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Inner Axis - We Live by the Steel
08/11/2017
( 321 letture )
Secondo album per i tedeschi Inner Axis che, dopo l’esordio del 2011 Into the Storm, si ripresentano con una copertina e un relativo titolo piuttosto eloquenti: We Live by the Steel. La band di Kiel fa infatti dell’heavy metal un baluardo esistenziale con chiari riferimenti ad un’attitudine cosiddetta “true” e “defender” che rimanda, con tutte le dovute proporzioni del caso, a band come Manowar e Hammerfall o, più semplicemente assimilabile ad altre band conterranee quali Sacred Steel o Metalium. Stiamo quindi parlando di un heavy metal che, nel più classico dei cliché, si vuole dimostrare vigoroso, aggressivo e battagliero, ma in questo caso, purtroppo, è decisamente scarno di idee o di un qualche cosa che possa far spostare l’asticella da un laconico “tutto già sentito”.

Intendiamoci, non c’è nulla di sbagliato a voler cantare di battaglie, di eroi e di spade e gli Inner Axis, peraltro, mostrano una buona padronanza tecnica in tutto quello che fanno. Infatti, specialmente la coppia d’asce costituita da Zacharias Drosos e Dirk Tiemann tesse per tutta la durata dell’album dei buoni riff, intervallati anche da interessanti spunti solisti. Parimenti, la struttura ritmica affidata a Martin Gühlcke al basso e Thies Jacobsen alla batteria risponde bene alla chiamata, sorreggendo con un compatto muro sonoro l’innesto del cantato del carismatico Kai Hagemann. Questa amalgama compatta fa sì che il nuovo lavoro degli Inner Axis sia un prodotto tecnicamente ben suonato e professionalmente ben confezionato -buona infatti sia la registrazione che il mixaggio- ma sia anche oggettivamente privo di particolari idee e con veramente pochi brani degni di menzione. Giusto per farsi un’idea della proposta musicale contenuta in We Live by the Steel, consigliamo l’ascolto di episodi quali l’opener Blades of Death, con il suo moto arrembante, o la più cadenzata The Call of Steel, ricca di cori, o ancora Night Rider che si apre con un rombo di motore; brani accomunati da una composizione manieristica e formalmente impeccabili. Non che i restanti pezzi, come per esempio The Brave o Storm Lords, siano sgradevoli o inascoltabili, ma complessivamente, seppur l’album scorra via lineare e coerente ad un heavy/power metal tedesco genuino e onestissimo, non trova mai veri e propri picchi che inducano nell’ascoltatore il desiderio di riascoltare il disco.

In conclusione, seppur a fatica, We Live by the Steel arriva comunque alla sufficienza, una valutazione espressa sulla fiducia e nella speranza di una possibile maturazione futura della band che, nonostante i limiti compositivi e la carenza di personalità dimostrata in questo album, mostra comunque passione e coerenza, nonché una buona perizia tecnica. In un mercato invaso da centinaia di proposte simili, senza il supporto di idee fresche è assolutamente impossibile emergere, ma non è detto che i giovani tedeschi non ci possano smentire la prossima volta.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Fastball Music
Heavy/Power
Tracklist
1. Blades of Death
2. All Is One
3. Night Rider
4. The Brave
5. Red Dead
6. Storm Lords
7. Hound of Hell
8. The Call of Steel
9. We Live by the Steel
10. Rain or Shine
Line Up
Kai Hagemann (Voce)
Zacharias Drosos (Chitarra)
Dirk Tiemann (Chitarra)
Martin Gühlcke (Basso)
Thies Jacobsen (Batteria)
 
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