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Landscapes - Modern Earth
22/04/2016
( 832 letture )
Capita, a volte, di approcciarsi a band descritte come appartenenti ad un determinato genere musicale, per poi accorgersi che in realtà suonano tutt'altro o quasi; è stata esattamente questa l'esperienza vissuta con gli inglesi Landscapes: descritti come band hardcore punk, si sono in realtà rivelati tutt'altro tipo di band, dal momento che suonano una sorta di alternative metal con chitarre mai eccessivamente pesanti, qualche passaggio atmosferico e linee vocali divise fra scream e voce clean; di punk o hardcore, in tutta sincerità, manco l'ombra. Formatisi nel 2009 a Somerset, Regno Unito, hanno già rilasciato un EP nel 2010 ed un full-length nel 2012, intitolato Life Gone Wrong, dove hanno messo in mostra la loro visione alquanto cupa della vita, basata sull'assunto che le numerose avversità della realtà quotidiana, ormai, schiacciano l'essere umano. Nulla di particolarmente originale, sia chiaro, ma l'amarezza di tale visione ben traspare dall'oscurità delle sonorità offerte dai nostri.

In questo secondo album, tuttavia, l'atmosfera cupa e malinconica non basta anche a dar vita ad un album pienamente convincente: Modern Earth, secondo lavoro in studio, possiede infatti alcune buone qualità e lati positivi, ma in generale ci risulta eccessivamente monocorde e non del tutto convincente. L'inizio, affidato all'atmosferica Mouths of Decadence, sembra disturbare sonorità scandinave alla Dismember, ma la prima, vera traccia, Observer, fa subito sorgere qualche dubbio: se i riff sono abbastanza interessanti, le linee vocali in scream del pur bravo Shaun Milton sono piatte e, praticamente, tutte uguali nei due minuti di durata. Si capirà ben presto, infatti, come detto, che proprio la monotonia, in particolare delle parti del frontman, risulta il principale tallone d'Achille di Modern Earth. Death After Life replica esattamente i pregi ed i difetti di Observer, dal momento che le chitarre tessono una trama ben costruita in sottofondo, ma le linee vocali affossano rapidamente il tutto. Si dirà che il genere suonato (ma qual è poi? Sicuramente non hardcore!) non ha mai avuto fra le sue caratteristiche la grande varietà, ma qua si ha davvero un'eccessiva staticità. Per avere una canzone un po' diversa bisogna infatti saltare a piè pari Embrace e puntare dritti su Remorser, più lenta e melodica, con il cantante che si cimenta stavolta in una prova dalla voce pulita. Niente di trascendentale, ma il crescendo strumentale ed atmosferico centra finalmente il suo bersaglio. Neighbourhood ripropone invece gli stilemi tipici del sound dei Landscapes, ma, ad esser sinceri, risulta più convincente delle prime tracce del lavoro, probabilmente perché, finalmente, i nostri si decidono a variare un minimo il ritmo delle linee vocali. Escapist rispolvera viceversa l'andamento lento ed oscuro di Remorser, ma stavolta è lei a convincerci meno, nonostante le chitarre facciano come sempre un buon lavoro. Aurora non è altro che un intro parlata (e non particolarmente utile) per Radiance, che, ahinoi, ci riporta sulla piattezza delle prime tracce di Modern Earth, con parole sbraitate nel microfono e, onestamente, poco altro, dato che anche la base sonora, a questo giro, appare monocorde. Transient non eccelle, ma almeno non annoia ed è un peccato che quella che è forse la traccia migliore dell'album arrivi soltanto alla fine: Heaven Ascended è infatti un bel pezzo dalla prima parte più lenta e dalla successiva esplosione sonora, ottimamente interpretato dal cantante e dai musicisti. Troppo poco, comunque, per salvare Modern Earth.

Il nostro augurio, naturalmente, è quello che i Landscapes ottengano ogni tipo di riconoscimento e successo che desiderano. Difficilmente, però, a nostro giudizio, potranno ottenerlo producendo lavori tanto banali e banali, nei quali, in tutta sincerità, si fa fatica a distinguere certe tracce dalle altre. E' un peccato, peraltro, che tanta monotonia vada ascritta principalmente alle parti vocali di Shaun Milton, che è un bravo cantante ed interprete, quando soprattutto i chitarristi, che pure non fanno nulla di eclatante, compongono spesso interessanti trame sonore. Che dire, speriamo di risentirli presto con un album più convincente.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Pure Noise Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Mouths Of Decadence
2. Observer
3. Death After Life
4. Embrace
5. Remorser
6. Neighbourhood
7. Escapism
8. Aurora
9. Radiance
10. Transient
11.  Heaven Ascended
Line Up
Shaun Milton (Voce)
Kai Shelton(Chitarra)
Martin Hutton (Chitarra)
Tom Paulton (Basso)
Jordon Urch (Batteria)
 
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