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Infuriate - Infuriate
24/08/2018
( 698 letture )
Attivi dal 2015 e con alle spalle un demo passato in sordina nel 2016, gli Infuriate non sono propriamente un gruppo “nuovo” a tutti gli effetti. Sì, il nome è certamente nuovo e poco conosciuto, ma dentro troviamo nomi di musicisti tutt’altro che impreparati. Il progetto nasce infatti dalle menti di Jason Garza, Steven Watkins, Alan Berryman e Sterling Junkin, gente che vanta esperienze in gruppi come Sarcolytic, ID, Images of Violence e Whore of Bethelem tra le altre.

Con Juggernaut of Pestilence si entra subito nel vivo del lavoro e dello spirito che i musicisti han deciso di seguire; gli ascoltatori nostalgici di quel “brutal” di fine anni novanti/duemila che stravedevano per gruppi come Deeds of Flesh, Disavowed o magari nei primi Decrepit Birth, che saranno poi dei punti di riferimento, siamo certi che non potranno che apprezzare quanto fatto dagli Infuriate. Non solo in termini stilistici, ma anche per quanto riguarda la scelta dei suoni e della produzione; il feeling è quello dei primi anni duemila, con un basso udibile in ogni singolo passaggio e delle chitarre lontanissime dalla pomposità a cui ormai siamo abituati. Ma se questo potrebbe essere visto come un contorno, o come un qualcosa in più, è comunque nei brani che i nostri convincono: brani corti, d’impatto, con pochi riff ma validi e che non hanno la minima intenzione di perdersi in soluzioni stravaganti o inutilmente ricercate. Il continuo alternarsi di momenti brutali (a cui si sovrappone un’abilità tecnica mai invasiva e usata con intelligenza) ad altri più groove (Engastration), mettono in risalto non solo le abilità delle chitarre di Jason Garza e Watkins, ma anche uno stile vicino agli Hate Eternal (Only Pain Remains, Mori Terrae, Surrogate), riuscendo così a rendere una proposta “vecchia scuola” come più moderna e attuale. Aspettatevi insomma un lavoro di batteria incentrato su blast beat ed esecuzioni veloci ad opera di Sterling Junkin, un basso più che protagonista non solo a livello di produzione ma anche per quanto riguarda l’aspetto compositivo; non è infatti raro sentire Alan Berryman lanciarsi in qualche stacco. A conferma di quanto i nostri siano legati al passato, c’è anche la prestazione al microfono di Jason Garza, sicuramente più chiara di tante e lontana dalle voci ultra-gutturali che sicuramente oggi vanno per la maggiore, almeno in ambito death. Stile, artwork realizzato del sempiterno Jon Zig, farebbero pensare ad un’uscita che non avrebbe affatto sfigurato nei roster di Unique Leader Records o Sevared Records, ma dietro abbiamo invece la nostrana Everlasting Spews Records, che negli ultimi tempi sta regalando grandi soddisfazioni in ambito estremo; paradossalmente quindi, Infuriate, nonostante il grande attaccamento alla vecchia scuola, suona come una novità nel suo ambito perché riporta in auge uno stile che ormai non sembra affascinare più alcun gruppo, più intenzionati invece, anche con ottimi risultati, su un approccio più estremo e vicino a Disgorge, allo “slam” o ai tecnicismi esasperati.

Nei suoi circa trenta minuti di durata, l’omonimo debutto degli Infuriate conviene sotto aspetto; complice anche la durata, il disco si lascia volentieri ascoltare e riascoltare senza sosta grazie a delle capacità compositive di tutto rispetto; in fin dei conti, come detto ad inizio recensione, parliamo di un gruppo composto da musicisti ben navigati. Tra gli esordi meglio riusciti dell'anno. Da non perdere.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
68 su 3 voti [ VOTA]
Soulreaper
Venerdì 31 Agosto 2018, 21.01.49
1
Album godibilissimo, produzione perfetta e canzoni che si riascoltano ogni volta con piacere. Uno dei migliori dischi death che ho ascoltato di quest'anno. Concordo con il voto, anzi, ci aggiungo giusto un punticino in più!
INFORMAZIONI
2018
Everlasting Spew Records
Brutal
Tracklist
1. Juggernaut of Pestilence
2. Slaughter for Salvation
3. Collective Suffering
4. Engastration
5. Only Pain Remains
6. Matando
7. Mori Terrae
8. Surrogate
9. Cannibalistic Gluttony
Line Up
Jason Garza (Voce, Chitarra)
Steven Watkins (Chitarra)
Alan Berryman (Basso)
Sterling Junkin (Batteria)
 
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