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Machinage - It Makes Us Hate
( 1360 letture )
Formatisi nel 2007 i Machinage sono un quartetto brasiliano che nel 2011 ha sfornato in regime di autoproduzione il debut album intitolato It Makes Us Hate. La casa discografica EBM Records, intravedendo delle possibilità di affermazione, tenta di rendere maggiormente conosciuto al grande pubblico il combo carioca ripubblicando il platter, mixato e masterizzato da Tim Laud (Soulfly/Cavalera Conspiracy).

Essenzialmente la matrice musicale fonda le proprie radici nel thrash ottantiano con le proverbiali influenze provenienti dalla Bay Area, infarcita di cambi di tempo e con le classiche improvvise accelerazioni; non mancano, tuttavia, componenti similmelodiche e grooveggianti che rendono la proposta nel complesso piuttosto interessante. Palese qualche riferimento anche ai grandi maestri, i conterranei Sepultura del periodo tra Arise e Chaos A.D. (non a caso i Machinage propongono in concerto la mitica Territory).

Nove le tracce che compongono il full lenght con momenti decisamente aggressivi e convincenti, alternati, però, ad altri poco pungenti che ne inficiano di fatto la qualità complessiva.

Dopo il breve insignificante intro Rise of the Souls, esplode dirompente il thrash style con la corposa Next Victim, nella quale compare in veste di special guest Antônio Araújo (Korzus), sorretta da un riff portante al fulmicotone e da un’eccellente sezione ritmica. La successiva Envy, la migliore del lotto, ha un incedere più heavy molto trascinante con sugli scudi l’ugola arcigna di Fábio Delibo (mi ha ricordato un po’ quella sublime di Dave Mustaine). Un cavernoso giro di basso apre la potente Anguish munita di pregevoli parti di chitarra. In Mask Behind Some Lies un altro riff tagliente a farla da padrone che agisce come un rasoio affilato e non può che indurti ad un headbanging forsennato. Beliefs ha contorni meno irruenti con un vocalism particolarmente cattivo, un discreto pezzo, però, e nulla più. Un sinistro arpeggio introduce Cold 3rd War, altra traccia meno significativa e piuttosto ripetitiva nel suo incedere. Is This The Way? riprende fortunatamente il solito massacro sonoro a base di ritmiche veloci ed è questa la peculiarità più apprezzabile dei Machinage. A chiudere Tides Of War, un altro assalto all’arma bianca con le due chitarre impegnate a sciorinare velocemente note in quantità industriale. Peccato per il refrain melodico che sinceramente, utilizzando un modo di dire comune, ci sta come un pugno in un occhio.

In definitiva It Makes Us Hate è un lavoro senza infamia e senza lode e pur intravedendo delle buone qualità di fondo, lascia spazio a sezioni meno rilevanti. Rimane, comunque, una buona base da cui partire e attendiamo fiduciosi gli sviluppi della carriera di questa giovane formazione che, nel frattempo, si sta facendo conoscere in sede live. Chiosa finale: ascoltando opere come questa rafforzo sempre di più la mia opinione circa il fatto che oggigiorno il movimento thrash è vivo e vegeto, un aspetto che non tutto il movimento metal può, ahimè, vantare.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
64.5 su 2 voti [ VOTA]
Lou
Martedì 7 Maggio 2013, 4.08.37
1
Great to find new killer bands ! thank you !!
INFORMAZIONI
2013
EBM Records
Thrash
Tracklist
1. Rise of the Souls
2. Next Victim
3. Envy
4. Anguish
5. Mask Behind Some Lies
6. Beliefs
7. Cold 3rd War
8. Is This The Way?
9. Tides Of War
Line Up
Fábio Delibo (Voce, Chitarra)
Fernando Kump (Chitarra)
Adriano Bauer (Basso)
Ricardo Mingote (Batteria)
 
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