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THERION + ARKONA + COMA + SOUND STORM - Rock'n'Roll Arena, Romagnano Sesia (NO),17/12/2013
21/12/2013 (2119 letture)
Non capita tutti i giorni che una band del calibro dei Therion passi in Italia per un concerto e nemmeno che lo faccia in compagnia di un altro act interessante come i russi Arkona.
Per questo motivo non ci siamo persi la serata tenutasi alla Rock'n'Roll Arena di Romagnano Sesia, sede quest'anno di eventi davvero memorabili al cui elenco questo va senz'altro ad aggiungersi, eccovi com'è andata!


SOUND STORM
Appena entrati e trovata una posizione strategica per riuscire a goderci bene il concerto, non facciamo in tempo a togliere i cappotti che ecco salire sul palco i Sound Storm, mancano circa dieci minuti alle 20.00, l'ora prevista dell'inizio del live.
Ad aprire la serata ci sarebbero dovuti essere i The Devil, gruppo inglese che però non ha potuto partecipare al tour per degli imprevisti non specificati, così il gruppo torinese si è ritrovato a suonare per primo.
Nonostante ciò i Sound Storm partono subito con Back To Life -dal loro ultimo album Immortalia- proponendoci un symphonic metal molto energico e intenso, alla voce di Philipe D'Orange si unisce anche Lisy Stefanoni (cantante degli Evenoire) in un mix di potenti acuti.
Altro ospite è il batterista degli Stormlord David Folchitto che come una macchina da guerra dietro alle sue pelli non sbaglia un colpo.
Wrath Of The Storm e Blood of Maiden si susseguono velocemente e ancora più rapidamente gli assoli di Valerio Sbriglione alla chitarra e di Alessandro Muscio alla tastiera.
Dopo sole quattro canzoni però il cantante piemontese annuncia l'ultimo brano della serata, peccato per le tempistiche sfortunate, in ogni caso un live molto piacevole anche se breve.

COMA
Le poche e confuse notizie riguardo gli opening act (che hanno subito svariati cambiamenti nel corso del tour) non mi hanno permesso di raccogliere informazioni a proposito dei Coma, anzi di fatto non era nemmeno molto chiaro se sarebbero stati loro a suonare dopo i Sound Storm.
Appare chiaro che sarà loro lo slot prima degli Arkona solo nel momento in cui la band polacca sale sul palco e dopo una presentazione molto rapida inizia a suonare.
Il genere proposto è un alternative rock contaminato da qualche vago eco grunge e una componente un po' più dura, la sezione ritmica composta dal batterista Adam Marszałkowski e dal bassista Rafał Matuszak trascina la band con un groove non banale per il genere presentato, mentre i chitarristi Dominik Witczak e Marcin Kobza pur non brillando a livello tecnico contribuiscono con le loro parti a definire il sound dei Coma che, per quanto magari indigesto a qualcuno, non può certo essere classificato come poco originale.
Il cantante Piotr Rogucki è invece la figura più controversa dell'intera serata, a livello vocale non è un fenomeno ma è dotato di un timbro abbastanza particolare e in definitiva adatto al genere, l'oggetto del contendere è il suo modo di tenere il palco, estremamente caricaturale nelle movenze (che mi hanno molto ricordato quelle di Freddie Mercury), a volte fin troppo , non ci sono dubbi riguardo la professionalità del singer polacco ma quando si arriva vicini a rompere la sottile linea tra l'interpretazione e la caricatura qualcosa forse non funziona.
Vi ricordate quando prima scrivevo che non ero riuscito ad informarmi su di loro prima del concerto? Ho riparato a questa mancanza poco dopo, scoprendo l'impensabile: i Coma sono una rock band importantissima in Polonia, con centinaia di migliaia di fans, un contratto (anche se non più in essere) con la Sony BMG e addirittura un dvd live ripreso mentre suonano con la filarmonica di Gdansk a supportarli.
Insomma letteralmente delle star in patria che aprono i concerti europei di band più blasonate davanti al pubblico ristretto ed intimo dei club dove si suona metal.

ARKONA
Alle 21.10 dopo un'attesa fin troppo lunga per i fan degli Arkona, ecco che sulle note della loro intro quasi epica Az', entrano i sei moscoviti e finalmente inizia lo spettacolo.
I suoni sono fin dal principio aggressivi e impetuosi, mentre Masha con il suo solito pellicciotto di lupo sulle spalle e tamburo alla mano (più per figura che altro) è una forza della natura, quasi come morsa da una tarantola inizia subito a scatenarsi con Arkaim, come le rimanga ancora fiato per cantare con tutta quell'intensità anche le parti più feroci è davvero un mistero.
Dopo l'immancabile Goi, Rode, Goi! si arriva a Pamiat in cui sempre l'instancabile Masha e Sergey Atrashkevich iniziano a saltare da una parte all'altra del palco come in un balletto, ma se non fossimo ancora entrati abbastanza nell'atmosfera russa, ci pensa Slavsya, Rus! che è presentata con This song is about Russia.
Senza interruzioni si procede velocemente tra le melodie tradizionali della Madre Russia e i suoi freddi climi, anche se ormai la band e il pubblico sono più che caldi, giungendo così allo scatenato assolo di cornamusa in cui Vladimir Reshetnikov dimostra tutta la sua bravura con la collaborazione del batterista.
Via la cornamusa e subito il flauto, senza un attimo di respiro si arriva alle ultime due canzoni Stenka Na Stenku e Yarilo, le più festaiole che chiudono il concerto facendo saltellare tutto il pubblico in preda ad una scarica adrenalinica.

SETLIST ARKONA
1. Az'
2. Arkaim
3. Ot Serdsta K Nebu
4. Goi, Rode, Goi!
5. Zakliatie
6. Pamiat
7. Slavsya, Rus!
8. Arkona
9. Stenka Na Stenku
10. Yarilo



THERION
Dopo un cambio di palco veramente molto lungo per permettere lo spostamento di tutto il materiale non necessario (punto fondamentale considerato quanti sono i Therion e che conseguenze avrebbe il poco spazio a disposizione) ecco finalmente arrivare la band al gran completo, pronta ad aprire il concerto sulle note di The Rise of Sodom and Gomorrah.
L'impatto degli svedesi è notevole, sia per presenza scenica (vestiti curatissimi, movenze studiate che rendono ancora di più grazie al numero di artisti), sia per quanto riguarda l'esecuzione.
I nostri infatti dimostrano di essere all'altezza della loro fama dimostrando una coesione impressionante: la naturalezza con cui l'accoppiata formata dal bassista Nalle Påhlsson e dal batterista Johan Koleberg porta avanti la sezione ritmica trasmette un senso di sicurezza e di linearità fondamentali perché tutto il resto prosegua seguendo i giusti binari; le chitarre del mastermind Christofer Johnsson e del solista argentino Christian Vidal sono anch'esse perfettamente coordinate, sia nel riffing quadrato e potente sia nel gran numero di fraseggi ed assoli armonizzati (da notare anche la varietà di accordature utilizzate dalla band, cosa che ha richiesto cambi di chitarre ogni due/tre canzoni prontamente effettuati grazie ad un tecnico molto zelante).
Il comparto vocale è chiaramente quello più imponente, grazie alla voce maschile di Thomas Vikström, cantante svedese dalla grandissima esperienza dotato di una capacità di variare registro veramente enorme (basso caldo e acuto potente) e alle voci femminili di Lori Lewis e Linnea Vikström (non si tratta di omonimia, è proprio la figlia di Thomas), entrambe autrici di una prestazione maiuscola, anche se tecnicamente parlando Lori è decisamente più preparata e meglio impostata (tra le cantanti liriche migliori che mi sia mai capitato di sentire dal vivo ad un concerto metal), mentre Linnea è comunque un'ottima comprimaria.
Le armonizzazioni delle voci e i controcanti scelti sono forse l'elemento che rendono così unico un live dei Therion, e questo nonostante siano orfani di un altro valido cantante come Snowy Shaw (probabilmente più efficace negli acuti rispetto a Thomas).

La prima parte del concerto è totalmente dedicata alla riproposizione di Vovin, disco migliore della band se crediamo a quanto ci ha raccontato lo stesso Christofer e grazie al quale è riuscito ad ottenere poi budget sufficienti dalle case discografiche per i dischi successivi.
Si è poi passati ad una versione "beta" di una rock opera su cui stanno attualmente lavorando, incentrata sulla figura dell'Anticristo; notevole il fatto che Christofer abbia specificato che si trattava di brani non ancora definitivi e chiesto al pubblico un feedback tramite i social network al fine di capire come questi nuovi brani vengano recepiti dall'audience.
Il concerto si è poi chiuso con un mix di brani estratti da Secret of the Runes, troppo presto perché la band non ha fatto in tempo a risalire la scaletta che conduce nel backstage che è stata obbligata a riprendere la via del palco per un'encore incentrata su Theli, conclusa dall'immancabile To Mega Therion (cantata da praticamente tutto il pubblico presente).
Dopo i saluti di rito la band sembrava intenzionata davvero a lasciare il palco (con tanto di plettri e bacchette tirati al pubblico e inchino per ricevere la standing ovation), ma alla folla italiana non basta, così dopo pochi minuti i Therion ritornano nuovamente sul palco per l'esecuzione di un secondo encore composto questa volta solamente da Lemuria (tratta dall'omonimo lavoro), da notare il simpatico siparietto messo in piedi da Christian Vidal che si è presentato sul palco con una maglietta celebrativa della nazionale di calcio italiana con sopra riportate le date dei mondiali vinti.

Il concerto termina qui dopo quasi due ore, ma il tempo è letteralmente volato, il tutto durante una serata divertente e assolutamente all'altezza delle aspettative, grazie ad artisti in forma e ad un ottimo lavoro dei fonici che hanno permesso al pubblico di godere di suoni bilanciati in maniera più che appropriata.
Se vi capita la possibilità di vedere i Therion dal vivo vi suggerisco caldamente di non perderveli!

SETLIST THERION
1. The Rise of Sodom and Gomorrah
2. Birth of Venus Illegittima
3. Wine of Alugah
4. Clavicula Nox
5. The Wild Hunt
6. Eye of Shiva
7. Black Sun
8. Morning Star
9. Black Diamond
10. Raven of Dispersion
11. Overture (Opera Rock)
12. End of Dynasty/ March (Opera Rock)
13. Who's your God (Opera Rock)
14. Onda Toner (Opera Rock)
15. Sad End (Opera Rock)
16. Flesh of the Gods
17. Muspelheim
18. Ginnungagap
19. Asgard

---- ENCORE 1 ----
20. Invocation of Naamah
21. To Mega Therion


---- ENCORE 2 ----
22. Lemuria

Introduzione e report di Coma e Therion a cura di Gianluca Leone "Room 101"
Report di Sound Storm ed Arkona a cura di Giada Boaretto "Arianrhod"



andreastark
Sabato 21 Dicembre 2013, 10.48.49
2
Grande serata!!! ottimo gli Arkona anche se i suoni non erano all'altezza, soprattutto la voce....ma la grande Masha ha rimediato a tutto. Therion fantastici....dalle armonizzazioni chitarristiche ai cantanti....uno show lungo, divertente e coinvolgente con i nostri che non si sono assolutamente risparmiati...grandi come sempre
andreastark
Sabato 21 Dicembre 2013, 10.48.19
1
Grande serata!!! ottimo gli Arkona anche se i suoni non erano all'altezza, soprattutto la voce....ma la grande Masha ha rimediato a tutto. Therion fantastici....dalle armonizzazioni chitarristiche ai cantanti....uno show lungo, divertente e coinvolgente con i nostri che non si sono assolutamente risparmiati...grandi come sempre
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