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Paramnesia - Paramnesia
( 992 letture )
È difficile tracciare la biografia dei Paramnesia, progetto black metal atmosferico di Strasburgo, dai forti connotati ”cascadian”. Attivi dal 2005, hanno da sempre pubblicato materiale ad offerta libera sulla propria pagina di Bandcamp, caratterizzandosi per un numero costante e progressivo di brani anonimi, che aumenta col passare delle release. L’anno scorso hanno partecipato, con il loro terzo brano, ad uno split assieme ai tedeschi UNRU. La differenza fra le due band è stata palpabile fin dai primi minuti della produzione, nonostante la condivisione dello stesso spazio: i tedeschi hanno dei lineamenti più marziali, con cacofonie e rumoristiche industriali a metà strada fra il crust/hardcore e il black metal più furioso. I nostri invece puntano su un’organizzazione più lineare del brano, con gli screaming sempre posti in comunicazione con i blast beat.
Paramnesia equivale al flusso creativo che sta dietro all’unica persona che risponde al nome di Pierre Perichaud. Possiamo però dire che la band è quasi in seconda posizione rispetto agli altri suoi exploit artistici: Pierre, oltre che ad essere anche l’autore delle copertine degli album, è infatti anche il fondatore della Business For Satan, etichetta indipendente d’illustrazione che negli ultimi anni sta curando gli artwork di tantissimi progetti sulla soglia dell’underground.
E infatti quello che non può essere acquistato con il free download è il bellissimo pannello apribile che racchiude il vinile di questo full-length: uno splendido cartonato nero dove, a mo’ di ante d’organo, si spiegano due pannelli che indicano i titoli delle due tracce: IV e V.
È abbastanza complicato tentare di descrivere quello che a parole spicciole potrebbe essere un genere di musica ripetitivo quanto scontato, uno stile che non ha nulla da aggiungere ai capolavori dei vari Wolves in the Throne Room, Fauna o Ash Borer.
Queste due tracce (da venti minuti l’una) sono brani che vanno ascoltati nella loro interezza, perché si possa apprezzare la genuinità dei progetti minori; quella genuinità dell’arte che prende dai classici e rielabora in sostanza personale; quella genuinità che viene valorizzata anche perché contestualizzata in una cornice diversa, mi verrebbe da dire quasi regionale.
Ed ecco che apprezzeremo il pianoforte e le chitarre acustiche che tracciano i primi bozzetti di un pallido post-rock che poi partorirà grossi flutti di riff distorti e agglomeranti. I blast beat sono furiosi e perfettamente in linea con i lontanissimi screaming, pieni di eco e disperazione; le zanzarose melodie che fuoriescono dagli overdrive non hanno più quell’impronta grezza degli esordi e, sebbene mantengano ancora una superficie scarna e scheggiata, acquisiscono una certa pulizia generale, finalizzata a comprendere tutte le sfumature sonore. Le atmosfere diventano tremende oltrepassata la prima metà del brano, dove i riff si caricano di tensione e i colpi sul rullante raddoppiano per enfatizzare i gorghi sonori.
Con analoga violenza inizia anche V, seconda facciata del vinile, dai quali solchi escono i furiosi riff in tutta la loro ripetitività seriale che cresce e si sviluppa in minime variazioni, imprevedibili e impercettibili, come quando si è in mezzo al caos della tempesta.
Altri passaggi di forte drammaticità sono tangibili verso la metà del brano, dove gli uragani si calmano ma la tensione è ancora densa. Le fortissime urla lasciano spazio anche a momenti più groove e incalzanti, di tipica impronta progressiva “cascadian”. La batteria raddoppia le conclusioni dei propri cicli sfuriando sul rullante in quello stesso modo sciamanico che si può sentire nelle ultime fatiche dei Fauna.
C’è tempo per un’ultima manciata di attimi in mezzo al trambusto più caotico, per poi riprendere fiato fra gli arpeggi semi acustici. Un fiato che a mano a mano verrà a mancare fino a poi spegnersi, il requiem dei tamburi e la disgregazione acustica segna un naufragio avvenuto in tutto e per tutto.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Les Acteurs de l’Ombre Productions
Black
Tracklist
1. IV
2. V
Line Up
Pierre (Tutti gli strumenti)
 
RECENSIONI
 
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