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A DAY TO REMEMBER + GRANDSON + VIANOVA - Fabrique, Milano, 28/06/2026
06/08/2026 (492 letture)
C'è qualcosa di quasi comico nell'affezione degli A Day To Remember per il nostro paese: appena venti giorni dopo l'apertura per gli Offspring al festival Rock in Roma, la band della Florida è di nuovo qui, questa volta da headliner. Il concerto, originariamente annunciato al Parco della Musica di Segrate, viene spostato per evidenti motivi di carenza di pubblico al Fabrique di Milano, in modalità capienza ridotta, e la reazione collettiva del pubblico può essere riassunta in una sola frase: sia benedetta l'aria condizionata, dopo settimane di caldo milanese impietoso, che come vedi, ancor non ci abbandona.

VIANOVA

Ad aprire la serata sono i tedeschi Vianova, che purtroppo non riesco a vedere per intero a causa di un ritardo nell'ingresso, ma di cui si respira ancora l'eco nell'aria mentre ci facciamo largo tra la folla. A causa di un guasto alla macchina, mi è toccata la strada statale per andare a Milano a velocità ridotta invece della solita, comoda autostrada. Un calvario senza fine alla “Tre Uomini e Una Gamba”. La loro proposta dei teutonici, un ibrido spregiudicato tra metalcore, synth anni Ottanta, influenze rap e persino sfumature R&B, ha già scaldato adeguatamente il pubblico prima del mio arrivo, a giudicare dall'entusiasmo ancora palpabile in sala.

GRANDSON

Giungo quindi con l'esibizione di Grandson in procinto di iniziare, trovando una platea che, esattamente come me, è incuriosita dalla proposta musicale del musicista nativo del New Jersey. Grandson non è propriamente una band quanto lo pseudonimo di Jordan Edward Benjamin, cantautore canadese naturalizzato statunitense, che condivide peraltro l'etichetta discografica con gli headliner della serata, la Fueled by Ramen, nome alquanto eclettico. La sua proposta artistica fonde hip hop, rock e musica elettronica con una vena marcatamente politica, e questo aspetto emerge con forza anche stasera: tra un brano e l'altro non mancano discorsi diretti e provocatori, in perfetta coerenza con un artista che negli anni ha saputo conquistare figure come Tom Morello e il meme vivente Bernie Sanders, proprio grazie a questa attitudine di denuncia e chiamata all'azione. Francamente, il leitmotiv della serata l’ho trovato alquanto squallido, una filippica continua sull’uomo bianco etero che incarna, a detta dell’artista, il liquame del pianeta. Gruppo del quale, forse inconsapevolmente, fa parte anche lui. Una retorica stancante, trita e ritrita, abbastanza superflua, evitabilissima, che non ha aggiunto nulla alla serata, anzi, ha tolto semmai e anche parecchio. La scaletta pesca principalmente dall'EP Inertia, uscito nel 2025, ma il momento più significativo dal punto di vista tematico arriva con una cover di Masters of War di Bob Dylan, scelta che rende ancora più esplicito il filo rosso politico che attraversa l'intera esibizione. Sotto il palco si scatenano diversi circle pit, segno che il pubblico ha recepito perfettamente più l'energia che non il messaggio.

A DAY TO REMEMBER

Gli A Day To Remember con l'Italia hanno un rapporto quasi familiare, e lo dimostrano tornando praticamente ogni anno (a volte anche due come nel caso di questo 2026) nel nostro paese. Il pubblico italiano ricambia con lo stesso affetto, ben sapendo che un loro concerto significa essenzialmente una cosa sola: festa pura. C’è da dire, come già sottolineato in precedenza, che probabilmente l’organizzatore aveva leggermente sopravvalutato gli artisti presenti, che hanno riempito a fatica un Alcatraz a capienza dimezzata. Difficile ipotizzare una location bella capiente come quella del Parco della Musica. Come da tradizione l’apertura è affidata alla bella The Downfall of Us All, e il divertimento parte immediatamente: la folla salta all'unisono mentre il barbuto Jeremy McKinnon dispensa sorrisi e saluti a ogni angolo della sala. Buona parte della scaletta è costruita attorno al più recente Big Ole Album Vol. 1, pubblicato nel 2025, ma non mancano generose incursioni nel passato per accontentare i fan più nostalgici: Homesick in particolare occupa una porzione consistente della serata, con brani come Have Faith in Me e If It Means a Lot to You capaci di riportare tutti indietro fino all’ormai lontano 2009, mentre All I Want e Paranoia scatenano l'ennesima ondata di pogo. Una serata improntata sulla nostalgia verso quel pubblico adolescente o giovane adulto di allora.

Ma un concerto degli A Day To Remember è prima di tutto un momento di festa condivisa tra amici, e la band non si risparmia in fatto di intrattenimento come si può vedere dalle foto a corredo del report: coriandoli di ogni tipo, palloni giganti che rimbalzano sulla folla fino a quando qualche fortunato non se ne accaparra qualcuno, sgonfiandolo per comodità, come souvenir. Non mancano nemmeno le magliette sparate sul pubblico da un membro della crew travestito da Super Mario e persino rotoli di carta igienica lanciati in aria. A tutto questo si aggiungono i continui crowd surfing, spesso incoraggiati dallo stesso McKinnon, che a un certo punto suggerisce ai fan di provare a mettersi in piedi a mò di surfisti, sopra coloro i quali stanno facendo crowd surfing sulla folla, ammettendo con un sorriso che "potrebbe essere un po' pericoloso, ma divertente", per la gioia dei membri della security presenti sotto palco. Il momento probabilmente più toccante della serata arriva con All My Friends, cantata all'unisono come in una grande famiglia riunita, mentre il breakdown di Mr. Highway's Thinking About the End fa letteralmente tremare le fondamenta del Fabrique. Tra gli altri momenti clou vanno citate senza dubbio Bad Blood e Miracle, autentiche esplosioni di energia pura, oltre a episodi più rari in scaletta come Same Team, Flowers e The Plot to Bomb the Panhandle, che regalano ai fan di lunga data qualche sorpresa in più e una chiave più alla serata che sa di momento inedito e non di già sentito. Chiusura affidata a All Signs Point to Lauderdale, degno coronamento di una scaletta che alterna sapientemente materiale nuovo e classici intramontabili, senza quindi il solito rituale di finta uscita dal palco per poi erogare il bis.

Gli A Day To Remember sono visibilmente felici di suonare per noi e non traspare affatto il probabile dispiacere per il cambio di location e il ridimensionamento notevole della data, e la sensazione è reciproca: sono serate come questa a farci sentire a casa, circondati da sconosciuti che urlano a squarciagola i brani con cui alcuni di noi sono cresciuti. Ci si è divertiti, si è cantato, si è ballato, ed è stato un po' come guardare un gruppo di amici suonare per il puro gusto di farlo, perché di band capaci di trasmettere questa stessa genuinità e vicinanza al pubblico ce ne sono davvero poche, forse è proprio questa la vera morale del concerto da portare a casa, più di qualsivoglia pletorico discorso politico. Una "serata da ricordare", per l'appunto.

SETLIST A DAY TO REMEMBER

1. The Downfall of Us All
2. I'm Made of Wax, Larry, What Are You Made Of?
3. 2nd Sucks
4. Right Back at It Again
5. Bad Blood
6. Paranoia
7. Miracle
8. All My Friends
9. Have Faith in Me
10. Same Team
11. Rescue Me
12. Flowers
13. Mr. Highway's Thinking About the End
14. Resentment
15. All I Want
16. The Plot to Bomb the Panhandle
17. If It Means a Lot to You
18. All Signs Point to Lauderdale



Halo
Lunedì 10 Agosto 2026, 9.02.52
1
Chi c’era lo sa, una delle serate più divertenti dell’estate 2026!
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