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Concept Project - Concept Project
( 2208 letture )
QUALCHE ACCENNO ALLA STORIA DELLA BAND
I Concept Project nascono nel 2006 con una formazione a quattro e, a distanza di tre anni, pubblicano questo omonimo Concept Project di cui ora andrò a parlare; è giusto segnalare, come da biografia, che rispetto alla line-up originale ci sono stati dei cambiamenti: il bassista Nicola Parente ha infatti abbandonato la band durante le registrazioni del disco, e il suo posto è stato preso dal chitarrista Marco Vitali.

UN DEBUTTO MAL RIUSCITO
Mi spiace per i Concept Project, che sicuramente avranno messo molto impegno nella realizzazione di questo disco di debutto, ma proprio non ci siamo: al di là del fatto che non comprendo cosa ci sia di concettuale nell’album proposto dai Nostri, mi duole sottolineare come la qualità media delle composizioni sia di una banalità inaudita; “comporre” è infatti sinonimo di “creare”, “ideare”, “concepire”: in altre parole per poter parlare di composizione è necessario un minimo di originalità e di distanza dai classici giri d’accordi che si possono trovare su un qualunque ipotetico Corso Di Chitarra Per Autodidatta. Per suonare blues non basta girare sugli accordi di mi maggiore – la maggiore – si maggiore, come avviene in Confused Day, prima vera canzone del disco: affermare il contrario sarebbe offensivo nei confronti di chi il blues lo sa suonare per davvero; la medesima critica vale se fatta a B Blues e, considerando che si passa al funky e al jazz, a Stop The Funk e a Spanish Smoke. C’è qualcosa che si potrebbe salvare in quest’album? Si, qualche riff si: penso all’attacco di Don’t Cut The Tree e al suo “fratello ritmico ideale”, presente più o meno per tutta la durata di Burn My Hands: in questi casi però la bontà di una singola idea non è sufficiente a rendere buona l’intera canzone, dato che le poche intuizioni musicali vengono ripetute senza grosse alterazioni praticamente fino alla fine, spremute in derivazioni fin troppo canoniche (Don’t Cut The Tree) o in arrangiamenti eccessivamente intuitivi (Burn My Hands). Meglio non parlare poi di Rock March, pessima interpretazione del celebre Rondò Alla Turca di Mozartiana memoria, rovinata da uno stile solista che rasenta l’amatoriale e da un arrangiamento invasivo e decisamente non convincente.

CONCLUSIONI
Per quello che mi riguarda potete fare a meno di rivolgere le Vostre attenzioni a questa release, che di buono alla fine non ha proprio nulla, se non forse le lodevoli intenzioni. Spiacente per i Concept Project: sarò lieto di ricredermi sulle Vostre capacità alla prossima occasione utile.



VOTO RECENSORE
30
VOTO LETTORI
21.17 su 17 voti [ VOTA]
Rage for order
Lunedì 25 Maggio 2009, 22.21.31
4
Brutto all'inverosimile
Warty
Domenica 24 Maggio 2009, 10.45.14
3
Si romperanno anche il culo, ma se un'album fa pena è giusto dirlo. Non ho ancora ascoltato i brani, ma li ascolterò oggi pomeriggio.
IzzyDg
Venerdì 22 Maggio 2009, 22.03.01
2
ma dicono vero? sono una offesa a tutti quei ragazzi che si rompono veramente il culo per suonare!!!
Renaz
Venerdì 22 Maggio 2009, 16.55.04
1
Divorato dalla curiosità ho ascoltato i pezzi su myspace... effettivamente il voto e l'analisi ci stanno in pieno... purtroppo.
INFORMAZIONI
2009
SG Records
Inclassificabile
Tracklist
01 Intro
02 Confused Day
03 Don’t Cut The Tree
04 B Blues
05 Spanish Smoke
06 Stop The Funk
07 Burn My Hands
08 Zenabi Blues
09 Outro
10 Rock March
Line Up
Marco Vitali – Chitarra/Basso
Giorgio Spreca – Batteria
Edoardo Giunchi – Chitarra
 
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