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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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22/09/2026
( 162 letture )
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E fanno venti. Non gli album, ma gli anni di carriera per gli australiani Harlott. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 2006, in cui quattro agguerriti giovanotti della periferia di Melbourne decisero di salire sull'affollatissimo treno del thrash metal, contribuendo a portare avanti la tradizione del genere. Gruppo non particolarmente prolifico, gli Harlott, con questo nuovo lavoro dal lapidario titolo Exsequiis, raggiungono quota cinque per quel che riguarda gli LP. Con l'ennesima rinfrescata alla line-up, nella quale rimangono sempre saldi i due membri fondatori, il frontman e chitarrista Andrew Hudson ed il bassista Tom Richards, la band australiana non si discosta di un centimetro dalla proposta musicale che ha portato avanti in questi due decenni, ed è forse questo il maggior difetto del disco. Ma andiamo con ordine.
Gli Harlott seguono di pari passo il cammino tracciato dagli Slayer e, in generale, sono fedeli discepoli del verbo thrash della Bay Area. Il loro è un thrash metal muscolare e cupo, fatto di riff massicci e spesso dal taglio groove, supportati da un comparto ritmico roboante e compresso. Abbiamo citato gli Slayer, che rappresentano l'influenza più forte nella musica degli australiani, ma possiamo benissimo aggiungere i Testament ed anche gli Overkill. Insomma, la scaletta di Exsequiis è studiata per mazzolare come si deve i nostri padiglioni auricolari, mentre l'atmosfera generale della musica ed i testi dipingono un cupo e a tratti apocalittico quadro del nostro cinico e iper-digitalizzato mondo. Gli australiani sanno il fatto loro, tecnica, mestiere ed un lucido songwriting partoriscono brani di innegabile impatto come Void e Trial By Liar, i classici pezzi veloci e monolitici da pogo sfrenato sotto il palco. The God That Knows No Name e A still More Glorious Dawn Awaits evidenziano una scrittura più vicina all'heavy classico, con buoni spunti melodici. Qua e là gli Harlott variano registro piazzando qualche ritornello melodico e pulito, come in Endling o in Vice Borne, una scelta che risulta però non sempre azzeccata.
In Exsequiis c'è tutto quello che un fan del thrash americano dei tempi d'oro si aspetta: costruzioni di riff articolate, repentini cambi di tempo, classiche ritmiche "tupa-tupa" e ottimi assoli. Il punto dolente però, come si diceva qualche riga più sopra, è proprio questo. Mancano le sorprese, manca quel guizzo di stile, quell' impronta personale che una band navigata dovrebbe sviluppare prima o poi nella propria musica. Gli Harlott sono mestieranti più che abili, come abbiamo evidenziato non mancano né di buona tecnica, né di un certo buon gusto nella costruzione dei brani ed Exsequiis offre diverse buone tracce. Eppure la scaletta manca di vera varietà e, per quanto ben scritti, sono troppi i brani che offrono soluzioni eccessivamente codificate e prevedibili. In parole povere, se si è dei fruitori di metal navigati, per non dire attempati come il sottoscritto, è difficile arrivare alla fine del disco senza provare un po' di noia. Dopo vent'anni, forse gli australiani avrebbero potuto correre qualche rischio in più, cercare soluzioni più personali e meno derivative, dopotutto il talento non gli manca. Il quinto disco degli Harlott si pone come un buon album di thrash vecchia scuola, suonato con piglio moderno, onesto e ben prodotto quanto si vuole, ma decisamente ordinario.
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4
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Bonded by Blood e Fueled by Fire, guarda caso, 2 band che non pubblicano album in studio da almeno 13 anni (e i primi pure sciolti). |
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3
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Ciao lisablack 🔥 anch io ti ho scritto su altre recenti reviews: una sulle relics e un altra non mi ricordo più 😂; tornando all album: musicalmente mi aggrada parecchio, anche la produzione è valida, però le vocals alla fine risultano troppo monocordi (per me ovviamente), anche se fortunatamente non scadono nel growl. @LAMBRUSCORE: quoto le due bands da te menzionate e cioè i bonded by blood e i fueled by fire 🤘🎸🍻 |
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2
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Bravi musicisti, pezzi ben costruiti, però alla fine questo disco non mi entusiasma molto. Sarà che per me, nella new wave del thrash, ci sono 3 band americane che per il momento sono impareggiabili, Bonded by Blood, Fueled by Fire e Condition Critical. OK, gli Harlott sono canguri, ma lo stile è quello lì  |
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1
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Io alzo il voto a 75 gran bel disco thrash.. Ehi Rik dove sei? Fatti sotto.. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Incipiam 2. Void 3. Messiah Simplex 4. Trial by Liar 5. The God That Knows No Name 6. Kleptogenesis 7. A Still More Glorious Dawn Awaits 8. The Joyful Stain 9. Endling 10. Vice Borne 11. Exsequiis
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Line Up
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Andrew Hudson (Voce, Chitarra) Leigh Bartley (Chitarra) Tom Richards (Basso, Cori) Glen Trayhern (Batteria)
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RECENSIONI |
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