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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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28/10/2026
( 1126 letture )
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Ricordati fondamentalmente per l'immenso esordio Forbidden Evil e il seguente Twisted Into Form, i Forbidden hanno avuto una carriera tutt'altro che lineare. Innanzitutto sul piano musicale, viste le incursioni moderniste dei seguenti capitoli discografici, ed ancor meno a livello puramente temporale. La band si è infatti sciolta e riformata a due riprese, la prima volta in occasione dell'uscita di Omega Wave (2010), la seconda nel 2023. Il qui presente self-titled, disco numero sei dei californiani, giunge quindi ben 16 anni dopo il precedente, pubblicato anch'esso 13 anni dopo il controverso Green. Insomma, nel Terzo Millennio, i dischi dei Nostri si sono fatti rari. Questa volta, la band si ripresenta sul mercato con due membri originali, ovvero il lider maximo Craig Locicero e il bassista Matt Camacho, supportati da nuovi sodali, tra i quali spicca il batterista Chris Kontos, già all'opera con Death Angel, Exodus, Testament e Machine Head. Al microfono troviamo invece Norman Skinner, massiccio singer dal curriculum meno prestigioso, ma davvero perfetto per la proposta di questi Forbidden 3.0. Ci torneremo.
Se le premesse erano dunque più che positive, bisogna dire che l'atteso come-back dei californiani non si presenta nel migliore dei modi. L'artwork, oltre che essere piuttosto kitsch, fa furiosamente pensare ad un'immagine generata dall'intelligenza artificiale. Di fronte alle critiche di alcuni fan, Locicero ha concesso che il suo autore ha effettivamente utilizzato l'AI, difendendo però il suo lavoro e il risultato. Una piccola polemica cha ricorda quella attorno al disastroso ritorno dei Dark Angel, pubblicato l'anno scorso. Per fortuna, le analogie finiscono qua. Al di-là dalla copertina, Forbidden è infatti un disco molto solido. Il nuovo nato si colloca sulla scia del predecessore, e come questo attinge da tutto il catalogo precedente, proponendo una sorta di sintesi di quanto i Nostri hanno pubblicato fino ad ora. Ne risulta un lavoro molto fitto, denso, capace di martellare ma allo stesso tempo intriso di una patina torbida e sofferente, presente soprattutto nelle melodie vocali del precitato Skinner. Quest'ultimo si rivela un cantante con la C maiuscola, estremamente duttile e versatile. Il Nostro riesce dunque a domare con carisma e convinzione una pasta strumentale estremamente esigente, dando ai brani un carattere vivo e dinamico. Il singolo Burning the Lungs of Earth ne fornisce un buon esempio. Il pezzo si snoda attorno ad una dolente linea melodica, alternando una strofa serrata a passaggi ariosi e di ampio respiro. Una doppia natura che caratterizza buona parte della scaletta, sin dall'iniziale Single Point Failure, già pregna di un'atmosfera leggermente angosciante che raggiunge il suo apice nel refrain. Si veda anche Psyclops, il cui andamento marziale viene spezzato da momenti sospesi ed allucinati, o ancora Mutually Assured Dysfunction che, malgrado un avvio estremamente massiccio, non rinuncia ad una strisciante melodia. Se The Burden suona leggermente più catchy degli altri episodi, tutti i brani si rivelano decisamente sovrabbondanti: le durate superano volentieri i cinque minuti, ciò che va di pari passo con una costruzione complessa e ricca di dettagli. Così DCLXVI, canzone lenta ed avvolgente che acquista intensità con il passare dei minuti, Sol Grave o ancora la conclusiva Flower of Life: nell'arco dei suoi oltre nove minuti, la band piazza passaggi acustici, leggiadri stacchi melodici ed inediti inserti pianistici ed orchestrali. Dall'altro lato dello spettro troviamo l'altrettanto sorprendente Jisei, breve episodio interamente acustico che mette in luce, una volta di più, le doti canore del frontman. Come anticipato, la base strumentale non è da meno. Se tutti i musicisti firmano una prestazione notevole, il chitarrista Craig Locicero si rivela a dir poco pirotecnico. Il disco trabocca di assoli vorticosi ed impressionanti, ma la mano del leader si sente soprattutto nel songwriting, davvero sopraffino. I riff e le melodie non sono infatti mai banali, ma offrono al contrario un ascolto variegato, spesso capace di sorprendere o comunque di risvegliare costantemente l'attenzione dell'ascoltatore.
In altre parole, risulta chiaro che Locicero abbia davvero messo tutto sé stesso nella scrittura dell'album, degnamente assecondato dai compagni selezionati per l'occasione. Da questo punto di vista, Forbidden brilla di una ricchezza di soluzioni e di una qualità generale a dir poco disarmanti. I numerosi dettagli ed accorgimenti che i Nostri hanno seminato nei brani emergono nel corso degli ascolti, rivelando di volta in volta nuovi volti e dimensioni. D'altro canto, una tale abbondanza pesa per forza di cose sull'accessibilità del lavoro, “appesantito” da una durata alquanto importante, superiore ai 60 minuti. Malgrado un buon impatto frontale, il disco si rivela piuttosto difficile da assimilare nella sua interezza, complice anche la prevalenza dei tempi medi, che rendono il risultato ancora più robusto e compatto. Forse un paio di episodi in meno avrebbero giovato alla digeribilità del platter, altrimenti davvero difficilmente attaccabile. Un gran ritorno, insomma.
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Rein.. scusa ma che genere di Metal preferisci? |
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@lisablack, non voglio parlare al posto degli altri ma tra gli anni 80 e i 90 era innegabile che ci furono una serie di intuizioni geniali proveninenti di generi esterni che portarono a mio avviso a una serie di cose interessanti che spesso facevano nascere nuovi generi, un esempio a caso sono le influenze e i giri di basso funk che fecero nascere cose come gli Infectious Grooves o l\'indurimento di del Thrash che in modi differenti portarono alla nascita del Death e del Black ... oggi io personalmente vedo cose improbabilissime che mi sembrano dei Free Jazz o dei minestroni che combinano Metal alla Trap, Emo, Post Hc e Elettronica e io sinceramente non ci riesco |
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Commento 38...Quale altro genere di metal si deve inventare??? Ormai ce ne è di tutti i colori.. Non credo che ci siano altre invenzioni, bisogna sperare solo che possa sempre esistere questa musica, perché non si sa mai 🤷 che può accadere.. Che si possa fare concerti in Italia.. Faccio un esempio, anche il Cinema ormai ha dato il meglio di se, ogni film è stato fatto su ogni genere di argomento...cosa altro deve inventare il cinema?.. È un paragone un po\' strambo ma il concetto è lo stesso.. Anzi il Cinema, secondo me, è ancora più in crisi del Metal.. È in crisi sicuramente la musica Pop ma a me non interessa.. |
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L\'evidenza dei fatti secondo il Vangelo Di Maio....... 🤣 |
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..e niente recensioni degli ZEKE ?? Scherzo dai, scusate l\'ot.. |
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Cara Lisa, certamente, l\'heavy metal odierno può anche bastare. Il problema è che ormai si fa rientrare di tutto in questa categoria, anche contro l\'evidenza dei fatti. Oh, contenti voi, contenti tutti. |
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Più che altro non si inventa più niente, semmai è tutto un revival. O vai di Revival o fai l\'archeologo del metal. Io faccio l\'archeologo, anche perchè non amo le produzioni moderne, vado a ricercare ciò che mi sono perso tra l\'80 e il 90. |
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Vabbè.. Con tutto il rispetto per i Manowar, il metal odierno accontenta tutti, basta cercare |
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L\'artwork di copertina é di Beto Ferris |
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Il disco l\'ho ascoltato tutto (un po\' a fatica) e non è affatto male, l\'unica pecca è che è un po\' troppo prolisso e monolitico al tempo stesso, e le due cose assieme tendono a stancare un po\' l\'ascoltatore. Una durata più breve avrebbe giovato per me (anche perché un paio di brani in meno non avrebbero poi cambiato il valore del disco). Non mi esprimo sulla copertina perché sinceramente non sono mai stato molto interessato agli artwork di dischi o ciddi. Non ho capito invece questa cosa di indicarlo come thrash moderno, mi ricorda molto invece il sound primi anni 90 che certo non direi potrebbe essere considerato moderno nel 2026! |
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@lisablack: chi scrive queste cose è rimasto ai Manowar, anzi vorrei dire, se qualcuno non lo avesse notato, che manca la news del loro arrivo a Bg. Il disco mi piace, vediamo se dura alla prova del tempo. |
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Ho una certa curiosità verso questo disco anche per via del fatto che c\'é Chris Kontos alla batteria che é un mostro e oltre che sul primo dei Machine Head che era devastante suonò negli ottimi Attitude Adjustment e Verbal Abuse (Red White & Violent).
Poi la label oltre a loro e ai Megadeth nel roster ha anche i Cro Mags e i Nunslaughter |
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Ah vabbè.. No perché la scena metal attuale è ottima, per ogni genere e sottogenere |
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Secondo me dicendo \"pseudo heavy metal\" si riferisce alle band maggiormente in voga in ambito piu\' commerciale e che vengono classificate come metal.
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Mare di letame il metal attuale?? Mah.. Non ho parole.. Bel brano questo, però il disco non l\'ho ancora ascoltato |
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Si sente che Locicero è il riffmaster della band da sempre, i suoni ricalcano un po i vecchi album. Il cantante è buono, ma meno squillante dell\'Anderson dei tempi andati. Un thrash un po diverso dal solito, con passaggi e atmosfere inusuali che ne interrompono la noia. Il mio punto di riferimento è twisted into form, qui c\'è molta più potenza nei suoni e nella produzione, alla fine è degno di interesse, ma da acquirente di dischi, nel dubbio mi deve convincere anche la cover e quando dici: \"sembra fatta con l\'AI\" mi tolgo il dubbio e passo. |
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C\'è chi va avanti e chi indietro, è la vita. |
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Direi che loro, i Testament, gli Anthrax e i Coroner hanno riportato il metal ad alti livelli |
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una ventata d\'aria fresca in questo mare di letame che è diventato lo pseudo heavy metal |
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Sono contento per il ritorno discografico di una band che purtroppo non è riuscita ad ottimizzare il riscontro dei primi due albums. Ci ho provato (come @Schock) ad addentrarmi all ascolto di questa nuova song, ma non fa per me questo tipo di \'thrash moderno\'. Le vocals non sono malaccio, ma è proprio come è strutturata la song che non rientra nei miei gusti musicali. 🤘🎸🍻 ... sicuramente potrebbe piacere ai giovani 😉 |
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@Legalise, io parlavo dell\'album , chi l\'ha ascoltato per intero mi saprà dire |
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In questo brano influenze Green-Distortion ne sento poche, comunque a me quei due album piacciono tantissimo quindi se c\'è qualche canzone nel nuovo cd con qualche ingrediente di quel genere a me va benissimo. Moderno negli anni 90 voleva dire più groovy, proprio oggi mi sentivo Low dei Gorefest, grande album e ottimo esempio della tendenza di quel periodo |
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Persone ben più istruite di me scrivono di influenze Green / Distortion... bene, risparmio un\'oretta di sofferenze nell\'ascolto di questo disco, poi magari se un giorno mi andrà di sentirlo, potrei pentirmi ma qualche bella legnata, come ai vecchi tempi, c\'è o è tutto \"moderno\"? Per me moderno vuol dire Thrash evoluto, tipo roba fatta da tantissime band dal \'92 circa in avanti, ecco. Qualcuno mi spieghi brevemente, se ha voglia, oltre al recensore, ovviamente. |
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Senz\'altro su sto disco ha fatto un lavoro prevedibilmente grandioso |
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Un vero peccato ma mi sa che aveva i suoi vizi e poi problemi di salute. Poi Non parteciperà nemmeno al tour americano dei Forbidden... |
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Comunque il disco lo sto ascoltando ora e mi sembra molto valido |
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Non è diventato un nome importante come altri anche se ne avrebbe avuto tutte le possibilità |
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Beh sì diciamo però che un batterista della sua caratura avrebbe potuto lasciare molto di più |
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@Bestia: \"Praticamente scompaso\", 2 dischi con Attitude Adjustment, 1 con i Konkhra danesi, 1 con i Verbal Abuse, 1 con i The Boneless Ones + session con The Alien Blakk, Testament, Hell\'s Kitchen, Sangre Eterna, Custard Pie, Flange, Grinch e Anti-Trust. Non è che se uno non incide più album per 30 anni è \"praticamente scomparso\", ne è pieno di gente che ha lasciato passare i decenni prima di altri album in studio (MC5, Rainbow Ffolly, Fresh Maggots, Shakti, The Standells, Shuggie Otis, Strawberry Alarm Clock, White Spirit, Heavy Load, ABBA, Altered Images, Coven, Soft Machine, Parliament, Savage Grace, Lou Gramm, The Boomtown Rats. The Yardbirds, The Beat, ecc... |
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Oltretutto noto con piacere la presenza di Chris Contos alla batteria, batterista fenomenale praticamente scomparso dalle scene dopo il capolavoro d\'esordio dei Machine Head |
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Penso la copertina più bella dei Forbidden in assoluto...! |
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Comunque lamentarsi delle copertine fatte con l\'ai è come lamentarsi dei film d\'animazione fatti con la cgi perché non hanno attori veri... Quindi Jurassic Park è un film di merda perché non ha dinosauri veri ma fatti a computer? Capisco che un disegno fatto a mano da un uomo in carne e ossa ha più fascino, ma la tecnologia ha sempre portato cambiamenti anche nell\'arte (come dice Metaldog anche i grafici usano la tecnologia), quindi a che serve lamentarsi? Se il risultato è pessimo ok, ma può essere pessima anche un\'opera compiuta interamente dall\'uomo... In questo caso penso che la copertina sia una delle più belle degli ultimi tempi |
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Oltretutto la copertina è pure bella (strano per una copertina fatta con l\'ai). Il disco lo ascolterò presto |
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Avete rotto i cabasisi con la storia delle copertine iA. Rimando ai miei commenti su l’ultimo Kai Hansen. Ma ascoltate la musica ??? Aggiungo che anche i grafici più professionali ormai usano tool a pagamento interfacciati con ia |
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81 alla fetecchia Temperance e qui 78 ?!?! Ma anche No! |
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Lo aspettavo , Stiamo su territorio spacca senza pietà, bentornato Craig Locicero. Voto 90 |
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Copertina pessima che meriterebbe 5 punti in meno.
Disco veramente ma veramente molto bello. Voto: 82. |
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Parole sante Vitadathrasher! |
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Lo ascolterò, ma parto subito da un presupposto, chi non cura le proprie copertine non vuole bene neppure al proprio lavoro masicale e tira al risparmio. Pagate un illustratore!!! non questi pseudografici da chat gpt!!! |
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Ci ho provato più volte in questi giorni ma purtroppo mi sono arreso. Troppo lungo, noioso per me per il sound che propone, oramai questo tipo di thrash non fa più per me. |
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Questo è un graditissimo ritorno, nonostante il cambio di cantante (il precedente ha mollato per combattere l\'abuso di alcol se non ricordo male). Apprezzo tutta la loro discografia non solo i primi due inarrivabili ma anche quelli più \"alternativi\", diciamo così, Distortion e Green |
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Molto bello, gran classe. |
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Tracklist
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1. Single Point Failure 2. Burning The Lungs of Earth 3. Divided By Zero 4. DCLXVI 5. Psyclops 6. Jisei 7. Mutually Assured Dysfunction 8. Sycophantasy 9. The Burden 10. Sol Grave 11. Flower of Life (Chaos By Design)
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Line Up
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Norman Skinner (Voce) Craig Locicero (Chitarra) Jeremy Von Epp (Chitarra) Matt Camacho (Basso) Chris Kontos (Batteria)
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RECENSIONI |
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