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Process Of Guilt - Erosion
( 2240 letture )
Secondo album per questa band proveniente da Evora, Portogallo, dopo il discreto esordio dal titolo Renounce uscito nel 2006.
I Process Of Guilt vengono di solito genericamente etichettati come doom/death, definizione questa che certo non rende giustizia alla loro ricerca sonora; difatti su di un tessuto basilare infarcito di My Dying Bride (senza il romanticismo) e primi Katatonia si accumulano influenze eterogenee ricavate da band post-core, Neurosis in primis, e un certo gusto per il gothic rock nei momenti più riflessivi (mi vengono in mente gli storici Field Of Nephilim).
Una proposta musicale di tutto rispetto quella dei portoghesi, che certo denota una decisa presa di posizione in fatto di individualità artistica; ma a volte questo fatto da solo non basta.
Quel che desta maggior impressione ad un primo ascolto è l’innestarsi di melodie à la Neurosis su di un growl cavernoso e di stampo chiaramente death; contrasto che a momenti risulta ottimamente riuscito, in altri un po’ meno. Altra caratteristica peculiare dei Process Of Guilt sono i frequenti stacchi elettro-acustici sostenuti da percussioni ora minimali, ora vagamente tribali che spezzano il ritmo e anticipano il successivo movimento sonoro, in un gioco di rincorse e contrappunti apprezzabile.

Erosion è chiaramente un concept-album, dove non solo i testi seguono un tema comune, ma la musica stessa potrebbe benissimo essere racchiusa in un’unica traccia, in quanto la continuità tra i brani è comprovata e ribadita più volte. La tematica portante di questo lavoro è un affascinante viaggio nel circolare mutarsi e rinnovarsi della natura nelle sue manifestazioni più concrete ed attive; e come la natura compie il suo ciclo di deperimento, rinascita, rimodellamento ed ebollizione, così i Process Of Guilt sono bravi ad interpretarlo a modo loro.
Ma anche in questo caso, mi duole dirlo, le buone intenzioni da sole non bastano; se infatti l’apertura affidata a Dust sembra convincente nella sua alternanza tra cupe esalazioni doom e momenti di respiro melodico di stampo post-core, è la lunga percorrenza che inficia le buone intenzioni della band portoghese. Waves non rende il movimento che un onda dovrebbe avere, muovendosi troppo cautamente tra soluzioni alternate di calma/furia, facendolo in maniera ripetitiva e a tratti anche abbastanza prevedibile. Corrosion parte con un attacco da brividi in palm mute che sembra travolgere ogni resistenza; peccato che il brano si perda in divagazioni accettabili ma un po’ troppo monotone.
Lava può essere definito il brano più in linea con le tendenze post-core odierne, sia nei suoni che nell’incedere sulfureo, un buon pezzo. La lunghissima Abandon invece, se pure ben costruita, soffre dell’eccessiva lunghezza (oltre i tredici minuti) che porta a metterne in evidenza i limiti. Il circolo naturale si chiude con una coda strumentale apprezzabile, ma non certo memorabile.

Tirando le somme i Process Of Guilt sono in definitiva una band valida, con molte buone idee ma ancora non in grado di esprimerle al meglio; inoltre il combinare con più attenzione le varie influenze porterebbe a mio avviso a sganciarsi del tutto dai modelli e affermare la propria vocazione artistica in maniera più compiuta.
Sufficienza stiracchiata per questo lavoro, ma la band ha indubbiamente delle buone potenzialità.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
32.22 su 22 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2009
Major Label Industries
Doom
Tracklist
1 - Dust (The Circle Part I)
2 - Waves (The Circle Part II)
3 - Corrosion (The Circle Part III)
4 - Lava (The Circle Part IV)
5 - Abandon (The Circle Part V)
6 - The Circle (Erosion Part I)
Line Up
Hugo Santos (voce e chitarra)
Nuno David (chitarra)
Custódio Rato (basso)
Gonçalo Correia (batteria)
 
RECENSIONI
s.v.
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