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Omen - The Curse
( 2008 letture )
Periodo veramente d’oro quello che va dall’83/’84 all’86/’88, forse il migliore in assoluto per qualità media e vivacità della scena. Nello sterminato firmamento dell’heavy brillavano infinite stelle. Alcune lo facevano per un solo istante per poi spegnersi per sempre, altre erano destinate a continuare a farlo fino ai nostri giorni come astri che sembrano non voler mai finire di risplendere, ed altre ancora sembravano poterlo fare, ma al contrario non sopravvissero al loro sfavillio iniziale per il tempo che avrebbero potuto. In quest’ultima categoria, nella quale ricadono centinaia e centinaia di nomi, sono forse da annoverare gli Omen, almeno proprio fino a The Curse ed a dispetto del fatto che risultano ancora attivi. Ovviamente con una formazione diversa da quella qui all’opera, soprattutto a causa della dipartita di J.D. Kimball, loro storico cantante.

The Curse chiude il periodo migliore del gruppo ed un trittico veramente di altissimo livello, cominciato con Battle Cry, proseguito con Warning of Danger e chiuso appunto da The Curse. Basando la loro proposta sul lavoro di composizione del chitarrista Kenny Powell -autore anche di assoli sempre molto solenni e redditizi- e sulla voce di J.D. Kimball, un cantante capace di dare un timbro perfettamente equilibrato tra epic ed heavy, gli Omen non mancavano di trarre grandissimo giovamento dal drumming adeguato di Steve Wittig, ma più ancora dalle linee di basso di Jody Henry. Un elemento, quest’ultimo, spesso sottovalutato quando si è trattato di analizzare l’opera della band di Los Angeles, il quale invece risaltava particolarmente in varie occasioni, come ad esempio in At All Cost, peraltro uno degli episodi meglio costruiti di questo lavoro. The Curse rappresentava in un certo qual modo l’affinamento del lavoro dei due dischi precedenti, perdendo qualcosa magari in termini di immediatezza, ma guadagnando altrettanto in maturità e scorrevolezza della proposta. L’album presentava episodi piuttosto vari al suo interno, almeno considerando il suo ambito di appartenenza, passando da situazioni più marcatamente epiche declinate in salsa americana come Teeth of the Hydra, ad altri più heavy (ma sempre col tipico tocco alla Omen) quali Kill on Sight, la title-track, la già ricordata At All Cost, poi Destiny e la luciferina Bounty Hunter. Un po’ a cavallo tra i due stili risultava S.R.B., una della canzoni meglio strutturate, con al suo interno un cambio di ritmo molto notevole per pathos generato. Di converso, assolutamente evocative si delineavano Holy Martyr ed Eye of the Storm, giocate su ben altre corde, ma non per questo meno pesanti, solo utilizzando una chiave diversa per arrivare al pubblico così come -perché no?- faceva anche la strumentale The Larch posta in chiusura, non certo lunga, ma anch’essa abbastanza in grado di creare un certo clima musicale.

The Curse costituisce il capitolo finale di un trittico di dischi tutti di altissimo livello, da parte di una band che a posteriori (ma anche “in diretta” se è per questo) è da considerare come tra quelle più importanti del filone a cavallo tra l’epic e l’US power metal, che tante soddisfazioni diede agli ascoltatori del tempo e tante continua a darne anche dopo vari lustri. Qualche cambio di formazione e di stile, con il successivo Escape to Nowhere che non può essere classificato esattamente come il loro miglior lavoro ed il successivo scioglimento, prima della reunion del 1996 ed un’attività tuttora in corso, pur sottotono rispetto al loro miglior periodo, sono gli elementi che chiudono il cerchio della loro carriera. The Curse è stato ristampato proprio nel 1996 (che caso) con le bonus tracks di prammatica, in questo caso costituite dall’intero EP Nightmares dell’87, ed a risentirlo adesso conserva ancora tutta la sua carica di classe e di raffinata pesantezza messe in mostra al tempo della sua uscita. Gli Omen sono un altro esempio di gruppo -ed è una schiera immensa- che non ha avuto i riconoscimenti che avrebbe meritato, ma per chi non l’avesse già, può rendere loro parzialissima giustizia procurandosi questo lavoro. Soldi sicuramente spesi bene.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
jaw
Domenica 11 Febbraio 2018, 16.47.17
9
Uno dei migliori degli Omen, le accentuazioni epiche secondo me sono meno evidenti che nel debutto, ma di quelli targati '80 solo escape to nowhere e' da evitare. Non ricordo bene ma in questo disco c'è' una canzone dedicata all incidente dello Shuttle
Sandro70
Martedì 12 Dicembre 2017, 10.50.06
8
Album capolavoro e eye of the storm una delle canzoni più belle di tutti i tempi.
Raven
Martedì 12 Dicembre 2017, 10.29.37
7
Certo che ho ascoltato. Sono... coevo
Sal Des
Martedì 12 Dicembre 2017, 10.11.30
6
Raven;...se sei un appassionato defender, ti consiglio di ascoltare il loro potente,selvaggio e evocativo epic sound.....ne vale la pena!....fidati!....sempre che tu non l'abbia già fatto!.....😉💪👍👍Specialmente di questi 3 album manifesto !
Sal Des
Lunedì 11 Dicembre 2017, 15.41.45
5
Metallo:...concordo in pieno con quello che hai commentato👍....band così ...con quella line/up....non se ne trovano più! ...RIP J.D.Kimbal. ......altra ugola di acciaio! Oggi la band continua nel suo attivo ma difficilmente riuscirà a eguagliare....I primi veri Omen....quelli Battle Cry,Warning of Danger e il capolavoro epic/true metal The Curse.......Grande trilogia defender!
Sal Des
Lunedì 11 Dicembre 2017, 15.28.04
4
Ecco un 'altra band che ho adorato (e adoro).....Omen...band fondamentale per chi come me è un defender dipendente....sa di cosa sto parlando...: complimenti alla recensione...mai così azzeccata per una band che non ha avuto quella fortuna e fama rispetto ai colleghi (Manowar,Virgin Steele,Metal Church,Maiden ecc....)...Ma che restano la punta di diamante cromato delle true/metal made in USA anni '80....tonalita' epiche e arcane....riff e assoli in scuola Maideniana alternato a un tellurico Us Power(completa il tutto la voce personalissima di J.D.Kimbal graffiante ma evocativa allo stesso tempo!....Leggendari true/Metallers! ....voto 90
raven
Mercoledì 15 Aprile 2015, 16.29.28
3
Band indubbiamente da conoscere.
metallo
Lunedì 30 Marzo 2015, 23.27.39
2
Mi ero scordato di citare una delle mie preferite di questo lavoro cioe' At All cost, che incomincia come una simil-ballad, ma che poi la sezione ritmica riprende la moto , monta in sella e comincia ridare gas come si deve, veramente ben fatta, ma in genere tutto l'album scorre che e' meraviglia, fantastica anche Eye of The Storm, espressivamente struggente ed evocativa, epicita' assoluta che fa sognare. Metal epico ottantiano da sogno.
metallo
Lunedì 30 Marzo 2015, 22.27.00
1
Bella recensione e album bello e sorprendente, mi piace molto la titletrack, dove e' lampante la forte influenza maideniana non solo nella somorita' e nella parte ritmica ma anche nella voce carstteristica del compianto Kimball, qui capace di tirare fuoti un tono che e' il miglior ibrido tra un Dianno piu'rabbioso del solito e la potenza della migliore scuola canora americana di quel petiodo, molto belle e ben eseguite e interpretate anche Theeth of the Idra, dove e' stesa una corposa e densa base metal di base che accompagna una linea melodica perfetta e convincente a mio avviso, belle e ben costruite anche la 4 e la 5, con bei cambi di ritmo e una voce ispirata a dovere, e dove tornano a farsi risentire piacevoli rimembranze maideniane.Io avrei messo pero ' l'ultima treccia come intro del disco e avrei concluso con un brano piu' ad effetto epico e potente.Album vecchia scuola, un cult del genere a mio parere.Grande band, che come il suo simbolo , il serpente, ti inietta un veleno particolare, che non uccide ma contiene metallo fuso, che fa scapocciare ore intere, grazie alle potenti, emozionanti e vibranti ritmiche che trasmette. Voto giusto, album piu' maturo ma pur sempre incisivo e convincente, anche per me 88.
INFORMAZIONI
1986
Metal Blade Records
Heavy/Epic
Tracklist
1. The Curse
2. Kill on Sight
3. Holy Martyr
4. Eye of the Storm
5. S.R.B.
6. Teeth of the Hydra
7. At All Cost
8. Destiny
9. Bounty Hunter
10. The Larch
Line Up
J.D. Kimball (Voce)
Kenny Powell (Chitarra)
Jody Henry (Basso)
Steve Witting (Batteria)
 
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