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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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SYSTEM OF A DOWN + QUEENS OF THE STONE AGE + ACID BATH - I-Days, Ippodromo SNAI La Maura, Milano (MI), 06/07/2026
08/08/2026 (755 letture)
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Questo concerto me lo sono sudato (e non solo per le temperature tropicali): avevo preso il biglietto già nel 2020 -tour annullato causa pandemia- e quindi non appena annunciata questa nuova data milanese mi ero subito connesso all'orario di apertura vendita ma mi è stato praticamente impossibile finalizzare l'acquisto del gold ticket in quanto all'ultimo passaggio venivo continuamente "rimbalzato" dal sito e così è stato per mesi; ogni tanto ci riprovavo ma tutte le volte la stessa storia, per il biglietto general nessun problema, ma il golden era praticamente una chimera. Pazienza, mi dicevo, vuol dire che non è destino, un vero peccato vista la line-up da paura che in parte giustifica il prezzo elevato, finché due settimane prima dell'evento faccio un ulteriore tentativo senza troppa convinzione e sulla pagina aperta da tempo -TAC- ecco che appare il biglietto in questione con già i miei dati memorizzati! Arriva presto il fatidico giorno, decido di parcheggiare a Rho per evitare i blocchi della viabilità e scopro che nell'A.D. 2026 il totem del parcheggio di Fiera Milano non dispone di pagamento contactless (!) così io che sono uscito di casa con solo lo smartphone vengo soccorso da tre giovani che mi fanno la carità dei necessari € 2,50 e quindi mi avvio verso la metro alla volta dell'ippodromo...
ACID BATH Gli opener di giornata sono i redivivi Acid Bath e già da questo si evince il livello qualitativo della data odierna degli I-Days. Dalle casse risuona Black Sabbath e la cosa mette tutti nel mood giusto, non c'è dubbio che Dax Riggs e soci siano grandi fan dei Sabs come dimostra il riff di Tranqullized che apre da par suo il purtroppo breve set della band della Louisiana; pochi brani ma di grande effetto, l'atmosfera si fa lisergica specie con Bleed Me an Ocean e la coppia d'asce Duet/Sanchez tira giù accordi monolitici uno dietro l'altro; anche la sezione ritmica, seppur non sia quella originale, si distingue per pesantezza e precisione, Zack Simmons pesta sulla batteria con veemenza e Shane Wesley intesse giri di basso fangosi e oscuri che un po' contrastano con il sole ancora alto. Riggs è di poche parole ma non ha bisogno di fare chissà cosa per accentrare l'attenzione, il suo magnetismo deriva dalla grande personalità e da una prestazione vocale eccellente, e la conclusiva Paegan Love Song vede l'ausilio di Sammy Duet al microfono per le harsh vocals chiudendo tra gli applausi un live tanto breve quanto intenso.
SETLIST ACID BATH Bonus Poem 1. Tranqullized 2. Bleed Me an Ocean 3. Venus Blue 4. Dead Girl 5. Paegan Love Song
A questo punto arriva il DJ set di Virgin Radio e, senza cattiveria, viene da chiedersi se non fosse stato il caso di allungare un po' il minutaggio di Acid Bath e Queens Of The Stone Age anziché vedere Ringo sparare magliette e far metter su per l'ennesima volta i Ramones… va meglio col dj in carne del main sponsor che risulta più coinvolgente e simpatico ma è comunque difficile comprendere l'utilità di questo intermezzo tra due band grandiose.
QUEENS OF THE STONE AGE Ed ecco il turno dei Queens Of The Stone Age, altro pezzo da 90 della giornata; la scenografia prevede anche dei tubi flessibili fluorescenti che un po' si perdono nella luce del tardo pomeriggio ma quando sul palco c'è un omone come Josh Homme in canotta mimetica e occhiali scuri certi dettagli non sono così importanti. La band è in forma -mi dicono decisamente meglio dell'ultima calata italica in cui il cantante aveva qualche problema di salute- e lo dimostra fin da subito con un pezzo degli esordi, Regular John, per poi proseguire in crescendo e infilare un refrain di Amy Winehouse sulla tossica Feel Good Hit of the Summer. Anche la scelta di allungare la parte strumentale di The Fun Machine Took a Shit and Died risulta interessante, Troy Van Leeuwen si ritaglia i suoi spazi e anche Dean Fertita si alterna tra tastiere e chitarra. Lo show procede -purtroppo- velocemente e quando arriva il momento di No One Knows ho una piccola delusione: ieri sera nella stessa venue suonavano i Foo Fighters e Dave Grohl aveva anticipato che sarebbe rimasto a Milano anche il giorno dopo per assistere al concerto dei QOTSA e sinceramente avevo sperato che per questa canzone Jon Theodore gli avrebbe ceduto lo sgabello, cosa che avrebbe reso la giornata un unicuum perfetto; invece Dave è rimasto sul palco a seguire i suoi ex compagni da semplice spettatore, infrangendo le mie speranze… pazienza, A Song for the Dead è il degno finale di una prestazione di livello.
SETLIST QUEENS OF THE STONE AGE Intro 1. Regular John 2. The Lost Art of Keeping a Secret 3. Feel Good Hit of the Summer/Rehab [Amy Winehouse cover snippet] 4. Sick, Sick, Sick 5. The Fun Machine Took a Shit and Died 6. Paper Machete 7. My God Is the Sun 8. Little Sister 9. Go With the Flow 10. No One Knows 11. A Song for the Dead
SYSTEM OF A DOWN Gli oltre 78’000 presenti all'ippodromo sono in fibrillazione, è giunto il momento degli headliner e l'atmosfera si scalda ulteriormente: gli ARMENicani (lo so, così suona bruttissima) fanno il loro ingresso con l'arpeggio introduttivo diSoldier Side e la sua cantilena ci accompagna all'attacco frontale di B.Y.O.B. che da subito scatena la folla che si chiede insieme a Serj Tankian "Why don't presidents fight the war?/Why do they always send the poor?" Daron Malakian, cappello in testa e pizzetto mefistofelico, fa le presentazioni "We are System Of A Down and this is System Of A Down-style rock 'n' roll music!" e via con il riff di Suite-Pee sulla quale Serj usa un effetto per la voce. Shavo Odadjian continua a incitare il pubblico -come se ce ne fosse bisogno!- e sale sulla casse col suo outfit tipo calabrone, formato da un paio di "sobri" calzettoni gialli su pantaloni e canotta neri. Si poga con Prison Song, i circle pit alzano una nube di polvere che a tratti oscura il cielo (non riesco nemmeno più a vedere i palazzi attigui all'ippodromo) mentre Violent Pornography con Serj alle tastiere è un saltare e ballare all'unisono prima della più rilassata Aerials, altro capolavoro su cui il singer dà prova di sé accompagnato da tutti i presenti, così come I-E-A-I-A-I-O; anche il cognato dietro le pelli non si risparmia di certo, anzi John Dolmayan cambia tempo e ritmo come su disco con una naturalezza disarmante. Riff metal, melodie orientali unite a cartoon vocals, scream e ritmi che cambiano continuamente direzione prima ancora di essere assimilate dalle orecchie -vedi Darts e i suoi miagolii!- questi sono i System Of A Down, folli e geniali come pochi altri ma anche seri nei loro attacchi alla politica internazionale (tipo l'invettiva di Malakian "shame on you, Netanyahu!" e dedica di Tentative ai bambini di Gaza). Tra le chicche della serata Deer Dance e Forest mentre con Hypnotize e ATWA l'atmosfera si fa corale e la partecipazione raggiunge vette altissime, e il riff di Chop Suey! col battimani di tutti gli astanti ci vale i complimenti di un Tankian ispiratissimo. Il frontman della serata è comunque Malakian che sale in cattedra con le ballad Lonely Day e Lost in Hollywood che fanno scendere qualche lacrimuccia nel pit, per poi tornare a scatenarsi sul finale con War? e passare all'immortale Toxicity, la quale provoca un tornado di polvere causato da un circle pit -chiamato da Daron- che vede protagonisti anche i bibitari ambulanti che si lanciano nella mischia sorreggendo sulla testa le cassette gialle delle birre... esperienza EPICA! Sugar chiude il concerto dei System Of A Down senza encore o finti allontanamenti dal palco, una serie di brevi ma potentissimi schiaffi in faccia uno dietro l'altro senza pause; la folla adorante li acclama, i SOAD ci salutano lanciando plettri e bacchette, lasciandoci ricoperti di polvere, distrutti e con la sensazione di aver assistito a qualcosa di assolutamente magico. Nei giorni successivi sul web la data milanese verrà descritta come la più riuscita e coinvolgente del tour… beh non stento a crederci!
SETLIST SYSTEM OF A DOWN 1. Soldier Side - Intro 2. B.Y.O.B. 3. Suite-Pee 4. Chic 'N' Stu 5. Prison Song 6. Violent Pornography 7. Aerials 8. I-E-A-I-A-I-O 9. Darts 10. Genocidal Humanoidz 11. Needles 12. Deer Dance 13. Radio/Video 14. Dreaming 15. Hypnotize 16. ATWA 17. Bounce 18. Suggestions 19. Psycho 20. Chop Suey! 21. Lonely Day 22. Lost in Hollywood 23. Tentative 24. Spiders 25. Forest 26. DAM 27. War? 28. Toxicity 29. Sugar
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Anche io sono riuscito, non so come, a trovare una settimana prima 2 biglietti gold e a rivendere quelli acquistati tempo fa: meno male perché altrimenti sarebbe stata un\'agonia in quella che trovo la location più orripilante d\'Italia, forse seconda solo all\'ippodromo di Imola. Concerto meraviglioso, QOTSA ion grande spolvero e SOAD di molto superiori a quando li vidi nell\'ormai lontanissimo 2011. Spettacolo!!! |
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