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Timoria - 2020 SpeedBall
09/07/2016
( 3063 letture )
Nella prima metà degli anni '90 i Timoria erano ormai una realtà ben consolidata; il grande pubblico si era accorto di loro grazie al successo di Viaggio Senza Vento, il quale aveva dato alla band la meritata visibilità e le loro canzoni venivano trasmesse dalle radio: la cosa più logica da fare sarebbe sata seguirne le orme e comporre pezzi simili per "andare sul sicuro" e invece Pedrini & Co si presero un grosso rischio scrivendo l'album più pesante della loro carriera, il magnifico 2020 SpeedBall.
Certo, ai fan della primissima ora -quelli, per intenderci, che li seguivano dai tempi di Colori che Esplodono- la scelta stilistica risultò quantomeno spiazzante, ma come si fa a non amare questo disco? 2020 SpeedBall ci presenta un gruppo in forma come non mai, stupisce il livello qualitativo dei brani (già eccelso nel predecessore e per questo qui ancora più incredibile) e il sound che i Timoria tirano fuori, portandoli su un piano musicale di assoluto rilievo, sicuramente al top nel panorama nazionale di allora.

Il platter si presenta con una copertina molto diretta che vuole interpretare sia le droghe reali che quelle virtuali (Omar in effetti guardava con un po' di timore al potere di un internet allora agli albori della diffusione mondiale): il concetto risulta attualissimo ancora oggi, giustificando e dando corpo alle paure del leader, il quale provò a immaginare come si sarebbe presentato il mondo nel 2020, quando il suo primogenito avrebbe avuto la stessa età del padre al momento della stesura dei pezzi, iniziata nel '93. Purtroppo Pedrini si avvicina in modo inquietante alla realtà, la Terra è minacciata dall'inquinamento creato dai suoi stessi abitanti e quindi l'umanità dovrà cercare di rimediare prima che sia troppo tardi: Europa 3 vuole rappresentare l'ultima speranza del genere umano, una navicella partita alla ricerca di un nuovo pianeta in cui vivere e condotta da un pilota che nasconde tutti i timori derivanti dai pericoli che la missione porta con sé; si tratta di uno dei punti più alti mai raggiunti dai Timoria nella loro intera discografia, una perla amata in modo viscerale da tutti i fan del combo lombardo, preceduta da Duna Connection, breve intermezzo latineggiante che sembra eseguito dai Santana, a riprova della varietà dei pezzi. Restando in ambito ballad si fa notare anche Via Padana Superiore caratterizzata da una malinconica acustica seguita dalla chitarra elettrica e il cantato di Pedrini "sgraziato" al punto giusto, mentre Senza Far Rumore -più canonica per gli standard del quintetto- rimane una gemma di grande bellezza in cui Francesco Renga dà dimostrazione delle proprie incredibili doti vocali; i bresciani poi non disdegnano gli sperimentalismi sia con Dancin' Queen (il rapper qui è Illorca) che con un altro degli highlight dell'album, l'esotica Guru, un vero ciclone di note aperto da un inusuale sarod indiano e dal devastante drumming di Galeri. Come accennato sono le sonorità pesanti a farla da padrone tra i solchi del disco e ciò è palese non appena inizia 2020, in cui la chitarra di Pedrini giganteggia con un riff tanto semplice quanto efficace che strizza l'occhio al thrash, così come quello di Speed Ball, un'altra mazzata sui denti; ma è forse con Mi Manca l'Aria che abbiamo l'esempio più lampante della voglia di pestare da parte dei Nostri, infatti il pezzo oltre ad aprirsi con un giro di chitarra a dir poco epico e con la doppia cassa di batteria, presenta un inedito growling ad opera del tastierista Enrico Ghedi al quale si contrappone il cantato pulito della coppia Renga-Pedrini per una song di sicura presa. Guardando invece il lato meno estremo del platter spiccano Boccadoro -brano ispirato da un romanzo di Hermann Hesse- e la superba Sudamerica, pezzo di denuncia dove il sound della sei corde può ricordare quello tipico dei Cult. Mai così duro, mai così pesante il basso di Pellegrini dà la sveglia fin dalla prima canzone e insieme alla batteria di Diego Galeri forma una sezione ritmica spaventosa che plasma le canzoni dall'interno, aiutata anche dalla produzione di categoria superiore ad opera di Angelo Carrara, quantomai adatta alle tracce di 2020 SpeedBall.

Impossibile non citare praticamente tutte le composizioni di questo album clamoroso, che come accennato è appena al di sotto del leggendario Viaggio Senza Vento e rimane il preferito dello stesso Omar Pedrini: che dischi eccelsi ha saputo sfornare l'Italia in passato, a pensarci viene quasi il magone. Ma bando alla malinconia, tiriamo fuori dalla custodia 2020 SpeedBall e spariamoci in vena questo capolavoro dei Timoria: altro che sballo da droghe, questa musica fa viaggiare per davvero.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
90.41 su 24 voti [ VOTA]
Spice
Venerdì 9 Novembre 2018, 15.34.38
35
Disco orribile, pezzi incoerenti e mal prodotti. Classica ciofeca all'italiana.
jaw
Martedì 4 Settembre 2018, 9.30.30
34
La copertina e' da vomito, infatti I perati hanno bisogno del limone, sparando che Il bar sia chiuso cosi crepano.Meglio gli Stones di brown sugar, ma quello e' il disco della Levi's, non si sa simboli occulti del rock.il disco in questione è il solito rock italian mainstream, a me non piacciono ne loro ne i Litfiba, r il prog 70, riesce meglio per il retaggio rock italiano serio. Il rock oggi e ieri, quello vero? Basta vedere e sentire she keeps me up dei Nickelback. Ma finita la festa della notte precedente, troverai altri professionisti del rock che vi diranno: Che cazzo vi siete fumati?
Ilnuraminis
Lunedì 3 Settembre 2018, 12.52.12
33
Bellissimo,capolavoro!
Ciccio Benzina
Lunedì 3 Settembre 2018, 11.49.45
32
Pino Scotto sarà un rosicone ma è una persona libera a differenza di Renga che oramai è parodia di se stesso (i featuring con pezzali e nek sono di una tristezza inaudita).
Area
Venerdì 25 Maggio 2018, 12.34.01
31
Buon disco, molto ben prodotto quello si ma inferiore al precedente. Qui i Timoria provano in alcune canzoni ad essere un po più "metallici", credo anche a causa del fatto che in quel periodo Pedrini avesse prodotto due album agli In.si.dia e uno ai Distruzione. Un esperimento riuscito a metà secondo me, già con il successivo "Eta Beta" si cercherà di ritornare alla formula di "Viaggio senza vento" pur non rinunciando a qualche sperimentazione. Purtroppo secondo me qui già si percepiva che qualcosa si stava per rompere...
DF800
Venerdì 25 Maggio 2018, 10.56.32
30
Album da 100. Non credo sia neccessario aggiungere altro.
Swiffer Star Trek
Giovedì 26 Aprile 2018, 18.40.36
29
Che album gay
Dawson
Sabato 7 Aprile 2018, 15.02.05
28
Invece a me questo album non è mai piaciuto. Fatta eccezione per poche tracce accettabili, e per la ispirata Boccadoro, sembra davvero poco originale, pieno di idee mal arrangiate e con parti di chitarra e tastiera scandalose. Per non parlare di pezzi come 'Mi manca l' aria' (growling????) o della stessa Speedball, con quei cori gang inascoltabili e le tastiere fuori luogo che rovinano l'atmosfera ignorante e cattiva delle parti di chitarra (pur sempre poco originali). Distorsioni pesantissime, produzioni alla Pantera/Sepultura per dei pezzi rock che sanno di trash dalle prime note... Sperimentare ok, ma se si sperimenta male l'unica impressione che si ha è quella di un disco assemblato velocemente per questioni di contratto discografico. Le buone idee ci sono, mancano gli arrangiamenti, le strutture dei pezzi sono spesso incoerenti e diventano o eccessivamente prolisse/noiose strumentalmente o fuori luogo vocalmente. Ci sono intermezzi o brevi canzoni palesemente inserite come riempitivo e anche i pezzi più 'cazzuti' sono senza palle, vogliono essere rock ma non riescono. I brani più 'canonici' sono quelli meglio riusciti, e questa unione di poca originalità di fondo è di sperimentazione suonano male davvero. Lo trovo un disco troppo giustificato ma poco giustificabile. Insomma, meno rock di Viaggio senza Vento, meno bello, meno ascoltabile. Per me un 45 secco, che sale a quasi 50 solo per il tentativo di aggiungere qualcosa alla scena rock mainstream italiana. Pareri personali.
Nergal
Giovedì 20 Aprile 2017, 22.52.50
27
Classe,poesia,rock ecc ecc grandi altro che Game Over voto 100/100
Fly 74
Lunedì 18 Luglio 2016, 23.58.24
26
Questo, Storie per vivere e Viaggio senza vento sono tre pietre miliari del rock italiano. Se oggi ascolto Metal è perché da piccolo ascoltavo i Timoria. . . e i Litfiba.
MrO
Lunedì 18 Luglio 2016, 20.08.01
25
Bei ricordi e album stra-consumato e stra-suonato con gli amici. Bei tempi ...
Vitadathrasher
Mercoledì 13 Luglio 2016, 19.35.15
24
Anche se può restare sulle palle, Renga ha fatto la scelta obbligata per mangiare la pagnotta a fine mese. Qui le cose girano così....o fai la fine del rosicone pino scotto. Renga si è tagliato il pelo, 100 chili di lonze evvia bello e pronto per sanremo.
Rob Fleming
Mercoledì 13 Luglio 2016, 19.13.52
23
@VomitSelf: nel senso che ritieni che il Renga odierno sia migliore di quello dei Timoria?
VomitSelf
Mercoledì 13 Luglio 2016, 19.09.45
22
Grandissimo album a mio avviso. Quasi quasi me lo riascolto. Facendo finta che il cantante sia un pessimo omonimo del Renga odierno.
Rob Fleming
Mercoledì 13 Luglio 2016, 19.04.14
21
Francesco Renga penso che possa essere portato quale esempio massimo del perché il rock "duro" in Italia non potrà mai realmente attecchire. Una voce strepitosa, bella presenza, ottimo intrattenitore eppure da solista è di una noia sovraumana con canzoni di una pallosità disastrosa. Ci meritiamo Il Volo; quando tre ragazzi di vent'anni hanno quale massima aspirazione quella di cantare i classici della musica napoletana o le arie liriche con vocette tenorili come possiamo sperare che i Timoria o i Karma (chi li ricorda a metà anni '90) potessero avere un reale successo di pubblico?
Suarez
Martedì 12 Luglio 2016, 15.31.11
20
59 quest anno eh peccato per la champions
Mulo
Martedì 12 Luglio 2016, 15.09.55
19
Suarez tu invece sei un grande bomber
Suarez
Martedì 12 Luglio 2016, 14.41.27
18
Un talento sprecato insomma...
LAMBRUSCORE
Martedì 12 Luglio 2016, 14.36.52
17
@Suarez, giocava abbastanza bene, una vita a fare il mediano, col pistolino degli avversari in mano...basta, chiudo l'ot.
Suarez
Martedì 12 Luglio 2016, 14.34.03
16
Shahahhshs questa non la sapevo, e giocava bene?
LAMBRUSCORE
Martedì 12 Luglio 2016, 12.38.38
15
Anche per me Ligabue è stato dignitoso... come calciatore della Correggese, verso la fine anni '70 ,inizi '80, credo...
Radamanthis
Martedì 12 Luglio 2016, 11.54.35
14
Grande Muaro, citazione dei cartoons anni 80 memorabile!
Mauro Paietta
Martedì 12 Luglio 2016, 10.39.52
13
All'epoca sembrava che il rock avesse qualche chance in più di oggi, il rock per quanto cantato in italiano aveva un certo seguito e supporto anche da radio e TV, pure Ligabue era dignitoso fino al 1994, poi il tutto è collassato... Viaggio senza vento è più costante ed ha una identità maggiore, 2020 pur essendo carino (e all'epoca mi piaque) copia molto i Metallica del black album, basta sentire il sound e certi riff, ma il paragone è impietoso. Però quanti ricordi di quegli anni... Peccato che come per certi cartoni dei robottoni anni 80 è meglio mantenere il ricordo che riscoprirli con gli occhi e le orecchie di oggi
Macca
Martedì 12 Luglio 2016, 10.02.23
12
L'unico che ho ascoltato di questa band: avevo 12 anni e mia sorella nel periodo era andata in fissa con Timoria e altra roba che una sua amica batterista le passava continuamente. Bello, ma non li ho mai ascoltati con grande interesse: nello stesso periodo mi arrivarono alle orecchie il punk e il metal
Vitadathrasher
Domenica 10 Luglio 2016, 11.33.21
11
Le metterei nello stesso solco di vasco, queste rock band italiane spuntate negli anni 90, ottima musica rockeggiante, ma sempre nel segno italico e cantautorale. Ciò che manca è quella sensazione di "heavy" che a me piace sentire in una band che si dichiara, a livello di immagine, "dura" o pseudo "dura". Certo in questo paese viene considerata rock gianna nannini! In questo caso infatti, come dimostra la carriera di Renga, viene fuori la vera anima nostrana.......praticamente oggi scrive canzoni (le scrive lui?) solo per la propria amata e la famiglia.
Daniele
Domenica 10 Luglio 2016, 2.29.14
10
bei tempi quando in Italia c'erano band come Timoria,Estra,Ritmo Tribale,Marlene Kuntz che ancora vanno alla grande,Litfiba e altri . Mi piace l'ultima frase della recensione che riassume il tutto "questa musica fa viaggiare per davvero" . Voto 90 .
Screamforme77
Sabato 9 Luglio 2016, 17.58.21
9
Vedesi il mio commento su Viaggio senza Vento. Non ho niente da scrivere di diverso
Agnostico
Sabato 9 Luglio 2016, 15.32.35
8
Album che mi è sempre piaciuto moltissimo,al suo interno sono riscontrabili tante diverse influenze musicali e tutti i musicisti offrono una prestazione da applausi.Secondo me non è inferiore a Viaggio senza vento,anzi mi prende di più questo per via della sua maggior pesantezza.I successivi Eta beta e 1999 offrono qualche spunto interessante,ma sono inferiori.
enrisixx
Sabato 9 Luglio 2016, 14.11.06
7
grandissimo album. grande omar pedrini
Klunk
Sabato 9 Luglio 2016, 13.35.11
6
Disco della Madonna ascoltato fino al "frustamento "del dischetto pero'ascoltando le ultime troiate di renga e pedrini rimango di cacca ma.............,,,,
Metal4ever
Sabato 9 Luglio 2016, 12.25.30
5
Grandissimo disco! Pesante, ispirato e suonato da Dio!
Radamanthis
Sabato 9 Luglio 2016, 12.25.01
4
Rileggio il mio post n. 18 per Viaggio senza vento e mi ricollego in maniera naturale...Poco da aggiungere, potrei fare un copia incolla visto che il periodo era lo stesso, l'esperienza la stessa, le emozioni le stesse e le stesse qualità. Voto 94, disco top! Assoluto! Brividi e ricordi!
Mulo
Sabato 9 Luglio 2016, 12.15.58
3
Lambruscore sei un mito ah ah! La loro musica non mi piace ma Renga canta da dio...(no comment su quello che canta ora)
LAMBRUSCORE
Sabato 9 Luglio 2016, 12.11.10
2
Loro assomigliano ai gruppi hard rock...come i miei addominali somigliano a quelli di Cristiano Ronaldo...vacca che fisico che ho messo su ultimamente !!!!
M0RPHE01978
Sabato 9 Luglio 2016, 11.46.37
1
A suo tempo l'ho letteralmente consumato!
INFORMAZIONI
1995
Polydor
Hard Rock
Tracklist
1. Intro
2. 2020
3. Brain Machine
4. Senza Far Rumore
5. Speed Ball
6. Dancin' Queen
7. Sudamerica
8. Week End
9. Duna Connection
10. Europa 3
11. Mi Manca l'Aria
12. Via Padana Superiore
13. No Money, No Love
14. Guru
15. Boccadoro
16. Fare i Duri Costa Caro
17. Fino in Fondo
Line Up
Francesco Renga (Voce)
Omar Pedrini (Chitarra, Voce, Cori)
Illorca (Basso, Voce, Cori)
Enrico Ghedi (Tastiere, Voce, Cori)
Diego Galeri (Batteria, Cori)

Musicisti Ospiti
Beppe Cafazzo (Acid Voice su traccia 6)
Federico Sanesi (Percussioni su traccia 6)
Marco Tiberti (Sax su traccia 10)
Debi Prasad Gosh (Sarod su traccia 14)
Davide, Andrea, Roberta, Adri, Satiro, Angelo Carrara (Voci Sparse)
 
RECENSIONI
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