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In Vain (SPA) - IV
01/12/2017
( 201 letture )
Quella degli spagnoli In Vain è una storia come tante: un gruppo di amici che si ritrova a suonare le canzoni dei propri gruppi preferiti, fino al momento in cui emerge chiaramente la voglia di comporre materiale originale, per dare un senso a quella che troppo spesso rimane soltanto una passione inespressa. Così, dopo la pubblicazione di un paio di demo, arriva finalmente il primo album ufficiale, realizzato nel 2009 per conto della Santo Grial Records, un’etichetta spagnola molto attiva in ambito heavy e hard rock. Le cose rimangono perlopiù inalterate fino a dopo la pubblicazione del secondo album, In Death We Trust, datato 2012. L’abbandono del tastierista Pablo Fernández apre infatti la strada ad una line up formata da soli quattro elementi, lo stretto necessario, col cantante Daniel Cordón impegnato anche alla seconda chitarra; anche la direzione musicale si assembla più su speed e thrash metal che sull’heavy/power metal degli esordi, pur mantenendo intatta una certa struttura power metal di base che ancora oggi emerge chiaramente. Il terzo album, The Little Things That Matter, inizialmente autoprodotto, viene poi ristampato dalla Pure Steel Records e porta la band ad esibirsi con gruppi del calibro di Freedom Call, Astral Doors, Axxis e Steelwing. Nell’autunno 2017 viene messo sul mercato IV, anch’esso pubblicato in veste di autoproduzione.

L’inizio è promettente, ma con alcune note a margine che andremo a delineare. The IV Legion e Blood & Steel ci introducono all’album nella miglior tradizione heavy metal possibile, sulle orme dell’epic metal di manowariana memoria, influenza che riecheggia forte per tutto il corso del disco. Frozen Wings in certi riff ci porta alla mente addirittura gli Amon Amarth ed è innegabile che un pezzo come The Void Inside sia un omaggio al thrash metal dei Metallica e Megadeth degli anni d’oro, così come lo sono molti dei riff contenuti nell’album (la sezione centrale di A New Beginning è un altro esempio). Canzoni come To Be King, In Vain, Through Our Veins e la breve Assembled for War si fanno apprezzare, ma non risplendono mai del tutto di luce propria. Va meglio con The Huntress Legacy, ma certo non basta ad alzare il giudizio finale. La prestazione dei singoli è buona, a tratti anche encomiabile, seppur con qualche limite imposto forse dalla poca esperienza o più semplicemente dal fatto che fare musica a certi livelli non è cosa per tutti. La passione è tanta e si vede, ma la poca personalità espressa e la poca appetibilità della proposta rendono l’ascolto di IV non necessario, una sorta di compito che un normale ascoltatore non si sentirà mai tenuto a portare a termine.

Insomma, ad un primo impatto gli In Vain dimostrano di saperci fare, ma di essere allo stesso tempo ancora troppo legati agli stilemi del genere, troppo influenzati dai gruppi sopracitati. Non si riscontra nemmeno una gran volontà di rendere la propria proposta più originale e slegata dalle tante influenze che in questo nuovo disco emergono dal primo all’ultimo minuto. Ascolto consigliato ai soli amanti del genere, ma -lo ribadiamo- assolutamente non necessario.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
81 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Power/Thrash
Tracklist
1. The IV Legion
2. Blood & Steel
3. Frozen Wings
4. The Void Inside
5. To Be King
6. A New Beginning
7. In Vain
8. Through Our Veins
9. The Huntress Legacy
10. Assembled For War
Line Up
Daniel Cordón (Voce, Chitarra)
Daniel B. Martín (Chitarra)
Mario Arredondo (Basso)
Teo Seoane (Batteria)
 
RECENSIONI
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