Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Helloween
United Alive in Madrid
Demo

Freakings
Rise of Violence
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

15/10/19
ARCANE TALES
Power of the Sky

17/10/19
SHRINE OF INSANABILIS
Vast Vortex Litanies

17/10/19
MAESKYYRN
Interlude

17/10/19
SHRINE OF INSANABILIS
Vast Vortex Litanies

17/10/19
BREAK ME DOWN
The Pond

18/10/19
SANTA CRUZ
Katharsis

18/10/19
HOLY SERPENT
Endless

18/10/19
UNAUSSPRECHLICHEN KULTEN
Teufelsbücher

18/10/19
KONKHRA
Alpha and the Omega

18/10/19
NEGATOR
Vnitas Pvritas Existentia

CONCERTI

14/10/19
VOLBEAT + BARONESS + DANKO JONES
FABRIQUE - MILANO

14/10/19
OMNIUM GATHERUM + IN MOURNING + HEIDRA
LEGEND CLUB - MILANO

15/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Estragon - Bologna

16/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Magazzini Generali - Milano

16/10/19
SLEEP
TPO - BOLOGNA

16/10/19
A PALE HORSE NAMED DEATH
LEGEND CLUB - MILANO

17/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
Teatro della Concordia - Torino

17/10/19
THUNDERMOTHER
LEGEND CLUB - MILANO

18/10/19
BLACK FLAG - ANNULLATO
ORION - ROMA

18/10/19
PINO SCOTTO
STAMMITCH TAVERN - CHIETI

Chroming Rose - Louis XIV
( 1452 letture )
Gli anni Novanta hanno rappresentato una sorta di periodo aureo per il power metal, che dalla scintilla tedesca si è evoluto in molteplici direzioni, a seconda dell’interpretazione più o meno sinfonica che le band hanno voluto dargli. In molti sono esplosi ed hanno avuto successo, anche band mediocri capaci di sfruttare l’onda lunga del successo riscontrato da questo genere nella tanto contestata decade in questione; viceversa, altri esponenti del settore sono passati inosservati nonostante avessero tutti i mezzi per sfondare. È una storia sentita tante volte, al di là del genere in cui ci si addentra e, in questo caso, sono i tedeschi Chroming Rose a recitare il ruolo di realtà dalle grandi potenzialità passata però ingiustamente inosservata. Originatisi a Senden nel 1985, hanno pubblicato cinque dischi fino allo scioglimento (datato 2001), esordendo nel 1990 col qui presente Louis XIV, un dischetto gradevole e delizioso che merita assolutamente di essere riscoperto, un prodotto coriaceo, ma al contempo dotato di interessanti spunti tecnici e melodici, proprio come le coordinate del suo genere richiedono.

La band bavarese debutta con uno speed-power epico, potente e melodico come da tradizione tedesca, confezionando un disco di ottima fattura in cui sono evincibili tutti gli elementi essenziali del genere, vale a dire riff d’impatto, linee vocali ariose e trascinanti, rapidissimi assalti di doppia cassa, refrain esaltanti e assoli al fulmicotone. Una produzione corposa e dai suoni pieni mette in primo piano i pezzi più tirati ed up-tempo del platter, che a conti fatti risultano i migliori della tracklist: l’irresistibile opener Power and Glory, Pharaoh, la scrosciante Gods of Noise (col suo azzeccato ritornello) e la bonus track Shoot the Fox, dotata di una ricca sezione strumentale inequivocabilmente figlia del tipico Helloween-sound. Le Zucche di Amburgo sono un punto di paragone importante per i Nostri, che si rifanno alla band dei primi due Keeper con sorprendente religiosità. Ciò risulta evidente nei riff, negli assoli e nelle linee vocali, con l’impressionante somiglianza tra la timbrica di Gerd Salewski e quella di Michael Kiske. Non solo: degli Helloween viene recuperato anche tutto quello che ruota attorno alla musica, vale a dire quegli orpelli goliardici rappresentati da intermezzi fischiettati, flavour happy e squilli di trombe. Va bene ispirarsi ad una grande band, ma forse questo è fin troppo eccessivo! Anche perché i Chroming Rose sembrano bravissimi e capaci di comporre ottime canzoni senza per forza imitare qualcuno, come dimostrato ampiamente dall’ottima resa di questo Louis XIV. L’album possiede anche una piacevole mid ballad (Right to Me) ed una buona serie di dinamici mid-tempo (10 000 Miles, l’allegra titletrack, You and I, Angel), i quali portano colore e varietà al lavoro.

Più che buone sono le prove dei singoli: drumming cospicuo e martellante, chitarre ben calibrate tra potenza e melodia, strutture ben elaborate e vocalism di rilievo, con Salewski che cerca anche alcune vette considerevoli pur senza possedere la tecnica di Kiske. Le canzoni sono completate da passaggi atmosferici (tesi a spezzare l’inerzia dei brani), interessanti intrecci chitarristici, melodie fluide e soprattutto momenti molto ricchi di pathos, forza e musicalità, che riportano alla mente capolavori come Twilight of the Gods o March of Time. Poco da aggiungere, dunque, se non che Louis XIV è una piccola chicca dimenticata nel tanto inflazionato calderone del power metal continentale, un dischetto da riscoprire e che farà la gioia soprattutto dei più ostinati fans di Weikath, Kiske e Hansen.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
87.5 su 4 voti [ VOTA]
Mic
Venerdì 4 Novembre 2016, 7.21.29
2
Ce l'ho! per gli amanti degli Helloween era Kiske, come ben detto nella recensione.
Sandro70
Venerdì 4 Novembre 2016, 6.58.57
1
Questo disco è una perla ( insieme a Garden of Eden ) e meriterebbe di entrare nei classici del power metal melodico. Dategli un ascolto, non ve ne pentirete. Voto 90.
INFORMAZIONI
1990
EMI Music
Power
Tracklist
1. Power and Glory
2. Pharaoh
3. 10 000 Miles
4. Right to Me
5. Louis XIV
6. Gods of Noise
7. You and I
8. Angel (Bonus Track)
9. Shoot the Fox (Bonus Track)
10. Jodle Dodle
Line Up
Gerd Salewski (Voce)
Matthias Mende (Chitarra)
S. C. Wuller (Chitarra)
Harry “Bex” Steiner (Basso)
Tino “Tane” Mende (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]