwriters. Il fatto poi di non avere aspettative eccessive o pressioni particolari ci permette di avere un approcio più rilassato al nostro lavoro e di divertirci di più nel farlo!
Lizard: In effetti, cosa abbastanza rara, la formazione dei Revenge non è poi cambiata moltissimo, eravate rimasti in contatto tra di voi? Come avete conosciuto Vallo e cosa vi ha fatto capire che era l’uomo giusto per la vostra band?
Kevin Throat: Sì, siamo rimasti sempre in contatto. Io e Red abbiamo poi collaborato insieme al progetto Fab Box, con Massimo Bozzi. In Vallo abbiamo trovato il bassista che ci è sempre mancato, tecnicamente fantastico e dal punto di vista caratteriale si è inserito benissimo nel gruppo. Siamo stati davvero fortunati.
Lizard: La vostra storia si intreccia inevitabilmente con quella della prima ondata hard’n’heavy italiana dei primi anni ottanta e con eventi ormai quasi “mitici” come il famoso concerto di Certaldo del 1983. A rischio di fare una domanda banale, a vostro avviso cosa mancò all’epoca alla scena italiana? Il consenso del pubblico, gli investimenti economici delle case discografiche, un pizzico di professionalità in più da parte delle band, tutte queste cose o forse nessuna di queste?
Red Crotalo: Credo un po' tutte queste cose. Non bisogna dimenticare che l'Italia era un paese davvero indietro per quanto riguarda l'hard rock. Se pensi che l'etichetta Ariston di Milano ci propose nel 1983 un contratto discografico a patto che cambiassimo il nostro sound in uno stile tipo Gianna Nannini puoi farti un'idea di che aria tirava.
Lizard: Quando
Hotzone uscì, nel 1985, i
Revenge erano una realtà piuttosto nota nell’underground italiano e certo ci si aspettava un seguito imminente. Invece, il gruppo entrò in una stasi durata più di venti anni: cosa era venuto a mancare allora e quali sono state invece le motivazioni che vi hanno convinto a tentare di nuovo e finalmente il salto verso il debutto sulla lunga distanza?
Kevin Throat: Penso che la situazione di stallo sia stata dovuta soprattutto alla mancanza di una figura fondamentale dell'industria musicale: il manager. Le bands erano lasciate a se stesse, mancava la guida capace di farle crescere per poter confrontarsi ad armi pari con le bands estere. Oggi la situazione per noi è totalmente diversa, non abbiamo addosso la pressione di allora e possiamo lavorare con un approccio più ragionato. Quando ci siamo ritrovati insieme a suonare abbiamo capito che questo ci permetteva di esprimere le reali potenzialità della band.
Lizard: All’inizio della vostra carriera eravate famosi per un look post atomico alla Mad Max. Ero presente alla vostra esibizione all’
Acciaio Italiano Festival e ho visto che avete rinunciato a quel tipo di look. Quanto pensate sia importante questo aspetto per una band hard’n’heavy? Conta ancora qualcosa come ci si presenta al pubblico o ormai anche questo fa parte di uno stereotipo secondo il quale se fai heavy ti devi vestire in una certa maniera?
Kevin Throat: Il look di allora, soprattutto legato ad Hotzone, era una trovata che scaturiva dalla nostra passione per il cinema e dalla necessità di connotarci in modo più riconoscibile rispetto alle altre bands. Oggi non avrebbe avuto senso riproporlo e poi, francamente, di carnevalate in giro ce ne sono anche troppe. Era importante invece per noi tornare focalizzati sull'aspetto più importante, cioè la musica.
Lizard: A proposito proprio di quel concerto, fino all’ultimo girava voce che non sareste riusciti ad arrivare in tempo e so che infatti la scaletta è stata un po’ rivista proprio per permettervi comunque di suonare. Vi va di raccontarci cos’era successo?
Kevin Throat: Sette ore di viaggio da Pesaro a Prato in mezzo ad una tormenta di neve. Scesi dall'auto ci siamo praticamente catapultati sul palco altrimenti, a causa della timetable, non avremmo potuto suonare. Ordinaria amministrazione per i Revenge...
Lizard: State cercando di organizzare un tour o comunque qualche data in supporto al disco? Come vi trovate a suonare di nuovo dal vivo, vi mancava questo tipo di rapporto col pubblico?
Red Crotalo: Assolutamente, la dimensione live è fondamentale! Stiamo avendo dei contatti per date singole e festivals anche all'estero.
Lizard: Negli anni in cui come band siete rimasti fermi, il mondo della musica venne sconvolto dalla grande rivoluzione della musica alternativa e del grunge. Vi piaceva la musica proveniente da Seattle e l’attitudine di quei gruppi? C’era qualche band in particolare che ha attirato la vostra attenzione?
Kevin Throat: Lo confesso in tutta sincerità: ci ho provato in tutti i modi a farmi piacere il grunge ma non ci sono mai riuscito!
Red Crotalo: D'altra parte, in un ambito come quello musicale caratterizzato da una naturale ciclicità era inevitabile un cambiamento. A parte Nevermind dei Nirvana che ho ascoltato più volte per capire un approccio di composizione nell'esposizione armonica e melodica differente a quello a cui eravamo abituati, le altre bands sinceramente mi annoiavano ....mi ha intrigato più il crossover dei R A T M, i riff con quel suono di un retaggio quasi settanta ma più spinto con l'uso di drop nell'accordatura della chitarra mi piacevano molto. Seattle per me rimane un posto importante perché ha partorito uno che si chiama Jimi Hendrix.
Lizard: Pensate di dare un seguito a Survival Instinct e quindi di dare ai Revenge una continuità discografica o per il momento non avete ancora preso una decisione in merito?
Red Crotalo: L'intenzione c'è anche se resta da vedere come verrà accolto il nostro album. Le prime recensioni fanno comunque ben sperare!
Lizard: Avrei altre mille domande, ma non voglio approfittare della vostra gentilezza. Vi ringrazio per il tempo che ci avete dedicato e vi lascio l’ultima parola, se volete aggiungere qualcosa o salutare i nostri lettori.
Kevin & Red: E' stato un vero piacere, grazie a tutti i lettori di Metallized e speriamo di incontrarvi on the road!!!