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Black Widow - Sacrifice
( 8738 letture )
Formatisi a Leicester nel 1970, i Black Widow (vedova nera) sono un gruppo oggi poco conosciuto che ha avuto una certa notorietà soprattutto per merito della pubblicazione dei loro due primi full lenght intitolati Sacrifice (1970) e Black Widow (1971).
Il genere musicale proposto dal combo inglese si concretizzava in una sorta di hard rock progressivo, con venature folk e jazz, tendente a ricercare atmosfere oscure al punto di accostarli ai signori del doom: i conterranei Black Sabbath.
Personalmente ho sempre trovato poco azzeccato tale paragone in quanto i due gruppi si esprimono su direttrici diverse pur rifacendosi oggettivamente ad analoghi argomenti quali l’occultismo, il satanismo e la stregoneria.
Il pezzo forte dei Black Widow era costituito dalle loro performance dal vivo, molto teatrali, suggestive e stravaganti (date un’occhiata alla foto sin troppo esplicativa "Come To The Sabbat!": ritengo che artisti come gli italiani Death SS o Marylin Manson abbiano appreso molto dagli shows dei Black Widow!

L’album di debutto Sacrifice uscito nel 1970 è considerato il migliore della produzione della band.
Si tratta di uno dei primi lavori a parlare liberamente di Satana in un contesto di sonorità cupe, rockeggianti e con aperture progressive molto interessanti.
Il leader e mente ispiratore del gruppo è il chitarrista Jim Gannon un personaggio stravagante e carismatico.
I brani che compongo questa release sono otto. Andiamo ad analizzarli uno per uno:
In Ancient Days è introdotta da un tenebroso organo Hammond supportato, poi, da un riff di chitarra acustica acido e dal sax di Clive Jones che sembra avere il compito di voler stemperare un po’ l’atmosfera; avvolgente la voce corposa di Kip Trevor;
In Way To Power, dopo una parte con la chitarra acustica, dominano i fiati nel contesto di un brano dark molto efficace.
Come To The Sabbat è la song più famosa dei Black Widow aperta dalle note di un flauto cresce gradatamente fino all’ossessivo coro:

Come, come come to the Sabbat
Come to the Sabbat - Satan's there!


Numerose le cover di questo pezzo tra le quali cito quella dei nostrani e già citati Death SS.
Conjuration si caratterizza per un cantato quasi recitato di Trevor in un tessuto ritmico marziale sostenuto ancora dai fiati e dalla pregevole batteria di Clive Box.
Seduction stempera l’atmosfera trattandosi di una soave ballata dove l’ugola di Travor sembra perfettamente trovarsi a suo agio.
In Attack Of The Demon a dominare è inizialmente un organo soffuso per poi aumentare repentinamente di ritmo; si tratta di una song troppo leggerina e davvero poco significativa soprattutto nel refrain.
Memorabile la lunga title track decisamente rockeggiante, dalla ritmica sostenuta, caratterizzata da un cantato incisivo e da un’ammaliante coro ipnotico; il brano prosegue con una parte strumentale dapprima lenta e cupa e poi più scatenata: una vera e propria jam session molto in voga negli anni settenta (Cream, Blind Faith) con venature fusion molto efficaci; finale in crescendo con in evidenza il basso, la batteria e l’Hammond.

Disco da riscoprire indiscutibilmente realizzato da una formazione che ha avuto una vita troppo breve e che avrebbe potuto scrivere ancora pagine importanti nella musica rock di quegli anni.

Purtroppo, già dal disco successivo, non sapranno più ripetersi a questi livelli eccezionali.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
63.43 su 41 voti [ VOTA]
Aceshigh
Giovedì 6 Agosto 2020, 16.27.44
17
Uno di quegli album che anche a distanza di cinquant’anni di distanza mantengono intatto il loro fascino. Sempre splendido da riascoltare. Oltre alla celebre Come To The Sabbath, memorabili la trascinante title-track e l’iniziale In Ancient Days. Ma bello tutto, dall’inizio alla fine. 90 almeno.
Kiodo 74
Lunedì 30 Marzo 2020, 0.20.58
16
Me lo sto riascoltando in cuffia mentre leggo un thriller e l'insieme è fantastico..... Oscurità e mistero per farmi correre spettrali brividi lungo la schiena.......l'incedere macabro ma elegante dell'Hammond e le vibrazioni dei fiati regalano ansia e pacatezza in ugual misura rendendo la sensazione di trovarsi nel bel mezzo di un Sabba. Poco rumore ma tanta inquietudine....di una bellezza sublime. Voto 95. Ossequi!
Diego
Mercoledì 25 Luglio 2018, 15.44.04
15
No aspe c'è qualcosa che non mi torna...il voto dei lettori è così basso!? 90 se lo merita tutto!!!! Non sono i sabbath ma questo album è una pietra miliare e poi è cupo cupo cupo!!!!
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 19.28.25
14
Jazz rock occulto di un fascino strabiliante. Forse è stato il mio primo cd (ho detto cd e non vinile o cassetta) mai acquistato con When a dream and day unite quando ancora non avevo il lettore. All'epoca mi parve molto poco hard e molto, troppo jazz. Ma con gli anni ho scoperto un album clamoroso. A volte per essere duri non c'è bisogno delle chitarre elettriche o della doppia cassa. Basta l'organo di Ancient days, il simil folk di Come to the sabbat o il sax di Sacrifice per avere lo stesso effetto. 90
Philosopher3185
Martedì 16 Dicembre 2014, 22.01.09
13
Non conoscevo questa band,però la canzone Come To The Sabbat la sentivo spesso suonare nel negozio di abbigliamento metal che frequentavo a Firenze....la canzone mi fa impazzire è davvero trascinante..appena posso mi ascoltero' anche il disco,visto che ora è un periodo che sono preso dal Doom e generi affini....
silvino
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 19.01.48
12
All'epoca praticamente ignorati ed oscurati dai "cugini" Sabbath, ricevono una tardiva riscoperta che ne mette in luce qualità, al tempo fortemente innovative, Meritano un bel 90.
Zess
Domenica 19 Ottobre 2014, 14.45.38
11
Un saluto a Clive Jones...
vecchio peccatore
Martedì 28 Agosto 2012, 17.25.26
10
Ottimo disco, si merita un 80, melodico ed interessante. Non gli dò di più perché non apprezzo troppo il Progressive
The Nightcomer
Martedì 6 Dicembre 2011, 17.13.46
9
Ecco un altro classico dei seventies che ho molto ascoltato; che dire, merita senz'altro di essere riscoperto (o scoperto per la prima volta da coloro che ancora non lo conoscono).
fabio II
Martedì 6 Dicembre 2011, 11.30.03
8
Altro monumento, irrinunciabile per chi ama le tematiche orrorifiche dei '70: meno hard rispetto ai Sabs, ripiegavano su crescendo da Carmina Burana. Clive Jones formerà gli Agony Bag e 'Rabies is a Killer' è una di quelle canzoni davvero indimenticabili, oltre che gioiello della early nwobhm
arkanoid
Martedì 23 Febbraio 2010, 12.06.50
7
Gran bel disco targato anni 70!!!
arkanoid
Martedì 23 Febbraio 2010, 12.06.50
6
Gran bel disco targato anni 70!!!
Luigi
Giovedì 18 Febbraio 2010, 9.08.00
5
Gruppo stranamente sottovalutato che all'epoca imperava più di altri gruppi oggi arcinoti. Bellissima riscoperta!
pincheloco
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 19.47.58
4
Pazzeschi, io ho un loro Live con CD audio e la versione DVD, la scaletta è la stessa di quest'album. Sul video ho anche la versione di Sacrifice con tanto di ragazza sacrificata come nella foto.
hm is the law
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 15.38.56
3
Grazie Ghenes!!!
Ghenes
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 13.39.39
2
Grazie Fabio per la divulgazione di questa grande musica che ogni appassionato di musica dovrebbe conoscere. COME TO THE SABBATH!!!
RAven
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 12.46.43
1
Già, per non parlare del resto....ad ogni modo i primi 2 dischi sono da conoscere, specialmente questo.
INFORMAZIONI
1970
Castle Music
Prog Rock
Tracklist
1. In Ancient Days
2. Way to Power
3. Come to the Sabbat
4. Conjuration
5. Seduction
6. Attack of the Demon
7. Sacrifice
Line Up
Kip Trevor - Voce
Jim Gannon - Chitarra Elettrica e Spagnola
Bob Bond - Basso
Clive Box - Batteria e Percussioni
Zoot Taylor- Organo e Piano
Clive Jones - Flauto, Sax e Clarinetto

 
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