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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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19/03/2016
( 2914 letture )
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Parlare degli Anacrusis non è certo semplice, una band seminale di livello eccelso e assolutamente dimenticata, che non ha raccolto i favori di una critica spesso troppo uniformata. Ecco, loro erano una band di quelle cosiddette “difficili”, da assimilare, da capire e da ascoltare, ma all'epoca c'erano altrettante bands sullo stesso margine del fiume: Toxik, Watchtower, Mordred, per citarne alcune. Gli Anacrusis avevano la particolarità di saper miscelare sapientemente riffs e ritmiche tipicamente thrash con inserti tecnici di altissimo livello, non sfociando nel progressive, anche perché è tutta un'altra esperienza uditiva, piuttosto in quello che sarà definito technical thrash, condito da stacchi e ripartenze tipiche del genere unite ad atmosfere alquanto spaziali, che hanno precedente in alcuni casi nei Voivod. Ma chi erano gli Anacrusis? Si formano nel 1986 a St. Louis in Missouri e, dopo una prima demo Annihilation Complete del 1987, esordiscono l'anno seguente con Suffering Hours, un disco tecnico ma ruvido nello stesso tempo, veloce ma con dei breaks che gettano le basi su ciò che sarà il futuro. Reason per l'appunto è il futuro di questa band o perlomeno è la solida base per quella che sarà la loro incredibile discografia.
L'album si apre con Stop Me un brano che sin dalle prime note si tramuta in un'esperienza senza pari: il riff iniziale fa presagire un attacco frontale ma gli Anacrusis sanno spiazzare da subito, con un ritmo di batteria sincopato che porta ad un arpeggio che spezza l'adrenalina iniziale, con il cantato malinconico di Kenn Nardi che crea la giusta atmosfera per poter iniziare un viaggio pindarico, con metriche precise e giochi dissonanti di un basso sempre presente ma mai invasivo, anzi piacevole nella sua architettura. Il break centrale è superbo, introducendo un solo non di facile assimilazione ma portante nell'economia del brano che poi termina riprendendo il riff iniziale in dissolvenza. Il secondo capitolo dell'opera, Terrified, è devastante, veloce, impulsivo, con il cantato di Nardi davvero incisivo ed intriso di rabbia, la sezione ritmica è precisa ed il livello tecnico è incredibile, un turbine claustrofobico che porta l'ascoltatore in un'atmosfera insana costruita su un'alchimia perfetta da parte dei quattro musicisti. Devastante! Not Forgotten si apre con un incedere funkeggiante da parte del basso, per poi aprirsi in un riff tipicamente thrash ed il cantato che riesce ad armonizzare in modo perfetto la rabbia del riffing, le capacità vocali sono indubbie, spaziando dalla rabbia alla malinconia in maniera quasi spiazzante. Wrong e Silent Crime iniziano con arpeggi fuori dal comune, è da ricordare tra l’altro che la band suona con una tonalità più bassa, per favorire il cantato. Ma entrambi i pezzi poi evolvono su un articolato incedere, fatto di breaks e di solos ad alta velocità. Al giro di boa della metà del disco i nostri ci regalano un'introduzione davvero emozionante, un basso distorto sul quale si costruisce un solo dissonante per portarci in un'atmosfera che è il preludio del brano, il più lungo del full lenght, Afraid to Feel ci lancia nei meandri spaziali alla Voivod, generati da un song writing incredibile e da stacchi alla velocità della luce senza perdere il controllo della nave. Ma gli Anacrusis non sono fini a se stessi, anzi, con Child Inside sanno regalare un'atmosfera molto heavy, sia nel riffing che negli stacchi per donarci un solo davvero bello. Vital insieme alla seguente Quick to Doubt continuano a misurarsi con la tecnica unita alla forza, ma sono i particolari che rendono questo disco davvero immenso, da ascoltare e riascoltare, da capire ed assimilare in ogni sua parte. Il risalto dato al cantato è doveroso, oltre ai magnifici riff, ma la gestione della sezione ritmica è davvero degna di vari ascolti mirati, impressionante il lavoro del basso di John Emery e in questo caso del drumming di Mike Owen (che lascerà la band dopo il tour in supporto a Reason). L'album si chiude con Injustice, alcuni secondi dell'inno americano ci introducono in un brano violentissimo, accordo in dissonanza e immediatamente dopo una ritmica che non è per chiunque: bisogna avere le orecchie preparate a certe sonorità, l'idea di trovarsi di fronte ad un muro sonoro senza controllo va scartata a priori, è tutto preciso, senza orpelli o svisate tecniche, qui è la capacità di ognuno a saper architettare una dichiarazione finale di tecnica sopraffina unita alla rabbia tipica del thrash metal.
In conclusione, un disco fuori dalle righe, immenso e tecnicamente perfetto, per tutti coloro che non conosco questa grande band e per chi forse all'epoca non ha avuto la fortuna di conoscerla. Certo è che la produzione di quegli anni non ha dato il giusto valore all'opera, però nel 2010 è uscito un doppio cd ri-registrato dal titolo Hindsight che contiene sia Suffering Hours che questo stupendo Reason. Da avere assolutamente nella propria discografia.
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5
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Grande album pure questo al pari dell'esordio..Qui però hanno cominciato a spingersi più verso atmosfere sinistre e claustrofobiche. Però quando ricominciano a picchiare è uno spettacolo...Non c'è bisogno del voto qui! |
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4
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Io ho avuto la fortuna di acquistarlo al prezzo di 5.900 Lire su sweet music. Una tra le tanti band incomprese del panorama metal |
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2
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Della loro discografia manca a malincuore solo suffering hours. Loro sono devastanti. Concordo al 101% con il voto. |
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1
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Premetto, se non sbaglio, dovrebbero ristampare quest ' anno tutto il catalogo degli anacrusis. A oggi, purtroppo per me, solo in vinile, anche se è previsto anche in cd, così dicono (speriamo). All' epoca mi fu impossibile acquistare il vinile per la scarsissima reperibilità. Ho ancora un metal shock dove c'è una bella recensione. È un gruppo definito difficile, ma se si ha la pazienza di immergersi nella loro splendida musica, se ne esce entusiasti. (parlo per la mia esperienza). |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Stop Me 2. Terrified 3. Not Forgotten 4. Wrong 5. Silent Crime 6. Misshapen Intent 7. Afraid to Feel 8. Child Inside 9. Vital 10. Quick to Doubt 11. Killing My Mind 12. Injustice
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Line Up
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Kenn Nardi (Voce, Chitarra) Kevin Heidbreder (Chitarra) John Emery (Basso) Mike Owen (Batteria)
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RECENSIONI |
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