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FIRENZE ROCKS - GUNS N' ROSES + GUESTS - Visarno Arena, Firenze, 15/06/2018
18/06/2018 (1370 letture)
Negli anni su i Guns N' Roses si è detto di tutto: chi li critica aspramente e chi li posiziona a un livello superiore. La loro condotta selvaggia e i grandi successi degli anni ottanta li hanno tuttavia portati sul tetto del mondo, soprattutto negli anni che sono andati dal 1987 al 1992. La condotta di Axl Rose -così come il fragile equilibrio del gruppo che chiaramente non ha saputo gestire un successo planetario- hanno portato allo sfaldamento della band. Di fatto il monicker è rimasto, ma tra i tantissimi cambi di line-up e i più di dieci anni di attesa per lo scadente Chinese Democracy, hanno progressivamente ucciso le speranze di poter vedere nuovamente i veri Guns. Tristemente nel full length targato 2008, del gruppo originale non era rimasta neanche l'atmosfera.
Negli ultimi anni tuttavia si fantasticava da tempo -in base a qualche rumors trapelato sul web- su una eventuale reunion, che poi è divenuta parziale realtà nei primi giorni del 2016. Il lunghissimo tour Not in this Lifetime ha portato nuovamente il gruppo su i palchi di tutto il mondo, privo tuttavia di Izzy Stradlin e Steven Adler. Di tempo ne è passato da quando Axl Rose -ai tempi della registrazione di Appetite for Destruction- girava per Los Angeles con un fucile a canne mozze, furioso di aver scoperto che la sua attuale fidanzata (o una delle tante) passava felicemente il suo tempo fra le lenzuola con Steven Adler. Ad ora cosa rimane di questo spirito spregiudicato e selvaggio?

THE PINK SLIPS/BARONESS/VOLBEAT
Prima di parlare dell'attrazione principale è doveroso spendere due parole sulla prestazione delle band di spalla degli americani. Purtroppo per causa di forze maggiori sono stato costretto ad arrivare a circa metà performance dei Baroness. Dare un giudizio risulta ostico, poiché nonostante la performance del gruppo di Savannah è stata ascoltata dall'area pit, l'acustica è stata un'autentica tragedia. Suoni impastati e frequenze bilanciate male hanno influito pesantemente sulla resa di una prestazione che aveva anche del tiro, tuttavia neutralizzato dall'impatto sonoro di scarsa qualità. Un vero peccato poiché avevo delle buone aspettative da questo gruppo, soprattutto considerata l'ottima riuscita del loro ultimo lavoro in studio. Allo stesso modo anche giudicare la performance dei Volbeat risulta complesso, poiché da qualche anno a questa parte, sono diventati un po' come il prezzemolo: sono ovunque. Il problema del gruppo danese tuttavia è che è rimasto chiaramente bloccato nella miscela di metal e rockabilly che tanto sembrava piacevole e vincente. Con il passare degli anni tristemente la formula è rimasta la stessa e ad ora -nonostante un'acustica nettamente migliore del gruppo precdente, più ricca di bassi e profondità- rimane solo tanta noia alla fine della loro setlist. Tanti momenti stucchevoli e melodici che sanno di già sentito e pochi momenti di reale trasporto dove alla fine -essendo realisti- ci si riduce ai soliti riff in palm mute pluriabusati negli ultimi 35 anni. Insomma, se non fosse per l'headliner, fino ad ora l'evento non è stato dei più coinvolgenti. A salvare la situazione ci pensa DJ Ringo di Virgin Radio con una breve e divertente apparizione.

GUNS N' ROSES
Fortunatamente a mettere un po' di pepe sul pomeriggio ci pensa la scommessa fatta con i Guns. Senza girarci eccessivamente attorno è chiaro che l'incognita più grande risulta la forma di Axl Rose, che negli ultimi anni ha visto periodi non troppo felici per le proprie corde vocali (a livello di performance). Dopo quello che sembrava un interminabile video di apertura, tra cannoni che sparano, proiettili, rose e scene dal gusto dichiaratamente a cavallo tra il trash e il violento, il concerto non tarda ad iniziare con un autentico manifesto. It's So Easy sono i Guns N' Roses, né più né meno. Devo ammettere che l'inizio è stato veramente devastante: perlomeno nel pit non si riusciva a stare fermi per più di 2 secondi e si è respirata davvero l'atmosfera selvaggia del monicker americano. D'altronde l'apertura è stata affidata al brano appena citato, seguito da una buona performance di Mr. Brownstone, una sufficiente Chinese Democracy e una pompatissima Welcome to the Jungle, dove Slash ha aperto e tenuto il palco sotto il sole con grande maestria. Musicalmente i Guns N' Roses attuali non mollano assolutamente un colpo. La coppia Slash/Fortus sembra funzionare alla grande e il secondo non si relega al semplice ruolo di chitarrista ritmico, ma risulta molto più complice e partecipe anche nelle parti soliste. Anche la coppia Dizzy Reed/Melissa Reese va alla grande con organo e tastiere, che tuttavia durante questo concerto sembrano rimanere un filino sotto di volume rispetto agli altri strumenti. Grandiosa invece la sezione ritmica con il basso gonfio e pulsante di Duff McKagan e la batteria di Frank Ferrer che non sbaglia neanche di un sedicesimo. Da qui in poi tuttavia, il concerto prenderà una piega strana, tra brani inaspettati, grandi classici, momenti altissimi e altri veramente evitabili. Double Talkin' Jive è un pezzo che ho sempre adorato per via del suo assolo dal sapore arabeggiante, che tuttavia in sede live risulta leggermente caotico. Chinese Democracy torna a bussare alle porte, un po' come il pensiero di quella ragazza che ti ha lasciato male e di cui ti è rimasto solo l'amaro in bocca. Better è di fatto una canzone poco riuscita e nel caso di questa performance live, cantata anche male. Fortunatamente ci riprendiamo con uno dei pezzi più forti dell'intera discografia del gruppo americano. Estranged è un'autentica meraviglia, per di più cantata egregiamente. Non nascondo che ho provato un forte senso di perplessità su come si potesse passare da un momento tremendamente basso come quello del pezzo precedente, ad uno così alto come nel caso del brano tratto da Use Your Illusion II. In particolar modo gli assoli di chitarra di Slash e la performance vocale di Axl hanno convinto tantissimo il pubblico, che ha condito il finale della canzone con una serie di applausi senza fine. Tocca a Live and Let Die, noto brano uscito su Use Your Illusion I e scritto nel 1973 da Paul McCartney (eseguito dai Wings per la colonna sonora di 007 – Vivi e lascia morire). Il brano per quanto piacevole, non mi ha mai convinto eccessivamente, mentre dal vivo la resa è molto più carica, così come il coinvolgimento che esercita Axl sul pubblico correndo a destra e manca e ballando alla meno peggio tra una strofa e l'altra. Una piacevole sorpresa è stata anche Slither, tratta dal primo album dei Velvet Revolver, che vanta di un assolo acuto e tiratissimo, in netta contrapposizione con il basso cupo e viscido di Duff McKagan. La performance vocale di Axl, che in questi ultimi due brani era tornata nella media, trova una nuova impennata nei successivi classici della band. Rocket Queen e soprattutto You Could Be Mine suonano egregiamente, con buona carica e con i giusti acuti graffianti. La prima viene firmata da un gran assolo di Richard Fortus e la seconda invece gode di una bella coreografia fatta di giochi pirotecnici, nonché di uno strano incrocio fra Slash e Terminator nel megaschermo alle spalle della band. Ad intervallare tuttavia questi due brani c'è stato un momento incredibile, sulla quale non avrei scommesso cinquanta centesimi. Da un paio di mesi è stata diffusa una versione ufficiale di Shadow of your Love, brano originariamente concepito e registrato nel lontano 1986 quando Axl Rose e Izzy Stradlin erano negli Hollywood Rose. Per quanto il pezzo sia chiaramente una bomba, veloce e graffiante, il pensiero di sentirlo cantato oggi metteva un po' paura vista la chiara difficoltà d'esecuzione. Contro ogni aspettativa invece il cantante di Lafayette ha tirato fuori una performance eccezionale, firmando forse uno dei momenti più alti dell'intero live. Tornano i momenti meno sicuri, tra la passabile cover di Attitude dei Mistfits e la poco convincente This I Love. L'ultimo brano in questione risulta un po' un'occasione mancata, poiché l'idea è anche presente -per quanto il pezzo tratto da Chinese Democracy sia uno dei pochi che sfiori la sufficienza- tuttavia l'esecuzione è scadente e la voce di Axl su questi registri non convince minimamente. Torniamo su i grandi classici con Civil War, brano quanto mai più appropriato in questo periodo storico e tra i più belli che siano mai stati scritti contro la guerra. Sentire il pubblico cantare unitamente il ritornello “I don't need your civil war” è stato da pelle d'oca, soprattutto considerato il significato della canzone. La musica si interrompe per un po' e i riflettori vanno tutti su Slash. Il maestro della sei corde inizia un gran bell'assolo di chitarra tenendo tutto il palco senza problemi. Il chitarrista come sempre si muove agilmente sulla sicura pentatonica blues, eseguendo un'improvvisazione non tra le migliori dal punto di vista melodico, ma che ha di sicuro un gran tiro: per tecnica e tono della chitarra sembra di essere un proiettile che sta per uscire a velocità sconsiderate dalla canna fumante di una pistola. Ed è quando il proiettile colpisce, tra i lick di matrice blues e i tiratissimi bending, che l'improvvisazione sfocia in una divertente versione di Johnny B. Goode e in una molto più seria versione del tema principale tratto da Il Padrino. Da grandi classici ne derivano altri e, dopo un momento dal forte lirismo dovuto al tema tratto dal film di Francis Ford Coppola, arriva uno dei brani più aspettati dall'intera arena di Visarno. Sweet Child O' Mine è una gran bella bomba e l'assolo di chitarra infiamma letteralmente il pubblico di Firenze. Tra le cover spicca di gran lunga quella di Wichita Lineman, brano di Jimmy Webb dove Slash prende la chitarra acustica e si siede silenziosamente vicino a Duff su uno scalino, fornendo di fatto un ottimo tappeto musicale ad Axl Rose insieme al bassista. L'esecuzione della cover colpisce molto, sia per la sua malinconia, sia per la sua nota acida che alla lontana sembra ricordare vagamente alcune scelte vocali degli Alice in Chains. Successivamente tocca a Coma che, al di là della piacevole e curata coreografia sul megaschermo che rappresenta battiti cardiaci, pressione e stato del paziente, non sembra convincere minimamente, fornendo una performance un po' spenta e che tende ad ammazzare un po' l'entusiasmo creato precedentemente. Fortunatamente da questo punto in poi il concerto è definitivamente in salita. Nel far riposare Axl Rose, la coppia Slash/Fortus ci delizia con una bellissima improvvisazione sul giro di accordi di Wish You Were Here dei Pink Floyd, brano del tutto inaspettato ad un concerto dei Guns N' Roses. I due chitarristi si danno battaglia alternandosi in degli assoli decisamente ricchi di pathos, finché non viene portato sul palco un pianoforte con una sorta di moto come sgabello. Capiamo che è finalmente il momento di November Rain, introdotta dal bellissimo finale di Layla dei Derek and the Dominos. Slash da man forte al cantante seduto al piano con un assolo dal raffinato gusto melodico, finché non arriviamo al grande classico del gruppo presente su Use Your Illusion I. Ovviamente il pezzo viene cantato a gran voce da tutta l'arena, creando un atmosfera molto più potente di quanto immaginassi che risulta quasi commovente. Dopo il gran finale di November Rain, Dizzy Reed sembra suonare al pianoforte qualche nota che richiama l'inizio di Black Hole Sun e -nello stupore generale del pubblico- i Guns N' Roses omaggiano Chris Cornell con l'esecuzione della cover del classico dei Soundgarden. Axl Rose esce dal difficile confronto con Cornell soprattutto per via di un esecuzione molto standard e senza troppi azzardi. Insomma, in sintesi su questo brano il nostro frontman si è limitato ad eseguire il compitino, tuttavia era strategicamente la scelta più azzeccata allo stato attuale delle cose. Breve cambio di chitarre per Slash, che posa la Les Paul in favore di una chitarra a doppio manico. Dopo una breve introduzione presa da Only Women Bleed di Alice Cooper, il Sol che apre Knockin' on Heaven's Door esce brillante dagli amplificatori. Di fatto i dieci minuti che seguono sono di puro divertimento e qualità: Axl Rose regge il palco in maniera magistrale e si slancia in una performance vocale nettamente oltre la media e graffiante nei punti giusti, coinvolgendo il pubblico un po' come ai vecchi tempi. Inutile parlare della classe e dell'eleganza di Slash nel condire l'intero brano con degli assoli a dir poco incredibili. Dopo la lunghissima cover di Dylan, è il momento di parlare di ubriachezza, prostitute e fumo e ritorniamo alle origini dei primi e sporchissimi Guns N' Roses di Appetite for Destruction. I famosissimi tre fischi di Nightrain fanno scoppiare di gioia il pubblico che ricomincia a muoversi come a inizio concerto, nella felicità totale. C'è da dire che anche la performance di Axl Rose è risultata nuovamente di un livello ben più che buono, così come accadrà poi con l'acustica e meravigliosa Patience, brano che nel finale regala veramente tante emozioni. Tra Yesterdays e la cover di The Seeker dei The Who, passa rapidamente l'encore di questo concerto, senza infamia e senza lode, che giunge poi al gran finale. Paradise City, quella che per molti è stata la canzone dell'adolescenza e degli eccessi, è da parecchio tempo il brano di chiusura dei Guns N' Roses. In questo ultimo brano il gruppo ha messo di tutto per rappresentare se stesso: immagini dal bislacco gusto trash sul megaschermo, fuochi d'artificio di fine concerto ed esplosioni di coriandoli.

Tirando le somme, ci si rende conto di un piccolo dettaglio: trenta brani per la durata di circa tre ore e mezzo di concerto. Francamente la cosa mi ha lasciato tremendamente sorpreso, poiché in totale onestà mi aspettavo un concerto figlio comunque di una manovra economica. Che di fondo ci sia anche la voglia di ritornare a fare qualche moneta e di stare nuovamente su i giornali è fuori discussione, tuttavia è anche d'uopo riflettere sul caso che se si volesse semplicemente tornare a fare soldi non si organizzerebbero tre ore e mezza di show per due anni di tour planetario che ha visto l'assenza di date solo su Marte e Alpha Centauri. In sintesi , si può facilmente pensare che i Guns N' Roses il risultato lo avrebbero portato a casa anche proponendo una scaletta che fosse durata la metà, tuttavia è più che lodevole la scelta di costruire un vero e proprio show che porta sul palco tantissimi brani anche molto diversi da loro. Buona l'acustica dello show, per quanto non ottima, e veramente ben fatte le coreografie presenti su i megaschermi di tutte le varie canzoni. In conclusione il concerto non è stato esente da difetti, tuttavia è stato fatto con ampie probabilità al meglio delle possibilità che si avevano e questo senz'altro si è notato. Rimane un mistero il perché, tra quasi un'ora di musica fra cover e scadenti brani di Chinese Democracy, sia rimasto fuori un pezzo da novanta come Don't Cry, ma probabilmente il segreto rimarrà tale.

Rimane un po' l'amaro in bocca su l'organizzazione del festival, che francamente mi ha lasciato veramente poco convinto. È comprensibile che la responsabilità di gestire una data del genere crei tensione fra il personale, ma una costante che ho notato è stata la secchezza e la maleducazione con il quale almeno nove persone su dieci del personale si sono rivolte al pubblico pagante. Un vero peccato pensare a tutto ciò, anche perché questa volta il festival era dotato di tantissimi aree ristoro di diversi tipi, punti d'interesse come le aree svago di Virgin Radio e così via. Una bella idea che ha offerto anche una gran bella varietà di possibili attività per gli spettatori, rovinata inevitabilmente da dei prezzi all'interno dell'area concerto -come sempre in Italia- da ladri. Il peggio ad ogni modo è stato toccato con la tragicomica gestione del deflusso del pubblico. In seguito alle molte lamentele che ci sono state per la totale assenza di luce durante l'abbandono dell'arena a fine concerto la sera prima ai Foo Fighters, come metodo di risoluzione si è ben pensato di mettere del personale con gli smartphone in modalità torcia. Al di là della risoluzione pittoresca del problema, fortunatamente ci sono le note di You Know My Name di Chris Cornell che accompagnano la lenta e non troppo sicura uscita dall'arena di Visarno. La sera dopo agli Iron Maiden fortunatamente andrà leggermente meglio sotto questo punto di vista.

Ad ogni modo lo show è stato pieno di momenti notevoli e nonostante una serie di sensazioni contrastanti dovute ad una serie di luci e ombre, di fatto i Guns N' Roses hanno fatto una figura ben oltre le aspettative. Che sia l'inizio di una redenzione? Poco probabile, tuttavia ad essere veramente onesto, li andrei a rivedere di corsa.


SETLIST GUNS N' ROSES

1. It's So Easy
2. Mr. Brownstone
3. Chinese Democracy
4. Welcome to the Jungle
5. Double Talkin' Jive
6. Better
7. Estranged
8. Live and Let Die (Wings cover)
9. Slither (Velvet Revolver cover)
10. Rocket Queen
11. Shadow of Your Love (Hollywood Rose cover)
12. You Could Be Mine
13. Attitude (Misfits cover)
14. This I Love
15. Civil War
16. Slash Guitar Solo (incl. "Johnny B. Goode")
17. Speak Softly Love (Love Theme From The Godfather -Nino Rota cover)
18. Sweet Child O' Mine
19. Wichita Lineman (Jimmy Webb cover)
20. Coma
21. Wish You Were Here (Pink Floyd cover)
22. November Rain ("Layla" intro)
23. Black Hole Sun (Soundgarden cover)
24. Used to Love Her
25. Knockin' on Heaven's Door (Bob Dylan cover - "Only Women bleed" intro)
26. Nightrain

---- ENCORE ----
27. Patience
28. Yesterdays
29. The Seeker (The Who cover)
30. Paradise City



ObscureSolstice
Venerdì 29 Giugno 2018, 15.18.17
23
Vabeh logico che negli anni 90 era diverso, era piu' o meno l'inizio @Metalshock #18: nell'anno 92 ti sei visto proprio tutto l'ultimo concerto dei Maiden e dei Guns!!!
df800
Venerdì 29 Giugno 2018, 13.13.28
22
280 passi indietro rispetto a Imola lo scorso anno. Altre storie imparagonabili rispetto agli anni 90. Quello che passa in convento si prende...in caso contrario lo si lascia a chi lo vuole.
ObscureSolstice
Venerdì 29 Giugno 2018, 13.04.21
21
30 canzoni...esibizione lunga. Non posso non dire che mi sarebbe piaciuto vederli i Guns riuniti..
Vitadathrasher
Giovedì 21 Giugno 2018, 23.51.30
20
nel 92 ero andato al delle alpi con la mia fidanzata, ubriaco fradicio, non l'ho nemmeno visto, anche perchè non mi facevano impazzire. L'altro giorno sono andato con mia moglie, a fare il badante alla figliola, ho aperto il telo e mi sono sdraiato, che sonno, almeno a mia moglie ė piaciuto........meglio i giorni di sabato e domenica.
Joey
Giovedì 21 Giugno 2018, 21.04.23
19
Concerto fenomenale. Grande Axl, grande Slash, grande Duff. Felice di esserci stato e di ritornarci se ce ne sarà occasione.
Metal Shock
Giovedì 21 Giugno 2018, 20.15.37
18
Dall'articolo sembra essere stato un buon concerto ma dai commenti traspare altro: ben contento di vivere di ricordi da più di 25 anni. Giugno 1992 Stadio delle Alpi quella si che era storia!!!
Pikke
Giovedì 21 Giugno 2018, 17.28.31
17
Coma suonata e cantata di merda, mentre Yesterdays é risultata bellissima, pessima prestazione di Axl uno dei concerti peggiori visti in assoluto! 3h 20' di concerto, generosi, bella scaletta, forse troppe cover, la più bella Nice Boys, non l'hanno fatta! Duff in formissima, mediocre Slash!
Maiden1976
Giovedì 21 Giugno 2018, 14.53.01
16
Axl dopo 3 canzoni non aveva più la voce….imbarazzante!
Radamanthis
Giovedì 21 Giugno 2018, 10.18.41
15
Sempre immensi i Guns!
MyCoven
Mercoledì 20 Giugno 2018, 23.39.11
14
Più di 3 ore di concerto, complimenti…..spesso ormai vedo concerti da 1 ora e mezza con tanto di pause
Rob Fleming
Mercoledì 20 Giugno 2018, 16.45.08
13
Di cover i Guns ne hanno sempre fatte anche ai tempi belli; ci hanno pure fatto un intero album...In ogni caso Wish you were here, The seeker e Black Hole Sun furono suonate anche a Imola 2017. Ma fecero anche Don't cry (al posto di Patience). La scaletta è pressoché identica anche nella sequenza rispetto all'anno scorso. Giusto 3-4 cover in più
tino
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.49.40
12
in effetti hai ragione poi paradossalmente axl non ha infilato niente degli acdc...mancava solo vasco rossi
Angel
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.40.10
11
@ Tino: le cover per me le hanno anche interpretate alla grande, ma dopo 26 anni che non li vedevo dal vivo avrei preferito +Guns e -cover
tino
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.32.51
10
molte delle cover scelte sono bellissime, ma difficili da interpretare alla perfezione, su tutte black hole sun (inimitabile) e the seeker (pezzo spettacolare)
Angel
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.29.17
9
Io ho vissuto emozioni contrastanti durante il concerto: momenti di adrenalina pura (classici) alternati a momenti in cui i coglioni mi sono cresciuti così tanto da aver bisogno di una carriola (cover). Vuoi fare delle cover? Benissimo.... fanne un paio, magari 3 e mi potrebbe anche stare bene, ma non puoi escludere Don't Cry, porca miseria! Comunque è stato un concerto piacevole e devo ammettere che la voce di Axl ha retto in maniera egregia.
Michele "Axoras"
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.14.23
8
@5,6: Arriva presto ragazzi
Michele "Axoras"
Mercoledì 20 Giugno 2018, 15.13.55
7
@2: Ferrer non è di certo Lombardo o Portnoy, ma in sede di concerto non ho percepito sbavature o altro, pertanto visto che l'articolo parla di questa data live in questione ... l'ho commentato contestualmente ad essa. Nessuno poi nega che avrebbe fatto piacere rivedere Adler o Sorum
tino
Mercoledì 20 Giugno 2018, 13.40.19
6
giusto mi raccomando per i maiden occhio ai bpm
Trippigs
Mercoledì 20 Giugno 2018, 13.01.19
5
Tutto bello, ma ora vogliamo il report delle cose serie (l'incredibile concerto dei Maiden cof cof)
angus71
Mercoledì 20 Giugno 2018, 9.42.33
4
questione guns: fra i quattro headliners, erano quelli che mi interessavano comunque meno. dopo la comparsata con i foo, l'interesse si è alzato. la band ,secondo me, non ha suonato male peccato un axel in forma pessima. sembravo io quando nell'88 , dopo una copiosa bevuta di alcolici, provavo a cantare i loro pezzi in falsetto. mi risulta veramente capire perchè abbiano suonato 3 ore e mezzo infilandoci millemila cover. azz, suona tutto appetite, mantieni la voce e fai contenti i fan. deluso nel 90 e deluso nel 2018 questione festival: area molto bella, non ho avuto particolari problemi col personale e nel deflusso, mi bevevo un paio di birre post concerto ma alcune cose non tornano. 1- troppe poche band e pause troppo lunghe per il cambio palco 2- aree "doccia" troppo contenute 3- in un festival, mannaggia la pupazza, non puoi non dare un braccialetto ed obbligare una persona a rimanere sotto il sole tutta la giornata. comunque, nel complesso, positivo, aver visto 5 band fenomenali ed in forma all'opera, è sempre un piacere. poi aggiungo il piacere di aver conosciuto altre persone di metallized ed il voto si alza.
Area
Mercoledì 20 Giugno 2018, 9.37.40
3
Ormai sono 4 anni che non vedo concerti in favore di Dj Set, ma In effetti i Guns mi sarebbe piaciuto vederli! A giudicare dall'articolo tutto é andato per il meglio.
un max diverso
Mercoledì 20 Giugno 2018, 8.31.39
2
dire di Frank Ferrer che "non sbaglia neanche un sedicesimo" fa pensare che il recensore al concerto non ci sia andato... Ferrer è il peggior batterista che abbia mai sentito in vita mia, cambia la velocità di preticamente tutti i pezzi, va fuori tempo in tutti, e ripeto TUTTI gli stacchi, non ha tiro, ha un suono di batteria talmente pessimo che al confronto la batteria di St. Anger è un capolavoro. Steven non sarà in forma e non sarà troppo affidabile ma sono convinto che i suoi 49 tentativi di suonare Civil War ai tempi delle registrazioni di UYI 2 fossero di un livello superiore a quello di Ferrer.
Metal Shock
Mercoledì 20 Giugno 2018, 1.33.22
1
Now she's out of time The beast inside has come alive In the midnight hour She's such a wild child By the call of night Howling at the moonlight Hear the cry She's such a wild child
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