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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Black Tongue - The Unconquerable Dark
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13/01/2016
( 2674 letture )
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I Black Tongue, formati a Hull nel 2013, hanno saputo distinguersi dalle troppe band fotocopia all'interno del panorama death metal/deathcore odierno grazie ad uno stile decisamente interessante, evidente già dai due brevi EP (Falsifier e Born Hanged) pubblicati, rispettivamente, nel 2013 e nel 2014: quello di questo complesso inglese è un deathcore oscuro dalla cadenza doom/sludge, derivazione evidente anche nei suoni molto bassi e iper-distorti. Alla velocità elevata, uno dei segni distintivi del genere, i Black Tongue prediligono quindi una lentezza opprimente, sulla scia del modus operandi di act come Iron Monkey e Eyehategod.
Dopo il rilascio di Born Hanged, la band approda alla label Century Media, grazie alla quale, nel settembre 2015, dà alla luce il primo full-length, con in formazione Alex Teyen alla voce, Eddie Pickard e James Harrison alla chitarra e Aaron Kitcher alla batteria (Pickard e Kitcher, tra l'altro, fanno parte anche degli Infant Annihilator). The Unconquerable Dark, questo il titolo dell'album, riparte da quanto espresso già precedentemente, rendendo i suoni ancora più granitici (e arrivando a citare, nelle parti più evocative ed apocalittiche, anche le inconfondibili sonorità di mostri sacri come Neurosis e Godflesh); l'opener ne è una dimostrazione evidente: Plague Worship è un pezzo incredibilmente brutale, sorretto da un riff infernale dall'incedere lentissimo e che per sound, cadenza e atmosfera claustrofobica potrebbe ricordare addirittura la storica Clouded dei Gorguts, rivista sotto una lente meno sperimentale (in alcuni punti, il profondo growl di Teyen -alternato a momenti vocali meno gutturali- ricorda, tra l'altro, quello di Luc Lemay). Le chitarre ruggenti di In the Wake ov the Wolf (che si differenzia dalla precedente a causa di un vero e proprio ritornello più melodico e atmosferico -per quanto possa essere melodica una proposta musicale simile) portano a Young Gloom: l'intro oscura e onirica precede un imponente riff sludge. A metà pezzo, i tappeti atmosferici di chitarra trasportano il pezzo in una dimensione più godfleshiana, fino alla breve outro, semplice proseguimento dei primi trenta secondi. Se la successiva L'Appel du Vide è probabilmente il brano più movimentato e meno legato alla soffocante staticità dello sludge (la sfuriata iniziale, con tanto di blast beat, sembra di scuola black), Vermintide (che annovera alla voce anche Eddie Hermida, attuale vocalist dei Suicide Silence) è quello più evocativo e terrificante, soprattutto nella seconda metà, dove il mastodontico muro sonoro eretto dalle chitarre e le urla strazianti di Teyen e Hermida raggiungono uno dei punti più alti dell'intero lotto. Le restanti quattro tracce (Prince of Ash, The Masquerade, A Pale Procession II: Death March e I'm so Tired of Sighing. Please Lord Let It Be Night) non mostrano niente che non sia già stato espresso precedentemente, pur non presentando grandi cali di tensione.
Senza dubbio, con questo lavoro i Black Tongue non hanno inventato né innovato nulla; tuttavia, Unconquerable Dark, nelle sue varie influenze stilistiche, è un disco decisamente riuscito bene e d'impatto, che si distingue dal piattume totale di gran parte della scena death metal/deathcore di oggi e fa ben sperare per un eventuale prossimo album in studio della band.
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3
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Capolavoro del downtempo, 90 secco. |
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2
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Un disco che ho fatto fatica ad apprezzare, in principio, ma che pian piano mi ha saputo conquistare; l'atmosfera dei vari brani è assoluta e annichilente, la voce e la tecnica rare e ben ricercate |
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1
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Uno dei miei dischi preferiti del 2015, giusto un po' ripetitivo verso la fine, ma assolutamente compatto e anche abbastanza personale. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Plague Worship 2. In The Wake ov the Wolf 3. Young Gloom 4. L'Appel Du Vide 5. Vermintide 6. Prince of Ash 7. The Masquerade 8. A Pale Procession II: Death March 9. I'm so Tired of Sighing. Please Lord Let It Be Night
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Line Up
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Alex Teyen (Voce) Eddie Pickard (Chitarra) James Harrison (Chitarra) Aaron Kitcher(Batteria)
Musicisti Ospiti Eddie Hermida (Voce nella traccia 5)
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RECENSIONI |
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