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ALTER BRIDGE + GOJIRA + LIKE A STORM - Unipol Arena, Casalecchio di Reno (BO), 09/12/16
13/12/2016 (1349 letture)
IN THE FOG, LIKE A STORM
Si parte dalle limpide langhe piemontesi che è da poco passata l’ora di pranzo, per un viaggio di circa tre ore e mezza verso l’Emilia Romagna. L’obiettivo è semplice: vedere finalmente dal vivo gli Alter Bridge nella loro ennesima calata italica, la prima a supporto dell’ultima produzione discografica The Last Hero, approfittando anche della parecchio inusuale, quanto da me apprezzata, presenza dei Gojira come support-act. Arrivati a metà pomeriggio a Piacenza, abbiamo trovato l’allegra sorpresa della nebbia (che novità, direte voi) che ci ha costretti a rallentare un po’ sulla tabella di marcia ma, quando arriviamo in location, l’apertura porte deve ancora avvenire. La coda è già piuttosto sostanziosa ma, fortunatamente, abbiamo tutto il tempo di fare l’intervista a Scott degli Alter Bridge e di rimetterci in coda, prima che i cancelli vengano aperti. Purtroppo, la lentezza dell’ingresso dovuta ai controlli (indiscutibili, comunque, per la sicurezza) effettuati dai cancelli, ci hanno fatto perdere metà dell'act dei Like a Storm, che hanno iniziato puntualissimi con la loro esibizione di mezz'ora. Abbiamo assistito troppo poco per poter dare un giudizio definitivo agli opener, ma la sensazione è che i ragazzi siano piuttosto rodati e che siano in grado di fornire una prestazione valida e coinvolgente per il nutrito gruppo di fan già presente nel parterre. Divertente e coinvolgente la cover di T.N.T. degli AC/DC, così come la loro disponibilità nell'incontrare i fan al banchetto del merchandising.

GOJIRA
Il telo dei Like a Storm cade e fa campeggiare una scritta enorme "Gojira" sullo sfondo. Qualche urlo, qualche apprezzamento, anche se è ovvio -e sarà presto confermato- che questa non è la location, né il pubblico ottimale per uno show dei Gojira. Una breve intro, quindi le luci calano e le figure dei fratelli Duplantier compaiono sul palco: Joe intesse il suo riff introduttivo, accogliendo i primi apprezzamenti degli irriducibili della band presenti tra il pubblico, quindi l’attacco violento di Toxic Garbage Island. Come prevedibile, i ragazzi francesi sono una vera e propria macchina da guerra: Mario dietro le pelli sembra avere una decina di braccia, intessendo poliritmie e tempi dispari con una naturalezza imbarazzante. Joe sciorina riff e canta con la sua consueta voce potente e ben calibrata, rendendo allo stesso modo che su disco. Ad un po’ più defilato Christian Andreu, fa la sua controparte il tarantolato Jean-Michel Labadie, headbanger e vera anima del palco dell’esibizione con il suo quattro corde. Si passa, quindi, a L’Enfant Sauvage con un gioco di luci meraviglioso, arancione come la copertina dell’album: anche qui, la band si dimostra una macchina da guerra, sia per quanto riguarda la resa dal vivo, sia proprio per l’impatto sonoro con cui si presentano, su tutti Mario e la sua doppia cassa. Tra una presentazione elegante e l’altra di Joe, si passa a tre estratti da Magma, l’ultima fatica della band francese che ha diviso le opinioni dei fan. Pur mantenendo il mio scetticismo su tale album, mi trovo ad ammettere con molta felicità che la band, Mario su tutti, riescono a far rendere Silvera, Stranded e The Cell (probabilmente i brani migliori di Magma) molto più dal vivo che su disco. Il confronto con i pezzi old-school rimane comunque ingeneroso quando parte Backbone, per buona pace dei nostri colli che verranno disseminati da una parte all'altra dell’Arena da un muro di suono pazzesco. A sorpresa, il brano viene chiuso dal meraviglioso outro di Remembrance, che ci conferma come i cari e vecchi Gojira siano realmente una delle realtà moderne migliori in assoluto. Un po’ più noiosa The Shooting Star che, tuttavia, prepara il terreno a Vacuity per un’ultima meravigliosa mazzata in pieno stile Gojira. Uno show eccelso, di altissimo livello e di grande intensità, anche se apprezzato probabilmente da meno della metà dei presenti. In ogni caso, la qualità strumentale vista in questi quarantacinque minuti è di gran lunga la migliore della serata.

SETLIST GOJIRA
1. Toxic Garbage Island
2. L’Enfant Sauvage
3. Silvera
4. Stranded
5. The Cell
6. Backbone
7. The Shooting Star
8. Vacuity


ALTER BRIDGE
Le tempistiche vengono rispettate al centesimo di secondo ed alle 21 ecco salire sul palco gli Alter Bridge, accolti da una meravigliosa ovazione del pubblico, ora partecipe al cento per cento come è giusto che sia per gli headliner. L’esibizione della band americana è compatta, priva di grosse sbavature e, soprattutto, con un pathos eccezionale che riesce a coinvolgere e far cantare le migliaia di persone presenti in questo concerto “sold-out”. Come to Life, Cry of Achilles e Addicted to Pain sono dei brani che vanno a colpo sicuro, tra i quali vengono poste alcuni nuovi estratti da The Last Hero, pezzi dall'ottimo potenziale che non temono il confronto con la prima parte della scaletta. Ed è proprio quest’ultima, forse, l’unico difettuccio della serata, almeno per un supporter dei primi album come me. Gli Alter Bridge hanno puntato parecchio su The Last Hero, come è giusto che sia, ma hanno anche tagliato alcuni pezzi da novanta che non potevano mancare, su tutti Broken Wings. Purtroppo, non sarà l’unico grande pezzo tagliato, anche se, in ogni caso, durante l’abbondante ora e mezza di esibizione c’è poco di cui lamentarsi, anzi. Myles si conferma un cantante strabiliante ed un chitarrista eccezionale (anche se non molti se ne sono accorti negli anni, puntando i riflettori su Mark Tremonti). Lo stesso chitarrista solista si conferma un vero e proprio guitar-hero ed un grandioso secondo cantante, dando un apporto fondamentale a livello di cori e di resa sonora generale. Anche Scott Phillips e Brian Marshall fanno la loro parte, sicuramente meno sotto i riflettori degli altri due ma capaci di fornire una prestazione compatta e precisa, a supporto dei due chitarristi e dei loro riff. Molto piacevole l’accoppiata The Last Hero / Waters Rising che fa quasi da ponte tra Fortress e l’ultimo album. Un po’ meno, ma forse solo perché è stato uno dei brani che hanno escluso qualche estratto in più da One Day Remains, My Champion classico singolone da radio che dal vivo non possiede la stessa resa sonora degli altri brani. Il concerto, in ogni caso, continua e funziona alla grandissima dimostrando tutta la qualità della band e del motivo per cui, dopo cinque album, riescono a riempire un palazzetto anche in Italia: la prestazione acustica fornita dal solo Myles Kennedy sul palco, con l’accoppiata Wonderful Life / Watch Over You è da brividi e vale, da sola, il prezzo del biglietto. Da qui si apre la seconda parte dello show, che è anche quella più bella e perfetta: tutti e quattro i musicisti sono degli orologi e sciorinano brani con la stessa qualità della registrazione su disco, ma con ulteriore pathos: Slip to the Void, Isolation e la fantastica Blackbird vengono accolte da una folla adorante. Poi c’è il momento top con l’accoppiata Metalingus, che scatena il delirio tra la gente, e Open Your Eyes, cantata praticamente da tutto il pubblico. I nostri salutano e scappano nel backstage, prima del consueto encore: e qui la sorpresa. La folla riparte, cantando ancora Open Your Eyes e colpendo i quattro musicisti, con lo stesso Myles che si trova a ringraziare emozionato. Forse, grazie a scene come questa, la frase “il pubblico italiano è tra i migliori” diventa molto più sincera di quanto potrebbe apparire ad una prima occhiata. Dopo questi momenti da brividi, i quattro ragazzi chiudono la loro esibizione con Show Me a Leader e Rise Today, facendo calare il sipario su una band che ormai è una vera e propria sicurezza in sede live e che si è confermata una delle migliori realtà hard n’ heavy degli ultimi anni. Un concerto degli Alter Bridge è una cosa da vedere. Punto. Qualsiasi siano le vostre preferenze musicali.

SETLIST ALTER BRIDGE
1. The Writing on the Wall
2. Come to Life
3. Addicted to Pain
4. Ghost of Days Gone By
5. Cry of Achilles
6. Crows on a Wire
7. Ties That Bind
8. The Last Hero
9. Waters Rising
10. My Champion
11. Wonderful Life (Acoustic)
12. Watch Over You (Acoustic)
13. Slip to the Void
14. Isolation
15. Blackbird
16. Metalingus
17. Open Your Eyes

---- ENCORE ----

18. Show Me a Leader
19. Rise Today


CONCLUSIONI
Cosa aggiungere, se non che il concerto è stato un successo pieno ed è valso il prezzo del biglietto? Gli Alter Bridge si confermano una delle realtà moderne migliori nel loro genere e si meritano ogni singolo fan che riescono a portare ad un loro concerto, riempiendo anche un palazzetto come la Unipol Arena. La risposta del pubblico è stata eccezionale ed ha reso il concerto una vera e propria festa di quasi due ore, dove nessuno è uscito deluso e sono stati molti i sorrisi sui volti, al momento dell’uscita dalla location. Certo, vedendo la reazione e i cori sui brani estratti da One Day Remains sarebbe stato ancor più bello se avessimo avuto qualche pezzo in più da quel fantastico disco, ma in ogni caso possiamo ritenerci pienamente soddisfatti. Ora è il momento di ributtarci nella nebbia, ma con la consapevolezza di aver visto all'opera due band di livello assoluto in un colpo solo. Ed entrambe sono meritevoli di essere riviste alla prossima occasione. A presto, ragazzi. Grazie per la serata!

Foto a cura di Luca Monti



brainfucker
Venerdì 16 Dicembre 2016, 18.26.41
7
@annie ti confermo che al Rock in idro nessuno ha gustato appieno l'esibizione perchè ripeto, i volumi erano ridicolmente bassi, e calcola che io stavo attaccato alle transenne della zona regolare(alias zona dei poveracci)
annie
Giovedì 15 Dicembre 2016, 14.24.06
6
Grandissima serata, che ho atteso per mesi e che già dopo l'esibizione al Rock in Idro del 2014 ho sperato arrivasse. Per svariati motivi non sono riuscita a gustarmi appieno l'esibizione degli Alter Bridge durante quel festival, ma per fortuna ho rimediato al 100% stavolta. Performance da brividi, dall'inizio alla fine, con una carica di grinta ed emotività notevole. Peccato per l'assenza di Broken Wings in scaletta, che spero di riuscire a sentire dal vivo prima o poi. Sebbene non rispecchino il mio genere, sono rimasta positivamente colpita anche dalla proposta dei Gojira: una vera e propria macchina da guerra!
brainfucker
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 14.37.15
5
siano maledetti quelli del rock in idro che con l'impianto audio da oratorio non mi hanno fatto sentire la voce di myles su blackbird! deve essere stata una seratona questa !
Diego
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 11.00.33
4
Myles da brividi, ma gli AB sono davvero una grande band e di una umiltà come pochi. Gojira forse fuori luogo e non per tutti i presenti, ma gruppo interessante che non ha sfigurato. I LAS visti solo nel finale, vista la scelta, inspiegabile, di aprire i cancelli alle 18:45 e iniziare lo show alle 19:00...
Doom
Martedì 13 Dicembre 2016, 16.44.06
3
Non e' il mio genere ma sono davvero bravi gli Alter sia dal vivo che in studio!
Aquarius27
Martedì 13 Dicembre 2016, 12.53.58
2
Vedevo gli Alter Bridge per la seconda volta (la prima aprirono per gli Aerosmith) ed è stato fantastico... Confermo che l'accoppiata acustica è stata da brividi, ma come tutto il concerto. Unico appunto, che credo sia stato notato solo da noi che eravamo seduti di fronte al palco, ovvero un amplificazione troppo distorta. Blackbird è il pezzo che piùdi tutti ha risentito di questa acustica , mentre per i Gojira è stato cosi per tutto il concerto. Comunque i francesi tolti il batterista credo siano davvero poca cosa, opinione personale ovviamente!
Vittorio
Martedì 13 Dicembre 2016, 10.27.26
1
"...la prestazione acustica fornita dal solo Myles Kennedy sul palco, con l’accoppiata Wonderful Life / Watch Over You è da brividi e vale, da sola, il prezzo del biglietto..." Hai detto tutto. Uno dei concerti più belli dell'anno.
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