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Sadistik Exekution - We are Death…Fukk You!
11/04/2020
( 804 letture )
La leggenda narra che il debutto dei pazzi australiani Sadistik Exekution, l’immortale The Magus, sia stato inciso nel 1986, con largo anticipo rispetto ai primi capisaldi di quello che poi sarebbe diventato il genere che conosciamo come death metal. Un disco deviato, rozzissimo, con una produzione ai minimi termini, insuperabile nel suo essere profondamente scorretto, insuperabile, pubblicato dalla Osmose solo nel 1991 a causa di supposti problemi economici del gruppo. Insuperabile…fino al 1994 quando i nativi di Sydney riemergono dai loro dungeon putridi con in mano un album diverso dal predecessore solo nella, chiamiamola così, raffinatezza della violenza, ossia l’infame We are Death…Fukk You!, che deve il suo titolo alla frase scribacchiata sul nastro spedito in Francia alla Osmose. Impossibile non restarne malsanamente affascinati: un sound tagliente, ritmiche velocissime intervallate da sulfurei rallentamenti pesanti come macigni, quasi ad abbracciare un’estetica doom\death, linee vocali affogate nel riverbero, intrecci di chitarra che squarciano i timpani ed infine addirittura degli accenti di basso alquanto eleganti travolgono l’ascoltatore. We are Death…Fukk You! sembra un’istantanea di una brutalità reale, sentita, distante eoni dall’interpretazione teatrale che ne daranno i gruppi moderni, o semplicemente quelli che non “vivono” lo stesso disagio quotidiano dei Sadistik Exekution nato e sviluppatosi tra annunci su Penthouse, ritagli di giornali locali, primi concerti scandalosamente approssimativi, tour europei all’insegna dell’imprevedibilità e degli infortuni fisici (provate a chiedere agli Impaled Nazarene ed agli Absu!), nonché di dosi di alcool troppo generose.

Su disco, comunque, le scorribande extra curricolari dei membri dei Sadistik Exekution non paiono offuscare le loro capacità esecutive; certo, nei brani più lunghi, come Astral Abortis o Ipsissimus, la formula vincente di assalti continui all’arma bianca fino a che ogni goccia di sangue non è spillata sul pavimento funziona meno, benché la voce di Rok non manchi di ricordare a chiunque abbia avuto l’ardire di indossare le cuffie che come interprete vocale è tanto peculiare quanto agghiacciante, tuttavia è sufficiente saltare ad una Internal Offering per rammentare che, forse, l’assenza di un utilizzo dinamico dell’artiglieria pesante è giustificato dalla massiccia dose di munizioni in dotazione al gruppo australiano. Imporre una modifica, probabilmente, snaturerebbe l’inclinazione naturale dei Sadistik Exekution fare terra bruciata attorno a qualunque cosa osi respirare. Inoltre, non mancano le sorprese gradevoli: prima che We are Death…Fukk You! termini, esplode Hades Valley che sulla carta potrebbe essere un pezzo dark ambient, sulla falsariga di innumerevoli tracce a chiusura, in pratica è una follia attorno ai sette minuti, composta da rumori sinistri, feedback, maltrattamenti di piatti della batteria, armonici artificiali di chitarra, violenze inaudite perpetrate ai danni del basso ed altri fenomeni aurali non meglio specificati. Senza alcun dubbio, l’episodio conclusivo è una degna epitome di un’esperienza sensoriale che lasci un senso di sporco, di sordido allo stesso modo in cui ascoltare una cassetta di Nicole12 o Grunt talvolta faccia emergere il dubbio di stare frequentando le compagnie musicali sbagliate.
Negli anni a venire i Sadistik Exekution si scioglieranno e riformeranno a più riprese, non abbandonando mai una filosofia musicale radicata nella seconda metà degli anni Ottanta, con rendimenti marginali in calo variabile, probabilmente anche a causa di un immaginario superato, contraddistinto dalla sintassi sgrammaticata e dagli epiteti espliciti un po’ tardo adolescenziali.

Questi aspetti hanno contribuito ad omologare la parabola del combo australiano ad una sorta di “prima volta” sessuale, romantica ed indimenticabile, ma fondamentalmente messa in prospettiva dalle esperienze successive o nel migliore dei casi, ad opere alle quali tornare nei momenti di ineluttabile nostalgia. Non bisogna dimenticare però che sia il debutto che l’oggetto della recensione di oggi siano stati tra i primi motori del sottogenere del blackened death metal ultimamente molto in voga nell’underground internazionale, - si vedano le fiorenti attività di Nuclear War Now! ed Iron Bonehead-, e per certi versi restino stelle polari per tutti colori i quali vogliano misurarsi con una ineffabile e primordiale abiezione.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
64.83 su 6 voti [ VOTA]
Legalizedrugsandmurder
Venerdì 17 Aprile 2020, 19.41.29
10
Mah io recensione grandiose non ne ho lette ma magari ricordo male
Diego
Venerdì 17 Aprile 2020, 19.31.02
9
Io mi riferivo alla carta stampata, che ha sempre parlato bene di questa band..grindzone, metal schock..e company. Non l'ho mai visti dal vivo e li giudico solo per i loro ridicoli lavori in studio.
duke
Venerdì 17 Aprile 2020, 19.23.48
8
...voto esagerato....per una band scadente.....purtroppo il "contorno" alla musica.....supera il valore della musica stessa....inutile fare un elenco di bands.....che diventano "mitiche"......solo perché hanno una certa immagine.....
Legalizedrugsandmurder
Venerdì 17 Aprile 2020, 19.00.38
7
Concordo con Galilee, ben pochi li hanno presi sul serio in 20 anni. Visti nel '95, mi pare, con Absu. I commenti della gente non furono entusiasmanti...
Galilee
Venerdì 17 Aprile 2020, 18.35.06
6
Sopravvalutata? Ma non se li è mai cagati nessuno. Tutte le volte che li ho visti aprivano la serata. Une delle serate che ricordo aprivano per i Krabathor e poi c'erano i Malevolent Creation. Posto Poison Apple, Canavese, Piemonte. Anche nelle recensioni non rammento nessun voto esagerato, un 75 era già di lusso. Ovvio, potrei sbagliarmi ma...
Diego
Venerdì 17 Aprile 2020, 17.44.27
5
Una delle band più sopravvalutate della storia...sguaiati, tecnicamente mediocri, fantasia compositiva sotto zero...però glorificati dal 99% della stampa dell'epoca.
Pacino
Martedì 14 Aprile 2020, 5.10.46
4
Capolavoro di ignoranza e blasfemia. Fanculo alle seghe strumentali. Voto 85.
Steelminded
Domenica 12 Aprile 2020, 16.51.18
3
Concordo sia con turbo che con Galilee, scusate
Galilee
Sabato 11 Aprile 2020, 11.21.30
2
Grandi Sadistik.. Quando ero giovine li vide mille volte dal vivo. Sicuramente una buona band che ha sfornato qualche bel lavoretto tra cui i primi due. Per un amante del death da avere sicuramente. Buona recensione, ma concordo però con turbozauro, voto esagerato, un 80 sarebbe già tantissimo. Ma come al solito con alcuni generi si piscia spesso fuori dal vaso.
turbozauro
Sabato 11 Aprile 2020, 11.09.33
1
dai su, capisco l'accento nostalgico verso un'opera che ha più di 25 anni (anch'io quando ho visto la recensione, ho avuto un sobbalzo..), ma dare 90 a questo album non mi pare per niente obiettivo. ricordo quando uscii questo album, erano anni in cui prendevano forma perle del death metal, black, grind e chi più ne ha più ne metta. i cataloghi delle varie osmose, relapse, nuclear blast erano pieni zeppi di prodotti di altissima qualità e aihme,...causa corsa all'oro....anche di autentiche ciofeche. ai tempi questo album non se lo era filato nessuno, non è che dopo 25 anni dobbiamo eleggerlo a caposaldo di un genere, su.....
INFORMAZIONI
1994
Osmose
Death
Tracklist
1.Suspiral
2. Burnt Offering
3. Internal Klok
4. Mathematikus
5. Electrokution
6. Lest We Forget
7. Evoke War Vomit
8. Astral Abortis
9. Ipsissimus
10. Hades Valley

Line Up
Rok (Voce)
Reverend Kriss Hades (Chitarre)
Dave Slave (Basso)
The Machanik (Batteria)

 
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