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Cruachan - Blood for the Blood God
( 1418 letture )
Dopo tre anni dall'ultimo Blood on the Black Robe e dopo diversi cambiamenti di line-up tornano i Cruachan, pionieri irlandesi del folk metal estremo.
Blood for the Blood God (titolo che non ha niente a che fare con Warhammer, ma che si ispira piuttosto alla divinità celtica Crom Cruach) è il settimo album della loro carriera ed il primo sotto Trollzorn records, etichetta specializzata nel folk e pagan metal underground di cui i Cruachan sono diventati una delle band di punta.
Blood for the Blood God, secondo capitolo della Blood Trilogy, riparte da dove Blood on the Black Robe ci aveva lasciato, cioè da un riavvicinarsi da parte della band al metal estremo delle origini. Con quest'ultimo lavoro, però, i Cruachan tornano a dare un maggior risalto alle parti folk, portate avanti, come di consueto, da archi, whistle e da diversi strumenti a corda acustici. Si tratta di un folk che spesso non si limita ai cliché più noti della musica irlandese che tutti conosciamo, ma che si ispira anche ad una musica più antica dei motivetti otto/novecenteschi a cui siamo abituati, con un suono più grezzo ed oscuro che in alcuni brani ricorda addirittura la musica medievale.
Le tematiche sono ovviamente quasi esclusivamente incentrate sulla tradizione e sulla storia irlandese. Tra queste, particolarmente interessante è The Sea Queen of Connaught, ispirata alla figura di Grace O'Malley, donna vissuta nel 1500 e diventata, alla morte del padre, regina dell'Umaill e capo del clan Ó Máille. Una donna testarda, risoluta, carismatica ed interessata fin da ragazzina agli affari del padre, che possedeva un'importante flotta commerciale. Da molti considerata una sorta di piratessa, Grace O'Malley è una delle figure di spicco della storia e del folklore d'Irlanda. È infatti protagonista di diverse canzoni popolari basate sulle sue gesta, reali o presunte, ed ispirate alla spregiudicatezza e alla temerarietà con cui affrontava i frequenti scontri di potere con le famiglie rivali.
Una delle eccezioni è invece Beren and Luthien, brano basato su due dei personaggi più noti del Silmarillion di Tolkien, scrittore particolarmente amato da Fay e frequentemente omaggiato dai Cruachan nei loro album.
Tornando all'aspetto musicale, è apprezzabile come, in questo full-length, le parti metal e quelle folk siano sorprendentemente ben amalgamate, una novità per la band, che nella sua storia ci ha abituato a stacchi netti e repentini tra le parti metal e le parti folk dei brani. Qui, invece, il passaggio tra metal estremo e folk suona nella maggior parte dei casi fluido e naturale, con i vari strumenti tradizionali che si integrano perfettamente con le loro controparti moderne. I whistle non risultano mai fastidiosi o fuori luogo (a parte forse in Beren and Luthien), ed il violino ha un suono decisamente migliore rispetto agli ultimi due lavori. Inoltre, si fa notare il contributo del nuovo batterista, l'argentino Mauro Frison, dato che la sua prestazione aggiunge varietà, forza e pathos ai brani.
Purtroppo, Blood for the Blood God non è esente da difetti, il più invalidante dei quali è, così come per Blood on the Black Robe, l'eccessiva ripetitività, soprattutto nelle linee vocali: le stesse melodie e le stesse ritmiche vengono ripetute allo stremo e sono molto simili anche tra un brano e l'altro.
Da citare come brani più riusciti la titletrack Blood for the Blood God, pezzo piuttosto epico che passa con naturalezza da parti più black ad altre più folk e che viene arricchito dalla presenza di una voce femminile di sottofondo e da un mandolino il cui suono malinconico ricorda quasi il nostro meridione. Altro punto forte è The Marching Song of Fiach Mac Hugh, riuscita rivisitazione di un brano tradizionale, che viene reso particolarmente bellicoso ed incalzante soprattutto grazie ad i cori ed alle percussioni. Interessante è anche Prophecy, brano estremo, epico e cupo, arricchito da diverse variazioni che dirigono i riflettori di volta in volta su violino e tastiera, batteria e basso, chitarre e mandolino. Infine, Gae Bolga è un bel brano strumentale dall'aria medievaleggiante che amalgama perfettamente folk e metal.
Se il livello fosse stato questo per tutti i brani, Blood for the Blood God si sarebbe guadagnato un voto più alto senza grossi problemi. Purtroppo, però, i restanti pezzi sono fin troppo ripetitivi e, nonostante diversi spunti interessanti, finiscono per risultare ben presto noiosi.
In sostanza, Blood for the Blood God è lontano dai picchi di qualità ottenuti dai Cruachan con Folk-Lore e Pagan, i due album meno estremi ma anche meglio riusciti della band irlandesi. Rispetto a Blood on the Black Robe, però, si può notare un netto passo avanti, con alcuni brani efficaci che sicuramente faranno la loro porca figura in sede live.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
82.25 su 8 voti [ VOTA]
Edoom
Sabato 24 Gennaio 2015, 11.37.52
4
A me è sembrato banale, scontato e noioso. Si ripetono senza neanche farlo bene. Le canzoni sono povere di idee e non hanno un minimo di groove o pathos. E la voce di Fay non è mai stata così sottotono. Per me è brutto almeno quanto Blood on the Black Robe. Purtroppo per loro è da un bel po' che non ne azzeccano una completa.
Theo
Giovedì 22 Gennaio 2015, 19.47.19
3
Concordo al 100% con la rece... Non fa schifo (e ci mancherebbe altro vista la loro storia), ma è noiosissimo. E veramente da un gruppo con un passato come il loro, e attivo soprattutto da quasi venticinque anni (25), è lecito aspettarsi molto molto di più... Ma in particolare è lecito aspettarsi di riconoscerli, che abbiano uno stile immediatamente distinguibile, cosa che sfortunatamente non ho quasi mai trovato in nessuno dei loro lavori. Probabilmente non fanno per me e (escluso il bel -anche se grezzo- debutto) non lo faranno mai. Pace.
Michele
Mercoledì 21 Gennaio 2015, 18.39.40
2
Non so che dire. Per me è stato uno dei migliori dischi del 2014, sicuramente superiore ad altri dischi della band. Mi piace tutto, dall'inizio alla fine, per me è un bel 85.
Ciccio
Mercoledì 21 Gennaio 2015, 13.12.07
1
È un album che scorre tranquillo. Non eccelle ma non è male. Un 70 per me è il voto ideale.
INFORMAZIONI
2014
Trollzorn Records
Folk
Tracklist
1. Crom Cruach
2. Blood for the Blood God
3. The Arrival of the Fir Bolg
4. Beren and Luthien
5. The Marching Song of Fiach Mac Hugh
6. Prophecy
7. Gae Bolga
8. The Sea Queen of Connaught
9. Born for War (The Rise of Brian Boru)
10. Perversion, Corruption and Sanctity - Part 1
11. Perversion, Corruption and Sanctity - Part 2
Line Up
Keith Fay (voce, chitarra, tastiere, piano, bodhran, bouzouki, mandolino percussioni)
Kieran Ball (chitarra)
Eric Fletcher (basso)
Mauro Frison (batteria, percussioni)
John O'Fathaigh (tin whistle, low whistle, percussioni)
John Ryan (violino, violoncello, basso ad arco)

Musicisti ospiti

Barbara Allen (voce)
Alex Shkuropatsky (cornamuse galiziane)
 
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