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Revenge (ITA) - Survival Instinct
( 2064 letture )
Per chi ha seguito con attenzione la storia dell’hard’n’heavy italiano degli anni ’80, il nome dei marchigiani Revenge rappresenta un punto fermo importante. Il gruppo è infatti tra i prime movers della scena: fondati nel 1981 a Pesaro dopo l’incontro tra Kevin Throat, allora DJ radiofonico e Red Crotalo, chitarrista nei Serpentine Fire, i nostri debuttano nel 1983 con il primo demo e la partecipazione alla compilation Heavy Metal Eruption col brano Angels in leather, per arrivare poi nel 1985 al loro unico EP ufficiale Hotzone pubblicato dalla storica Minotauro Records. Lo stile chitarristico fiammeggiante di Red Crotalo in particolare, figlio della scuola Van Halen e dotato di una tecnica per l’epoca avanguardistica e degna dei prosceni internazionali, colpì e non poco gli appassionati, unito naturalmente a composizioni degne di questo nome e ad un livello generale dell’intera band davvero importante. Il gruppo però nonostante le ottime premesse e la partecipazione a numerosi eventi live tra cui ricordiamo almeno il mitico concerto di Certaldo del 1983 assieme a Vanexa e Strana Officina, nei quali si facevano notare anche per un look post atomico degno di Mad Max, non riuscì però a trovare un contratto discografico degno e si sciolse nel 1987 dopo un altro demo Sweet Revenge, che proseguiva nell’evoluzione verso un hard rock ricercato e più melodico degli esordi. Il rimpianto per una band che aveva davvero le carte in regola per sfondare ad alti livelli rimase forte, tanto che nel 2008 l’etichetta Markuee Records pubblicò la raccolta Archives, rilanciando il nome dei Revenge e probabilmente ispirando la reunion che ha poi portato dopo qualche anno di assestamento al ritorno con il presente Survival Instinct, anticipato dalla partecipazione ai festival “Italian Heavy Metal Legends” e “Acciao Italiano”.

Un riassunto necessario per inquadrare la band e per affrontare Survival Instinct con la giusta ottica. Non stiamo infatti parlando di un gruppo al debutto, ma di musicisti navigati (il nome di Erik Lumen dovrebbe accendere qualche luce agli amanti di doom nostrano) con uno stile formato e canonizzato nei primi anni ottanta e ad essi inevitabilmente legato. I Revenge attuali non hanno cambiato in maniera drastica il loro approccio e si confermano in pieno come fautori di un hard rock a stelle e strisce di scuola Van Halen/Dokken, corroborato dalla vocalità roca e potente di Kevin Throat e dalla grande perizia tecnica di Red Crotalo; senza dimenticare ovviamente l’apporto degli altri due membri del gruppo. In particolare, rispetto al sound ottantiano, si fa notare una produzione leggermente più moderna, senza eccessi di sovra incisioni e priva di quel sound ovattato e iperluccicante tipico di quegli anni. Il suono è bilanciato, potente e crudo, quasi da esibizione live, non fosse per i cori gestiti da tutti i membri del gruppo, che ottimamente affiancano le linee melodiche guida.
Tolte di mezzo tutte le dovute introduzioni, Survival Instinct si rivela album davvero godibile nel sui quarantacinque minuti di durata, uno di quei ritorni che assolutamente non lasciano l’amaro in bocca. Il tempo non ha fatto torto ai Revenge, che arrivano al debutto sulla lunga distanza appena trentaquattro anni dopo la loro fondazione. Eppure, non c’è alcuna nostalgica rimpatriata, nessun forzato applauso di circostanza. La band gira davvero bene e le canzoni si rivelano in più occasioni molto valide, mostrando pochissimi punti deboli e praticamente nessun momento morto. I Nostri sanno quello che fanno, conoscono bene la materia e sanno come si compone una canzone degna di questo nome, destinata a durare più di un ascolto distratto e anzi capace di crescere col tempo. Un’arte appannaggio di poche band, sicuramente di una minoranza tra le fin troppe che incidono album in questo periodo. Il gruppo non rinuncia a qualche riff più aggressivo, come nell’opener Dead or Alive che potrebbe ricordare i Tygers of Pan Tang, non fosse per il corale e riuscitissimo refrain, che mette subito le carte in chiaro, come le pennellate di Red Crotalo alla solista. Meno immediata la titletrack che offre un riff accattivante, ma resta un po’ bloccata da un bridge non proprio piacevolissimo; ottima comunque la prestazione di Vallo al basso per un brano che cresce con gli ascolti. Gran salto in avanti con la seguente Crazy Nights irresistibile tempo medio di forte matrice AOR che si rivela uno dei brani migliori del disco, assieme all’altro tuffo nel genere compiuto con la classica ma sentita ballad Flying e con l’ottima Bite the Bullet che potrebbe rimandare ai The Cult ed ha il refrain forse più appiccicoso di tutto l’album. Leggermente più moderna e cadenzata can’t Hold Me Down, comunque sempre ottima con un refrain da rock arena da intonare a pieni polmoni. Non male anche la successiva Shelter che però si fa notare più che altro per un riffone decisamente aggressivo e per il consueto ottimo lavoro di Red Crotalo alla solista, che conferma il proprio stato di grande salute anche nell’altro tuffo negli anni ottanta a titolo Not the Same, forse leggermente meno incisiva, ma comunque ben più che piacevole. Anche la successiva Cannonball si giova di un assolo stratosferico, senza brillare particolarmente ma mantenendo il livello di adrenalina alto fino in fondo. Chiude un’altra ottima ballad, Home Again, che conferma come la parte melodica di questo disco sia forse quella più ispirata, seppure i momenti di maggior adrenalina garantiscano al disco di non cadere nella trappola dell’eccesso di zuccherosità che avrebbe appesantito non poco l’ascolto. Merito comunque anche di Kevin Throat che per tutto il disco regala ottime melodie e una interpretazione sicuramente valida e molto duttile, adattandosi ai brani con la sua tonalità scura e graffiata.

Non era affatto scontato che una band al suo primo vero album dopo tanto tempo lontano dai riflettori riuscisse a risultare così convincente e valida, sotto ogni aspetto. Per i Revenge la fiducia è stata ben riposta in questi anni. Inutile stare a questionare sui se e sui ma, relativi al cosa sarebbe successo se un disco del genere fosse uscito all’epoca. La verità è che probabilmente come è successo a tante altre validissime band italiane, il mercato non sarebbe stato pronto a riceverlo. Quindi, per una volta, lasciamo perdere la nostalgia e i discorsi sui bei tempi andati. I Revenge meritano molto di più di questo: Survival Instinct è un disco solido, ottimamente strutturato e suonato, emozionante in alcuni passaggi, sempre interessante e valido in ogni episodio, assolutamente meritevole di essere ascoltato, apprezzato e udite, udite, comprato da parte degli amanti del genere e non solo. C’è molta buona musica in questo album, anche se leggermente datata come approccio, inevitabilmente. Eppure, la dignità di questo disco va oltre anche alle barriere temporali e dimostra come per la musica di qualità non esista una data di scadenza. La prestazione dei singoli è davvero ottima e le composizioni confermano che questo ritorno è qualcosa di più di un semplice sfizio fuori tempo massimo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
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warrior63
Martedì 11 Febbraio 2014, 13.51.41
3
ok.grazie
Lele DiAnno
Lunedì 10 Febbraio 2014, 4.32.09
2
Sì, erano di Laives. Pubblicarono un demo, che così a mente mi pare s'intitolasse "Cavalieri del Metallo". In un secondo momento ebbero alla chitarra un ex-Skanners. Comunque non c'entrano nulla con Red Crotalo.
warrior63
Domenica 9 Febbraio 2014, 14.36.43
1
sicuramente da sentire...una domanda per gli anziani..qualcuno ricorda una band chiamata CROTALO? mi pare furono recensiti su H/M qualche milione di anni fa....
INFORMAZIONI
2014
Fuel Records
Hard Rock
Tracklist
1. Dead or Alive
2. Survival Instinct
3. Crazy Nights
4. Can’t Hold Me Down
5. Flying
6. Shelter
7. Bite the Bullet
8. Not the Same
9. Cannonball
10. Home Again
Line Up
Fabrizio "Kevin Throat" Ugolini (Voce, Chitarra)
Paolo "Red Crotalo" Pedretti (Chitarra)
Valerio "Vallo" De Angelis (Basso)
Enrico "Erik Lumen" Giampaoli (Batteria)
 
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