|
|
17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
|
|
AGONY FACE - Una surreale death metal band italiana
08/04/2013 (3127 letture)
|
Dopo aver avuto modo di apprezzarli on stage in occasione della serata del 9 Dicembre presso il Barrio’s di Milano, dove, insieme a tre ottime band (I am Lethe, Timecut e KLGR), gli Agony Face si sono esibiti supportando la causa di Sea Shepherd, ho avuto l’occasione di realizzare con loro la seguente intervista, esplorando una realtà del tutto non convenzionale della scena metal italiana. La loro performance in quel del Barrio’s mi aveva conquistato, facendo emergere una formazione compatta, dedita ad un surrealistic death metal, ovvero un death metal che ha più a vedere con l’arte e con la filosofia che con i capisaldi del genere, nonostante le influenze di band come Morbid Angel, Death, Pestilence, Cryptopsy ci siano tutte ma superbamente amalgamate e personalizzate. Gli Agony Face, nonostante alcuni cambi di line-up, sono sempre rimasti una band estremamente personale, poco incline a rispettare le domande del mercato, abili nel proporre una commistione tra la loro musica - poco digeribile per alcuni - e una gestualità e fisicità molto accentuate in sede live, complice l’utilizzo di un face/body painting suggestivo, e funzionante solo se le luci sono completamente spente (e, concedetemi di sottolinearlo, suonare quei pezzi al buio non è affatto cosa da tutti). Accelerazioni turbinanti, stacchi improvvisi, cambi di tempo vertiginosi e linee vocali (quelle dell’ottimo cantante/performer Dave) capaci di spaziare dallo scream al growl, sono la cifra stilistica degli Agony Face, dimostrando quanto, sul palco, la band intera sia capace di riproporre la stessa precisione ed efficacia del disco. Le capacità di tutti i componenti sono evidenti, a partire dal carismatico cantante Dave che riesce a essere a suo agio in ogni parte, passando dalla teatralità (mai tuttavia eccessiva) all’autoironia, caratteristica che contraddistingue tutta la formazione. Le chitarre di Riccardo e di Alessandro Uberti si intrecciano in maniera conturbante e preziosa, mentre il basso di Mirko, penultimo ottimo acquisto della formazione, si incastra alla perfezione nelle parti di batteria incalzanti e affilate come pugnali di Ale Bassi, senza dimenticare l’importante e dinamico apporto dato da Besa agli effetti e alle basi. Il loro live act procede in maniera fluida, ed incalzante, e l’intero show, tra eleganza, precisione e, cosa non da tutti, lo ripeto, estrema autoironia, risulta compatto e ben collaudato, spaziando dai brani del primo album ad alcuni inediti. I pezzi scrosciano sul pubblico in maniera dirompente, affascinando sia per caratura tecnica che per levatura artistica. Ed eccoci dunque all’intervista realizzata con tutti i componenti della band.
Sangre: Gli Agony Face sono una realtà decisamente fuori dagli schemi all’interno del panorama del metal estremo italiano. Com’è nata l’idea della band e come si è evoluta nel corso del tempo? Agony Face: Il gruppo nasce dalla volontà di 4 incapaci che vogliono suonare Metal, passando da sale prove puzzolenti di muffa e dalle chitarre lowcost fatte in compensato e vinavil, credo un po' come tutti i musicisti/amici che nel corso del tempo hanno condiviso la medesima strada. Con il passare del tempo abbiamo avuto sempre più la necessità di esplorare nuove strade, nuovi generi, per cercare di esprimere al meglio l'idea di musica che dentro noi cresceva.
Sangre: Qual è il vostro approccio compositivo e da quali band vi sentite più ispirati? Agony Face: Non abbiamo un vero e proprio schema compositivo, partiamo da un riff di chitarra o da più riff che ci ispirano, e tramite l'improvvisazione in sala diamo forma alle nostre canzoni, un po' come uno scultore fa con un pezzo di pietra nel quale ci vede già qualcosa, ma una forma vera e propria ancora non ce l'ha. Le nostre influenze sono veramente vaste (metal/prog/blues/elettronica etc etc) come ad esempio Death, Cryptopsy, Nile, Necrophagist, Area, Arti e Mestieri, Jetrho Tull, e mi fermo qui, perché l'elenco sarebbe davvero lungo dato che tutti noi abbiamo gusti davvero differenti. Credo che questo sia senza dubbio un fattore positivo anche se spesso ci scorniamo su alcune scelte!
Sangre: Qual è la vostra attitudine on stage e da cosa è nata l’idea di utilizzare il trucco fluo e le luci neon? Cercate di produrre uno spettacolo totale, in cui musica e suggestioni visive siano o diventino col tempo un tutt’uno? Agony Face: Nascendo in noi la voglia di esprimere all'interno della nostra musica le diversità che ci accomunano, abbiamo deciso di usare il palco come un teatro, nel quale far entrare il pubblico, che sempre ringraziamo, in una dimensione particolare che noi definiamo “surrealista”. Il trucco fluo e le luci al neon invece, sono per noi il catalizzatore che completa l'immagine” teatrale” che la nostra band vuole dare a coloro che seguono, nota dopo nota, i nostri live.
Sangre: L’attuale formazione consta di sei elementi, con l’ingresso di Besa agli effetti e alle basi. Vi sentite più vicini ad una concezione di post metal oppure, in qualche modo, potreste ancora essere affiancati alla “vecchia scuola”? Agony Face: L'ingresso di Besa ci ha permesso di esplorare il mondo dell' elettronica, che per molti aspetti, ci è ancora sconosciuto ma che certamente ci darà nuovi stimoli. Credo che il nostro intento sia quello di abbracciare qualsiasi genera possa aiutare la nostra musica ad evolversi e con lei noi stessi. Per rispondere alla tua domanda in breve, cerchiamo di essere vicini a tutte le concezioni musicali possibili che possano dare qualcosa alla nostra musica.
Sangre: Come avete realizzato il vostro primo disco, CXVIII Monolitic Squeakings, e quali sono stati gli stimoli che vi hanno condotto alla realizzazione del secondo, di imminente uscita, se non sbaglio? Agony Face: CXVIII Monolitic Squeakings è un disco per noi controverso, dove le nostre personalità e le nostre visioni musicali incominciavano a toccarsi per la prima volta, dando origine a qualcosa che per noi è diventato un cammino surrealistico all'interno noi stessi e che con la musica cerchiamo di esprimere. Questo cammino ci ha portato alla realizzazione del secondo. Per noi è un viaggio stimolato da ciò che viviamo, dalle persone che incontriamo e dalla musica che nel corso del tempo di accarezza. Il secondo disco rappresenta una forma ben più definita di ciò che siamo e vogliamo esprimere. Il disco è pronto e siamo in cerca di una label. Speriamo in bene!
Sangre: L’attitudine non convenzionale che vi contraddistingue si riversa anche nella stesura dei testi? Il frontman Dave denota una spiccata e estremamente convincente capacità di coinvolgere il pubblico prendendo in prestito una gestualità che sembra derivare dal teatro. Mi piacerebbe saperne qualcosa di più a riguardo. Agony Face: Inevitabilmente, anche i nostri testi sono frutto di quella non convenzionale visione. Siamo molto legati alla concezione pittorico surrealistica di Salvador Dalì, Paul Nash, Francis Picabia, alla poetica di artisti come Andrè Breton per citarne uno. Siamo inoltre molto influenzati dalla filosofia di Nietschze e di molti altri filosofi , ma non vogliamo annoiarvi. Dave è il frontman che ho sempre voluto, davvero. Tempo indietro era anche il nostro bassista, ma ad un certo punto del suo personale cammino decise di aggrappare entrambe le mani al solo microfono, e da quel momento il palco si riempì di energia e coinvolgimento. Non credo abbia mai preso lezioni di teatro, ma sono certo che ora abbia trovato la sua dimensione dando a tutto il gruppo una spinta enorme in sede live e non.
Sangre: Qual è il significato di evoluzione per gli Agony Face e quali principi coinvolge? Agony Face: Credo sia lo stesso significato che la vita ha per ogni essere umano. Rappresenta un po' l'inevitabile cambiamento di ogni forma errante dovuto al tempo, alla musica, alle persone e alle esperienze personali. Non possiamo stare fermi, è nell' ordine delle cose secondo noi.
Sangre: Quali sono le vostre prossime tappe in fase di composizione? Agony Face: Siamo in continuo fermento, pur essendo alla ricerca di un contratto per il secondo disco, non riusciamo a fermarci e stiamo continuando a comporre materiale che servirà ad alimentare il concept.
Sangre: E i prossimi appuntamenti live? Agony Face: Abbiamo per ora in programma il 27 di aprile al The Theatre di Rozzano in occasione dell’Extreme Metal Fest. Abbiamo inoltre l’onore e il piacere di essere stati invitati e confermati per la data del 14 Settembre del Rock Hard Festival in cui divideremo il palco con nomi come Sodom, Tankard, Asphyx e Attacker. Presto usciranno nuove date che potrete trovare sulla nostra pagina di Facebook, su BandCamp o sul sito della nostra agenzia Eagle Booking. Stay Tuned!
Sangre: Ringrazio tutta la band da parte di Metallized! Agony Face: Un Grazie a tutti voi per lo spazio datoci e per l'ottimo lavoro che continuate a fare! Stay Surreal!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
1
|
|
non ho capito.....si rifanno a strutture matematiche e allo scorrere del tempo (quindi fisica assolutamente classica) e si presentano come surrealistic metal? hanno un po' le idee confuse i ragazzi.... |
|
|
|
|
|
|
|
|
RECENSIONI |
 |
|
|
|
|
ARTICOLI |
 |
|
|
|
|
|
|
| |
|
|
|