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Carbonized - Disharmonization
07/05/2016
( 2111 letture )
I Carbonized rientrano senza dubbio tra i complessi metal più particolari della prima metà degli anni '90: formata a Stoccolma nel 1988, la band rilascia quattro demo nei successivi tre anni e nel 1991 pubblica il primo full-length, intitolato For The Security. Mentre i connazionali Entombed e Dismember davano alla luce, nello stesso anno e rispettivamente, Clandestine e Like an Ever Flowing Stream, i cui riff di chitarra "zanzarosi" influenzeranno in maniera determinante la scena melo-death svedese nata poco tempo dopo e diventeranno il principale marchio di fabbrica di tutto il death metal scandinavo, i Carbonized ripartono invece dal brutale death/grind dei Terrorizer di World Downfall, accompagnando alle classiche sfuriate, però, sonorità piuttosto inusuali per un genere così intransigente; tanto da rievocare, in alcuni punti, la complessità tecnica degli Atheist di Piece of Time e, nei brevi momenti in cui il riffing si fa più corposo e cadenzato, anche i Bolt Thrower. Un lavoro mai scontato e monodirezionale, che fa acquisire, tra gli amanti del metal estremo, una certa "notorietà" a questo trio, composto da Christofer Johnsson alla voce e alla chitarra (fondatore anche dei più noti Therion), Lars Rosenberg al basso (protagonista, tra le altre cose, anche in due dischi dei sopracitati Entombed, ovvero Clandestine e il seguente Wolverine Blues) e Piotr Wawrzeniuk alla batteria.

Due anni dopo, con la stessa line-up di di For The Security (che verrà confermata anche per il successivo -e ultimo- Screaming Machines), la band pubblica Disharmonization, il secondo album in studio e il primo sotto la label Foundation 2000, segnando un decisivo punto di svolta musicale nella carriera del gruppo. Nonostante sia ancora presente in molte sezioni la ferocia dei Terrorizer, la componente death/grind qui è ridotta all'osso: Disharmonization può essere considerato come la diretta evoluzione di quelle soluzioni meno canoniche e più intraprendenti appena accennate nel più "classico" For the Security, classificandosi come un lavoro incredibilmente vario e difficile da catalogare, oltre che complesso dal punto di vista strutturale, considerata la quasi schizofrenica alternanza tra sezioni più violente e tradizionali nelle quali i velocissimi blast beat di Wawrzeniuk e i ringhi di Johnsson rappresentano praticamente gli unici punti di contatto con lo stile passato, fraseggi più intricati e brevi parti dal gusto giocoso (e anche dal retrogusto funk come nel caso di Silent Journey) di scuola Mike Patton. Le aspre e frequenti dissonanze di chitarra, nonché l'andamento della base ritmica in molti frangenti con il suono del basso di Rosenberg messo in risalto da una produzione decisamente più nitida rispetto al passato e alcune parentesi dalla sfumatura psichedelica, richiamano le inconfondibili sonorità cybernetiche dei Voivod di Nothingface, probabilmente l'influenza più evidente, mentre la teatralità della voce in clean di Johnsson ricorda quella di Tom Fischer, leader e vocalist dei Celtic Frost, nel seminale Into the Pandemonium; eredità, quella del capolavoro pubblicato dalla band svizzera, riscontrabile sì nel particolare stile canoro, ma anche in quell'approccio anticonvenzionale e "avant-garde" che, nel 1987, aveva inaugurato un nuovo modo di intendere il metal.

Un connubio tra linguaggi così disparati sicuramente non innovativo o imprescindibile per la storia della musica estrema, ma indubbiamente affascinante e anche ben riuscito, che si allontana da quasi ogni tipo di stereotipo del metal del tempo risultando un lavoro personale; per quanto, a volte, si abbia l'impressione di un'eccessiva "astrattezza" e voglia di sorprendere l'ascoltatore a tutti i costi; difetti, in ogni caso, abbastanza comuni quando si parla di metal sperimentale. Questo stile così variegato verrà conservato anche nel canto del cigno Screaming Machines (1996), ormai praticamente privo del death/grind degli inizi e dalle sonorità ancora più inclassificabili, uscito poco prima del loro prematuro scioglimento.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
84 su 2 voti [ VOTA]
Galilee
Mercoledì 11 Maggio 2016, 9.09.24
1
Purtroppo ho solo il loro debutto For the security. Mi piacerebbe molto trovare anche questo secondo gioiellino.
INFORMAZIONI
1993
Foundation 2000
Prog Death
Tracklist
1. Frozen Landscapes
2. Vladtepes
3. Lord of Damnation
4. Silent Journey
5. Spanish Fly
6. Succubus
7. Night Shadows
8. The Voice of the Slained Pig
9. Confessions
10. Spacecraft
11. Whip Me Darling
Line Up
Christofer Johnsson (Voce, Chitarra, Piano)
Lars Rosenberg (Basso)
Piotr Wawrzeniuk (Batteria)
 
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