IN EVIDENZA
Album

Anthrax
Cursum Perficio
Autoprodotti

Plini
An Unnameable Desire
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/09/26
Stryper
Throne of Thorns

25/09/26
EUROPE
Come This Madness

02/10/26
HAUNT
Setting Course

02/10/26
MISS MAY I
No Place for Me

02/10/26
DEAD POET SOCIETY
Monarch

02/10/26
FROZEN CROWN
The Legend of the Six Kings

09/10/26
SIGNUM REGIS
Beyond Spacetime

09/10/26
THE PINEAPPLE THIEF
Far and Wide

09/10/26
SMOULDER
Witch Wife in an Alien World

16/10/26
FATE UNBURIED
Neraspeme

CONCERTI

17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)

18/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
HALL - PADOVA

02/12/26
ACCEPT + DYNAZTY + TAILGUNNER
ALCATRAZ - MILANO

30/03/27
RUSH
Unipol Dome - Milano

Diabulus In Musica - The Wanderer
( 4135 letture )
L’ambizione di evocare le forze occulte ha da sempre pervaso gli appassionati di ogni forma d’arte. Dalla pittura, alla poesia, fino alla musica, ovviamente.
Rimaniamo su quest’ultima.
Nel medioevo il tritono, ossia l'intervallo di quarta aumentata - una mezza ottava, in pratica - , a causa della difficile assonanza tra le note considerata al tempo sgradevole, fu prima “proibito” nelle normali regole compositive e successivamente investito di un potere incommensurabile: opportunamente interpretato esso avrebbe potuto evocare il demonio.
Al tritono, che nei tempi moderni ha avuto un utilizzo nobile e molto diffuso, fu per questo conferito il nome di Diabulus In Musica.

Ma non è di ciò che dobbiamo parlare oggi. Il Diabulus In Musica messo spalle al muro è infatti un quintetto spagnolo giunto al suo secondo full-lenght dopo il debutto Secrets. Il titolo, The Wenderer, coincide anche con il cambio di label: i nostri passano infatti dalle accoglienti braccia della Metal Blade alle altrettanto confortevoli cure della Napalm Records. Il trattamento, di tutto rispetto e non certo comune ad ogni metal band del pianeta, è subito riscontrabile nella produzione, assolutamente ineccepibile e ben attestata sullo stile musicale proposto. Ecco, cerchiamo di chiarire: i Diabulus In Musica, pur non distanziandosi dal classico Symphonic Metal (che a casa mia significa mescolare parti power/heavy ad orchestrazioni più o meno sfarzose), offrono spunti interessanti che fanno della loro interpretazione una piacevole sorpresa.
Ne parleremo.
Tornando al lato tecnico e snocciolando d’un fiato la tracklist, si nota una certa attenzione, tanto alle orchestrazioni ed ai cori (questi ultimi davvero molto generosi), quanto al guitarism e al drumming, aspetto che conferisce alla shiluette dei Diabulus In Musica un aspetto mascolino inaspettato a scatola chiusa, poiché celato dalla frontcover e dalle grafiche, tutte piuttosto anonime. Queste, incentrate sulla bella Zuberoa Aznárez, hanno sapori e colori folk rock che, a livello sonoro, compaiono in modo sfuggente nelle sole Allegory Of Faith, Innocence And Future e The Wanderer. La musica proposta, onestamente, è migliore dell’idea che ci si può fare guardando la confezione, dato che in The Wanderer c’è tanto heavy, più che power, ed altrettanta sinfonia, anche goticheggiante; addirittura compare qualche spruzzata elettronica (Sceneries Of Hope) che aiuta a “svecchiare” un sound che altrimenti sarebbe da considerare stantio e logorroico, soprattutto perché già sentito centinaia di volte. Il lato vocale, assieme all’azione delle polposissime keyboards, è preponderante, soprattutto se considerata la solennità conferita dalle parti corali, ben più centrate di quanto non sia il cantato solista di Zuberoa, che si muove sui soliti canali simil-lirici. In sé timbrica, modulazione ed estensione della spagnola non sono malvagie (forse la restituzione è un po’ troppo “nasale” ed impostata), ma a determinare una certa insoddisfazione da parte del sottoscritto è, più che altro, il modus operandi clonato dalle varie Tarja, Anette, Vibeke, ecc…, da cui comunque la distanza tecnica è abissale. Il growl, diviso tra il chitarrista Adrián M. Vallejo e il tastierista Gorka Elso, è aggressivo e per nulla fastidioso (anzi…): spesso l’aggiunta di parti maschili viene “appiccicata” all’interno di un sound troppo light o solare, cosa che la rende inutile ed inopportuna; in questo caso invece la possanza delle linee ritmiche, soprattutto quando le chitarre rinunciano ai vezzi per suonare compatte con i power chords, riesce a sostenere a dovere il cantato distorto, valorizzandone l’azione. Altro punto a favore!

Detto questo è impensabile non categorizzare il prodotto sulla base melodia profusa: The Wanderer è infatti un disco incentrato sulla ricerca spasmodica degli abbinamenti orizzontali e verticali (molte volte anche un po’ scontati), godibile e decisamente “sinfo”. L’immediatezza della sua fruibilità è da un lato un grande pregio, ma dall’altro il peggiore dei pericoli per i Diabulus In Musica che, così facendo, rischiano di non soddisfare ascolti prolungati togliendo dunque durabilità alla loro opera. A dire il vero, nelle “applicazioni” recensorie, ho potuto apprezzare una certa evoluzione nel sottoscritto: se in primis mi hanno colpito le parti più complesse e risonanti, con il tempo mi sono appassionato (si fa per dire, non prendetemi alla lettera) anche ai momenti più gretti e decisi. Purtroppo non penso si possa andare molto oltre nel percorso auditivo abbinato a questo CD, anche se già così si è raggiunto un primo, grande traguardo: quello di generare curiosità nei primi attimi di ascolto, spesso decisivi per la decisione d’acquisto.

I brani.
Pollice alto per la goticheggiante Sceneries Of Hope, l’oscura Shadow Of The Throne e la medioevaleggiante Allegory Of Faith, Innocence And Future; pollice verso solo per la title-track, unico esperimento - inspiegabile e totalmente fuori canone - acustico. I rimanenti gettoni della tracklist ci dicono che, pur con un bilancio positivo, i Diabulus In Musica restano comunque un gruppo massivo, se non dozzinale.
Per colpire davvero Zuberoa & Company dovranno osare ancora di più, magari tendendo a quella Sceneries Of Hope che con le sue armonizzazioni elettroniche abbinate alle orchestrazioni mi è parsa la vetta più alta.
Non so quale patto con il demonio si debba fare. So solo che nessun essere con corna e forcone si è ancora presentato alla mia porta. Nemmeno dopo decine di Diabulus In Musica.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
44.05 su 37 voti [ VOTA]
Prometheus
Mercoledì 5 Dicembre 2012, 1.18.00
8
Oltre Sceneries Of Hope, anche No Time For Repentance (Lamentatio), Shadow of the Throne e Blazing A Trail sono ottime canzoni. I cori sono davvero maestosi e ben fatti, le chitarre e la batteria tendono a buttarsi spesso su lidi estremi. Intendo nelle tre canzoni citate e in qualche passaggio sparso nel resto del cd, eh. Il problema di questa band è che non ha personalità, sembrano un tentativo (talvolta riuscito, altre volte meno) di copiare gli Epica. E poi la cara Zuberoa Aznárez vocalmente non è granché. Ad ogni modo, i Diabulus In Musica hanno ottime potenzialità, ma devono sviluppare meglio la propria personalità musicale. Puntare tutto sull'elettronica non so fin quanto possa essere funzionale in tal senso. Invece uno sviluppo delle parti folk/medievaleggianti potrebbe essere interessante, se abbinato a una maggiore aggressività e sì, anche a qualche sprazzo elettronico.
voxed
Venerdì 24 Agosto 2012, 18.21.33
7
Quest'album è di una banalità seriamente sconcertante. Se poi la vogliamo finire di spacciare questi falsettoni ingolati per canto lirico fanno un favore sia loro che Epica e co.
d.r.i.
Martedì 27 Marzo 2012, 16.20.05
6
a me piace, soprattutto Hidden Reality! Voto 80
luca "Diablo"
Martedì 13 Marzo 2012, 17.33.10
5
voglio azzardare un paragone di natura astronomica che rispecchi in qualche modo la grandezza di due band appartenenti allo stesso genere musicale: i diabulus in musica stanno agli Epica come la terra sta a giove.
Bugo88
Venerdì 9 Marzo 2012, 20.14.23
4
Cd vario, bella voce, tracce coinvolgenti. E l'ultima canzone è una perla.
Sabbracadabra
Martedì 6 Marzo 2012, 14.54.30
3
C'è mooolto di peggio in giro, vedi gli Swallow -che palle- The sun.
sonatoarctico
Domenica 4 Marzo 2012, 12.49.34
2
gran gruppo e gran album, vedo di alzare con un bel 90 quel scandaloso "voto lettori" al 14.16 peraltro sono solo ai primi ascolti di certo il punto di forza è quello di dare un'ìimpronta ben definita ad ogni traccia
BILLOROCK fci.
Lunedì 27 Febbraio 2012, 12.18.47
1
ehi ma il tizio alla sinistra della ragazza sembra uno degli Hobbit....
INFORMAZIONI
2012
Napalm Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. A Journey's  End (Intro)
2. Ex Nihilo
3. Sceneries Of Hope
4. Blazing A Trail
5. Call From A Rising Memory (Intro)
6. Hidden Reality
7. Shadow Of The Throne
8. Allegory Of Faith, Innocence And Future
9. Sentenced To Life
10. Oihuka Bihotzetik
11. No Time For Repentance (Lamentatio)
12. The Wanderer
Line Up
Álex Sanz – bass
Xabier Jareño – drums
Zuberoa Aznárez – female vocals
Adrián M. Vallejo – guitars & harsh vocals
Gorka Elso – Keyboards & hars vocals
 
RECENSIONI
66
65
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]