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Mourn the Light - Suffer, Then We`re Gone
14/09/2021
( 1221 letture )
I Mourn the Light sono la nuova creatura del chitarrista Dwayne Eldredge, uno dei padri fondatori del The New England Stoner and Doom Festival, nonché appassionato e promotore a tutto tondo del mondo del metal più classico e verace. La band americana pubblica nel 2018 l’EP d’esordio, Weight of the World, facendosi subito notare e venendo accolta con recensioni più che lusinghiere dalla critica specializzata, poi la pandemia Covid rimanda l’ascesa della formazione vincolandola alla sola attività in studio. Seguono così alcuni singoli finiti in compilation e split, e solo ora può finalmente vedere la luce l’esordio sulla lunga distanza dal titolo più che eloquente Suffer, Then We’re Gone, registrato presso i Wormwood Studios in Connecticut. L’italianissima Argonauta Records, sempre attenta alle nuove realtà di rilievo, li mette sotto contratto producendo e stampando l’album in formato fisico, con il chiaro intento di distribuirli a livello mondiale, segnando la fine, si spera, di questo lungo e forzato esilio.

Leggendo questa premessa e guardando l’indegna copertina ci si potrebbe aspettare un album di doom monolitico e oltranzista, e invece Suffer, Then We’re Gone è un gioiello sfaccettato che mostra canzone dopo canzone tutta la sua varietà, impressionante se si considera che è un album d’esordio. Doom, NWOBHM e US power metal sono le tre direttrici sulle quali si sviluppa e si articola la musica dei Mourn the Light, amalgamate però tra di loro grazie ad un talento compositivo maiuscolo e musicisti in grado di interpretare a piacimento suddetti generi con disarmante abilità. Se alla ricetta ci aggiungiamo che il cantante Andrew Stachelek con il suo tono greve e potente ricorda il timbro di pezzi da novanta come Zachary Stevens e Warrel Dane sulle note basse, allora la pietanza non può che essere a tre stelle.

L’opener When the Fear Subsides è il biglietto da visita che ogni band esordiente vorrebbe. Intro arpeggiato che introduce il cantato solenne di Stachelek per poi dare spazio al riff portante di scuola Solitude Aeternus e break centrale maideniano dove il ritmo cresce in una cavalcata esaltante sradicata direttamente dagli eighties. Chi cerca assoli ispirati e ficcanti può godersi I Bare the Scars, mentre Take Your Pain Away non può che soddisfare il palato di chi pretende dal metal chorus epici e memorabili. End of Times è una versione riveduta e corretta dell’omonimo brano opener dell’EP d’esordio Weight of the World, scelta azzeccata vista la qualità del brano sospeso tra primi Manowar e Manilla Road. La canzone eponima è invece l’unica digressione verso lidi più contemporanei, dove arpeggi e riff di scuola Candlemass prima e Nevermore poi, accompagnano un cantato nervoso in scream che si alterna alla voce baritonale e declamatoria di Stachelek. Refuse to Fall e Progeny of Pain riprendono il discorso interrotto da Suffer Then We’re Gone, canzoni in stile US metal dove non è raro sentire echi di Meliah Rage e Metal Church. Wisdom Bestowed, ultima pietanza, coniuga momenti frenetici al limite del thrash a inserti acustici, e se per un istante si chiudono gli occhi, non è casuale pensare ai Savatage, grazie anche alla camaleontica prestazione di Stachelek a suo agio sia nei momenti più melodici che nelle fasi più rabbiose. Le chitarre di Dwayne Eldredge e Kieran Beaty si inseguono per tutta la durata dell’album senza nessuna esitazione, sia nelle parti doom più cadenzate che nelle parti più veloci, alternandosi in assoli mai scontati e prevedibili. Versatilità è la parola d’ordine anche della sezione ritmica, dove il basso di Bill Herrick e la batteria di Kyle Hebner impreziosiscono Suffer, Then We’re Gone con una prestazione in perfetta sintonia, tra fulminei cambi di tempo, improvvise cavalcate e momenti più grevi e marziali.
Gradita pure la presenza su cd della bonus track Blink of an Eye, canzone dura e cupa, recuperate da una compilation indipendente alla quale i Mourn the Light hanno preso parte.

Se già nelle prime pubblicazioni degli anni scorsi le premesse erano più che buone, in Suffer, Then We’re Gone sono ampiamente confermate e superate grazie ad un prodotto che non presenta punti deboli. A tutti gli effetti è l’album d’esordio che ogni band sognerebbe di comporre e realizzare. Un disco tradizionale che riesce a non suonare datato o prevedibile, pur radicandosi fortemente nei generi più “classici” del metal, dove spazi di manovra angusti e fandom intransigente difficilmente permettono ad un artista di esprimersi al meglio. Assistiamo invece al corso di un fiume in piena travolgente, alimentato dagli estuari di più stili, che non conosce rallentamenti né incertezze. Se l’ultima decade o poco più ha visto la nascita di band agguerrite come Spriti Adrift, Argus, Wythch Hazel, Eternal Champion e Traveler, solo per menzionarne alcuni, il 2021 sarà l’anno che ha sancito la nascita di una stella di prima grandezza. I Mourn the Light sono l’ennesima nota lieta in ambito musicale di questo giorni tanto travagliati.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
72 su 4 voti [ VOTA]
Graziano
Martedì 12 Ottobre 2021, 18.55.42
2
Adoro i commenti ben argomentati.....
DEEP BLUE
Domenica 10 Ottobre 2021, 10.51.08
1
scontato assai
INFORMAZIONI
2021
Argonauta Records
Heavy/Doom
Tracklist
1. When the Fear Subsides
2. I Bare the Scars
3. Take Your Pain Away
4. End of Times
5. Suffer Then We’re Gone
6. Refuse to Fall
7. Progeny of Pain
8. Wisdom Bestowed
9. Blink of an Eye
Line Up
Andrew Stachelek (Voce)
Dwayne Eldredge (Chitarra)
Kieran Beaty (Chitarra)
Bill Herrick (Basso)
Kyle Hebner (Batteria)
 
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