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Antonius Rex - Hystero Demonopathy
( 4058 letture )
L’isterica è una schiava che cerca un padrone sul quale regnare.
(Jacques Lacan)


Ancora più forte, estremo e crudele che mai, ma anche straordinariamente poetico e delicato, Hystero Demonopathy è il nuovo capitolo della ricerca esoterico musicale di Antonius Rex. Un titolo che racchiude e sprigiona tutta la sua forza linguistica e semantica. La stessa forza che Antonius Rex ha messo in questo nuovo album, necessaria per piegare gli elementi, per legare sostanze tanto diverse, apparentemente incompatibili, in un'alchimia sonora che ha i colori di una favola gotica e terrificante.
Forze ribelli e contrastanti si piegano al suo volere. Gothic, metal, progressive, rock, ed elettronica… elementi sapientemente dosati dall’alchimista, che forgia nuova materia attraverso un perfido e affascinante gioco di forze.

Sussurri e grida, sensuali e agghiaccianti. Richiami ancestrali, ritmi ossessivi e martellanti. E poi invenzioni elettroniche, orchestrazioni d’avanguardia, tastiere che accarezzano gradazioni e tonalità sempre diverse. Delicati arpeggi, violenti riff, e, soprattutto, una chitarra tormentata, folle, nevrotica e sanguigna che solo le mani di Antonio Bartoccetti potevano domare.
Hystero Demonopathy è lo specchio che riflette la mente diabolicamente geniale del Maestro. Ma è anche l’album in cui Rexanthony afferma il suo grande talento, abbandona il ruolo di comprimario e assurge a quello di protagonista, delineando i tratti sostanziali dell’opus con personalità e carattere.

Stesso sangue, una simbiosi assoluta. Mai come in questo album padre e figlio hanno lavorato con tanta sintonia e coerenza.
Così le tastiere del figlio, colorate di infinite sfumature, duettano con la chitarra del padre, compulsiva, indomita e tagliente, legando in maniera davvero singolare la forza espressiva di due poli magnetici diametralmente opposti, eppure simili. Accomunati da una cura maniacale per la perfezione, per la timbrica, per il sound. Niente è lasciato al caso, tutto è curato nei minimi dettagli.

Come in Are Mine, dove chitarra classica, organo e synth si rincorrono sinuosamente fino al passaggio più heavy di tutto l’album, con un riff roccioso e granitico, al quale si sovrappongono delicate note di piano. Stupisce e sconvolge la resa armonica di elementi tanto diversi che si incontrano, si scontrano e si fondono in un equilibrio che incanta e seduce.
Sospinto da note estremamente tenui e delicate Suicide Goth, il secondo brano, approda in una ambientazione totalmente diversa. Traspare tutta la solitudine e la tristezza della donna cui rimangono in mano solo frammenti di rovine e dolore. Le tastiere si amalgamano perfettamente con la chitarra classica in un pathos crescente. Ma una voce diabolica penetra nelle malinconiche armonie del brano. Non c’è speranza. Fuggire non servirà a nulla quando si è perseguiti da propri demoni interiori. Demoni che, nella parte finale del brano, danzano con ghigno malefico tra le note più basse della tastiera.
Disincantation si apre con le parole di Antonio Bartoccetti che gettano sogni e illusioni Verso La Fine. La melodia riprende il tema di Initiatio, soffiando sulle polveri che il tempo aveva depositato su In Cauda Sempre Stat Venenum, in un’atmosfera lieve ed eterea sospesa in uno spazio senza tempo, squarciato solo dall’innesto di una chitarra acustica estremamente passionale.
Demonic Hysteria è il brano più terrificante e selvaggio dell’album, ma anche un manifesto d’avanguardia per un evento solista di Rexanthony. Le tastiere mutano essenza e prendono la forma e il sound di una chitarra elettrica. Semplicemente straordinario. Emergono poi in un’atmosfera plumbea suoni violenti che evocano forze oscure e malefiche. Inseguono la preda. Raramente le immagini e le figurazioni evocate sono state trasposte in musica con tanta efficacia. Il fragile equilibrio psichico della vittima è reso da instabili note di piano. Passi tumultuosi si avvicinano inesorabilmente, senza lasciare scampo, il terrore, la paura che attanaglia e una chitarra dal sound crudo, tagliente, indomita come una bestia selvatica. Un inseguimento che continua anche nel brano successivo, The Devils Nightmare, con un moog davvero unico, geniale, e l’assolo di chitarra finale che sembra trascinare l’ascoltatore sull’orlo della follia.

E l’abisso si spalanca dentro di noi. Possiamo solo fermarci a guardare, risucchiati dal ritmo ipnotico scandito da Witches, marcia funebre che ci accompagna nelle profondità del nostro io. Non si può che desiderare cadere in quell’abisso, e lasciarsi trascinare nella rovina.
Il finale è tragico, come la morte annunciata della sacerdotessa cui viene consegnata The Fatal Letter, la lettera fatale.
L’ultima traccia ripropone il documento integrale della possessione demoniaca di Sandra B. Quali che siano stati i demoni che hanno infestato la sua mente, l’ascolto turba e spaventa anche chi, come la sottoscritta, si professa totalmente scettica di fronte a questo tipo di fenomeni.

Hystero Demonopathy è un richiamo selvaggio, come la chitarra di Antonio Bartoccetti, un artiglio che squarcia fosche tele sulle quali sono dipinte scenografie gotiche e barocche. E’ un’oscura creatura che prende forma, costellata di inganni diabolici, che si nutre di contrasti e armonie, prende forza dalla debolezza delle sue vittime, e infonde paura.
Lasciatevi avvolgere dalle atmosfere morbose, dai raffinati incanti musicali, dalla purezza dei suoni e dai vapori sulfurei che emana questo album. Lasciate pure che si nutra delle vostre paure e dei vostri dubbi.

Hystero Demonopathy è una oscura alchimia sonora, che accarezza e violenta l’ascoltatore, smarrito in un fragile equilibrio tra estasi e follia.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
70.1 su 10 voti [ VOTA]
macellaio
Giovedì 8 Settembre 2016, 14.11.20
13
capolavoro
Vlad67
Lunedì 9 Dicembre 2013, 20.20.37
12
Quoto "Cons", uno dei più bei dischi di prog rock di sempre. Complimenti.
Cons
Martedì 12 Novembre 2013, 20.31.42
11
Che album, magnifico, un vero viaggio nelle tenebre della nostra mente. Grande Antonius Rex. Album da avere
R.
Domenica 21 Aprile 2013, 13.35.11
10
IO, invece, dico che è particolarmente bella questa descrizione. E c'è tematica molto importante dietro a questo concept, al delle capacità dei protagonisti.
Raven
Domenica 21 Aprile 2013, 9.39.23
9
Ti rendi conto che si potrebbe scrivere un posto identico contro di te usando la frase "ma hai mai sentito altri lavori o è il primo che ascolti?" e chiudere dicendo: "Hai commentato altri lavori o è il primo sul quale scrivi?".
Lilith
Domenica 21 Aprile 2013, 8.59.19
8
Bella sponsorizzazione dell'album ! Così si fanno le recensioni, frase top : "lasciatevi avvolgere".. ma hai mai sentito altri lavori o è il primo che ascolti?
Vesper-Jana
Sabato 15 Dicembre 2012, 15.38.03
7
Eh eh... In comune abbiamo il cognome, i capelli neri e la passione per la musica.. Ma nessuna parentela.
il vichingo
Sabato 15 Dicembre 2012, 14.23.29
6
Sono cugini di 20° grado... oh, scherzo, sia chiaro
Er Trucido
Sabato 15 Dicembre 2012, 14.22.36
5
Domanda già posta in passato e la risposta è... no
Awake
Sabato 15 Dicembre 2012, 14.21.24
4
Ma c'è qualche parentela tra la "recensora" e l'autore dell'album?
Andy '71
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 16.39.22
3
Da un genio come Antonio non posso aspettarmi altro che grandissimi album,fin dai suoi Jacula,non mi ha mai tradito!Qualità assoluta,per grandissimo musicista!
Vesper-Jana
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 11.27.13
2
Allora aspetto di sapere cosa ne pensi... dell'Undercover mi fido!
Undercover
Martedì 11 Dicembre 2012, 17.44.00
1
Se prima non lo prendo non mi pronuncio, però la rece mi stuzzica e fatta dalla Bartoccetti mi fido
INFORMAZIONI
2012
Black Widow
Dark / Prog
Tracklist
1. Hystero Demonopathy
2. Suicide Goth
3. Are Mine
4. Disincantation
5. Demonic Hysteria
6. The Devils Nightmare
7. Witches
8. The Fatal Letter
9. Possaction (integral document)
10. Rexample (video)
Line Up
Antonio Bartoccetti (Guitars)
Rexanthony (Keyboards)
Monika Tasnad (Medium)
 
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