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Gorgoroth - Pentagram
( 7153 letture )
Per molti degli amanti della fiamma nera, Pentagram, esordio con il botto dei norvegesi Gorgoroth, rimane una vera e propria pietra miliare di questo genere, classificandosi come una delle migliori release dei brillanti anni Novanta. Se poi vuole prendere separatamente in considerazione la produzione del combo di Bergen, appare chiaro come quest’album, assieme ai successivi Antichrist e Under The Sign Of Hell, rappresenti ancor oggi la punta di diamante della discografia di Infernus e soci.

Anche per coloro i quali non sono proseliti del black metal, è facile comprendere il grande valore di Pentagram: già al primo ascolto dell’opening Begravelsesnatt, infatti, si capisce come questi quattro ragazzi, nonostante la giovane età e l’allora ancora molto breve militanza nella scena black, facciano dannatamente sul serio. La performance vocale di Hat è imponente e precisa, diretta e glaciale nei passaggi in clean, inarrestabile e affilata nel gelido scream. Mai più in futuro questo vocalist riuscirà a ritagliarsi uno spazio così ampio per poter dar sfogo a tutto il proprio talento espressivo (già in Antichrist, infatti, sarà Pest ad occuparsi della metà più interessante delle tracce, per poi diventare unico e solo protagonista di produzioni come Under The Sign Of Hell e del suo remake del 2011). Questa è quindi occasione preziosa per poter godere delle capacità vocaliche di questo buon frontman, di cui in seguito si sono letteralmente perse le tracce.
Dal punto di vista strumentale, è difficile trovare i termini adatti a descrivere la bravura con cui questi giovani artisti riuscirono a mettere insieme un tale album. Imprescindibile è dunque almeno un ascolto diretto, soprattutto nel caso in cui la conoscenza dei Gorgoroth si limiti ai più recenti, stucchevoli, vuoti e polemici anni di vita della band, ricchi più di notizie e sentenze che di vero e proprio talento. In Pentagram, invece, si è su un altro pianeta. Si prendano, per esempio, brani divenuti oramai storici come l’aggressiva strumentale Huldrelokk, la più melodica, ma dai tratti più classici Drømmer Om Død o la sinistra closing track Måneskyggens Slave: ci si trova davanti uno stile tra i più noti e, non a torto, maggiormente apprezzati della second wave, grazie in particolare allo studiato, marziale e implacabile riffing dell’onnipresente Infernus, figura che ha scritto e tutt’ora continua a scrivere la storia di questa band norvegese. Decisamente apprezzabile è inoltre anche il drumming, chirurgicamente preciso e a tratti esecutivamente molto rapido, che rappresenta anch’esso un unicum, visto che il batterista Goat lascerà la band poco dopo la pubblicazione di Pentagram, venendo rimpiazzato da quel Frost, tutt’ora nelle file di Satyricon e 1349.

Un album che certamente ha fatto storia, che non deve mancare nella collezione degli amanti del black metal, ma che sa dare soddisfazioni anche a chi non è propriamente un ”addetto ai lavori”. Una produzione che, più che descritta ed etichettata, va ascoltata, lentamente vissuta e apprezzata nel profondo.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
89.48 su 27 voti [ VOTA]
Cristiano Elros
Martedì 18 Febbraio 2020, 23.46.20
15
Måneskyggens Slave è da brividi... Comunque non mi pare proprio ci siano passaggi in voce pulita su quest'album
Aceshigh
Sabato 5 Maggio 2018, 9.45.12
14
Album cattivo e nero come ben rappresenta la copertina. Una delle tante pietre miliari black uscite in quel 1994, anno veramente importante e maligno (penso a quanto pubblicato da Mayhem, Saryricon, Darkthrone, Burzum, Marduk, Emperor, Enslaved e chi più ne ha più ne metta...) Voto 88
zakyzar
Sabato 9 Dicembre 2017, 17.11.46
13
e bravo enry ..questi fanno blackmetal per una semplice ragione..xke lo sanno fare..voto 90
LexLutor
Domenica 19 Febbraio 2017, 10.10.40
12
Pentagram è un album speciale. 90
Northern
Domenica 13 Luglio 2014, 14.59.25
11
'somma,roba buona ma c'è di meglio.Tipo i loro demo tape
vecchio peccatore
Sabato 18 Gennaio 2014, 15.07.48
10
Il migliore dei primi 3, a mio modo di vedere, il 90 se lo merita tutto.
Luca
Lunedì 17 Giugno 2013, 18.37.27
9
Capolavoro... anche se a parer mio il migliore rimane Under the sign of hell... unico neo la breve durata
Galilee
Lunedì 17 Giugno 2013, 15.52.48
8
Un classico del Black metal Norvegese.
Madonna p^{+*]**}*+
Sabato 15 Giugno 2013, 22.15.48
7
quanto Satana!!
enry
Sabato 15 Giugno 2013, 14.50.30
6
Dei Gorgoroth si butta via poco, figuriamoci i primi tre che insieme ad un'altra manciata di dischi hanno segnato la storia del Black Metal...Voto giusto.
Ad Astra
Sabato 15 Giugno 2013, 13.22.29
5
unico come pochi
Punto Omega (ex piggod)
Sabato 15 Giugno 2013, 13.07.04
4
Vabbé, quì c'è poco da commentare. Ascoltare a ripetizione.
doomale
Sabato 15 Giugno 2013, 12.57.04
3
Pentagram, Antichrist e Under the Sign of Hell...Una vorticosa discesa negli inferi in crescendo..Quoto il commento n 1 del Vichingo...sti 3 album dovrebbero farli studiare a scuola a chi vuole capire cos'era il Black metal..quello vero!!!
Undercover
Sabato 15 Giugno 2013, 12.05.01
2
Intoccabile
il vichingo
Sabato 15 Giugno 2013, 11.28.06
1
Per quanto mi concerne i prime tre (capo)lavori dei Gorgoroth sono l'inferno nero in musica, gemme slendenti nel True Norwegian Black Metal. Poi per me potevano anche chiudere baracca, come ho scritto nel forum.
INFORMAZIONI
1994
Embassy Productions
Black
Tracklist
1. Begravelsesnatt
2. Crushing the Scepter (Regaining a Lost Dominion)
3. Ritual
4. Drømmer om Død
5. Katharinas Bortgang
6. Huldrelokk
7. (Under) The Pagan Megalith
8. Måneskyggens Slave
Line Up
Hat (Voce)
Infernus (Chitarra)
Samoth (Basso)
Goat (Batteria)
 
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