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Impellitteri - Screaming Symphony
( 2182 letture )
Impellitteri, oltre al monicker della band in questione, è il cognome del chitarrista che ha avviato questo progetto nel lontano 1986, seguendo i dettami imposti nel periodo dal virtuoso shredder neo-classico Yngwie J. Malmsteen. L’avvio della band segue una linea molto simile alle proposte dei Rainbow, visto anche l’iniziale coinvolgimento di Graham Bonnet, singer sostituto di Ronnie James Dio alla corte di Ritchie Blackmore nel 1979. Dopo una demo autofinanziata e prodotta dallo stesso Chris Impellitteri, la band esordisce sotto Relativity Records con Stand in Line; al disco partecipa dietro le pelli Pat Torpey, famoso in seguito per essere il batterista della ben più famigerata band Mr. Big. Malgrado la buona qualità della registrazione, le critiche arrivarono sino a denunciare il plagio alla band dell’arcobaleno, vista l’evidente ispirazione del songwriting di Impellitteri. Con il passare degli anni, il sound della band si è evoluto verso un heavy metal più classico, sopraggiungendo al decimo anno di carriera con il quarto album, il qui presente Screaming Symphony nel quale figura il solo Chris come membro originario. Per quanto i cambi di line-up inficino sempre la stabilità di una band, il monicker e il songwriting esclusivo del guitar-hero Chris non hanno mai reso queste sostituzioni così problematiche e penalizzanti come accaduto invece nella maggior parte delle altre band nella stessa situazione.

L’apertura del disco è affidata a Father Forgive Them, brano tipicamente inquadrato nell’accezione più classica dell’heavy metal. Il riffing è quadrato e roccioso, non eccessivamente vario e trascinante nella sua semplicità. Su di esso spicca, come intuibile dal monicker della band, l’ottimo estro solista di Chris Impellitteri in un assolo di grande livello: furiosa pennata alternata, rallentamenti e accelerazioni e una sostanziosa sezione in sweep picking come Dio (leggasi Jason Becker) comanda. Proseguendo nell’ascolto, il canovaccio della band non muta più di tanto: le vocals avvolgenti di Rob Rock snocciolano testi di chiara derivazione heavy ottantiana, le tastiere di Ed Roth si concentrano principalmente a intessere la ritmica con basso e batteria, concedendosi talvolta un paio di battute soliste come in I’ll Be with You. Nei trentatré minuti della registrazione, tuttavia, le orecchie sono puntate sul lavoro solista di Chris Impellitteri, vero mattatore -oltre che songwriter- della band. Congiungendo la semplicità travolgente dell’heavy metal e i tecnicismi solisti ispirati a fior fior di shredder, crea un connubio di alto livello che riesce a non stufare l’ascoltatore e, al contempo, ad esaltarlo durante gli assoli. Per gli amanti del virtuosismo, il brano più elettrizzante è sicuramente la strumentale 17th Century Chicken Pickin’, che esalta la grandiosa capacità di Impellitteri con la pennata alternata e il palm-muting; al contempo, lo stesso tastierista Ed Roth viene messo in mostra durante alcune sezioni sovrapposte e condivise al chitarrista. Sweep picking, string skipping e il chicken pickin’ la fanno da padrone in una proposta dalla durata di poco più di due minuti, in grado di chiarificare le capacità tecniche dei musicisti coinvolti nel progetto. Nella controparte degli amanti dell’heavy metal, la seguente Rat Race può tranquillamente ottenere lo scettro di brano più riuscito del lotto: il refrain azzeccatissimo e una struttura incalzante intessono una canzone di alto livello, in cui l’assolo beckeriano è solo la ciliegina sulla torta. La chiusura è affidata a You Are the Fire, brano che possiede un refrain perfettamente cucito sugli acuti di Rob Rock, vocalist che ha rappresentato gli Impellitteri in quasi tutti i suoi album e ha raccolto molto meno successo di quanto la sua ugola si sarebbe meritata.

In conclusione, ci troviamo di fronte a un disco complessivamente di buon livello. Una produzione accurata e una prestazione strumentale esente da imprecisioni rendono questo Screaming Symphony un album piacevole sia per gli amanti dell’heavy metal classico, sia per gli intransigenti estimatori della tecnica chitarristica a profusione. Proprio per questi motivi, il quarto album degli Impellitteri possiede pregi e difetti che lo mantengono bilanciato in una “semplice” valutazione intermedia: le sezioni soliste di chitarra e tastiera, accompagnate da un canovaccio ritmico di buona fattura, esaltano quasi sempre l’ascoltatore e fanno lievitare un voto che, fosse stato esclusivamente basato sulla semplice derivazione della melodia portante, sarebbe decisamente inferiore. Con il suo quarto album, Chris Impellitteri si conferma dunque ottimo esecutore solista, degno chitarrista ispirato al leggendario Jason Becker e amante delle sonorità malmsteeniane. A fronte di una prova tecnicamente ineccepibile, rimane però il rimpianto che a questo lavoro non sia stato associato un songwriting ritmico meno classicista e derivativo. Se così fosse stato, allora staremmo parlando di un voto sensibilmente più alto.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
81.8 su 5 voti [ VOTA]
guitarmadness80
Domenica 3 Maggio 2020, 9.14.43
3
Altro bellissimo album di questa grande ma poco conosciuta band. I brani mettono addosso una carica notevole, in particolare la strepitosa "Rat Race". Chris Impellitteri sempre grande, bravissimo Rob Rock (anche se io preferisco Graham Bonnet) e tutta la band di livello altissimo. Voto personale 82.
ste
Sabato 19 Novembre 2016, 13.09.46
2
Niente da dire sulla tecnica di Impellitteri , e' in quanto a songwriter che ilnostro mostra le sue lacune. Non concordo col recensore sul cantante che secondo me ha raccolto invece quanto meritato; la sua prova appiattisce ancor di piu' un lavoro che gia' di suo non brilla per originalita'. Miglior canzone, anche per me, "17th century chicken pickin". Voto: 50, non sono mai riuscito ad ascoltarlo piu' di tanto sebbene amante dei guitar hero.
LAMBRUSCORE
Sabato 18 Ottobre 2014, 19.04.40
1
Possibile che nessuno su questo sito caghi questo grande chitarrista? Non mi ero accorto della recensione, è un disco che dovrò riascoltare per giudicare bene, però ricordo che ho sempre preferito Eye of the hurricane, su tutti.
INFORMAZIONI
1996
Victor Entertainment
Shred/Metal
Tracklist
1. Father Forgive Them
2. I’ll Be with You
3. Walk Away
4. Kingdom of Light
5. Countdown to the Revolution
6. 17th Century Chicken Pickin’
7. Rat Race
8. For Your Love
9. You Are the Fire
Line Up
Rob Rock (Voce)
Chris Impellitteri (Chitarra)
Ed Roth (Tastiere)
James Amelio Pulli (Basso)
Ken Mary (Batteria)
 
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