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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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27/01/2024
( 849 letture )
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La quinta fatica dei Godflesh, progetto nato da Justin Broadrick che militò nei Napalm Death ai tempi di Scum, si rivela essere un disco al passo con i suoi tempi. Infatti a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000 le influenze alternative contaminarono la proposta artistica di molti musicisti e i Godflesh con il loro opprimente industrial metal molto personale e distante da quello più commerciale degli altri artisti, finirono con Us and Them per inglobare suoni e soluzioni più comuni al genere, senza per questo rinunciare al loro stile ossessivo e oscuro. Us and Them è quindi un disco che presenta il marchio di fabbrica del progetto inglese con ritmiche alienanti e capaci di creare le loro tipiche atmosfere oscure e “malate”, che allo stesso tempo porta la band ad evolversi e guardare in avanti verso quella che ai tempi era la scena industrial e alternative attuale, senza per questo ereditarne il lato mainstream.
Partendo dall’opener I, Me, Mine si sente proprio questo desiderio di rinnovarsi, con un intro che suona come nello stile Drum and Bass. Si nota come Broadrick voglia inglobare elementi nuovi nel suo songwriting e infatti anche nelle successive tracce ritornano suoni di questo tipo e anche degli scratch che erano tipici nelle band di quegli anni. Buona la title track e le successive Endgames e Witchhunt, mentre in Whose Truth Is Your Truth e Defiled gli elementi alternative fuoriescono con più prepotenza e sono l’esempio migliore dell’anima di Us and Them. Poco dopo l’uscita dell’album Broadrick si disse deluso dal lavoro e a distanza di anni lo descrisse come contenente parti imbarazzanti. Probabilmente si riferisce proprio alle linee più sperimentali e moderne che in un contesto oscuro come quello dei Godflesh possono stonare, se non altro con lo spirito anticonformista del progetto. Il resto del lavoro è composto ancora da canzoni valide come Bittersweet, Nail e Control Freak e la contaminazione alternative rimane costante per tutta la durata del disco, tuttavia non c’è una traccia capace di elevarsi sopra le altre e migliorare la qualità generale.
Il coraggio e la voglia di sperimentare non sempre vengono compresi e apprezzati, a volte invece sono le band a fallire nel loro tentativo di cambiare e nel caso dei Godflesh e di Us and Them sembra che la critica e il pubblico si piazzino nel mezzo tra chi ha amato il lavoro e chi lo ha odiato. A distanza di anni lo si può valutare con mente lucida e vederne meglio i pregi e i difetti. Con contaminazioni che vengono anche da generi come breakbeats, jungle, trip hop e funk questo quinto lavoro è chiaramente diverso dagli altri del progetto e queste sue caratteristiche a volte interessanti e capaci di dare un valore aggiunto alle composizioni, si rivelano anche il punto debole finendo per sfociare in passaggi non pienamente riusciti. Us and Them non è un capolavoro e non è nemmeno il fallimento che molti (tra cui lo stesso Broadrick) ritengono che sia. Un lavoro minore indubbiamente, ma che va premiato per il suo coraggio, anche se è paradossalmente in questo che stanno molti suoi difetti.
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2
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Su Metallized pare che si snobbino gli immensi Godflesh, un solo voto per una recensione di oltre un anno fa. Mi accodo al voto e al giudizio del recensore, e alzo il voto di due punti. 80 pieno, tra l\'altro a mio parere album brutti dei Godflesh non esistono, sono geniali. |
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1
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...non sara\' un capolavoro....ma non dispiace.... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. I, Me, Mine 2. Us and Them 3. Endgames 4. Witchhunt 5. Whose Truth Is Your Truth 6. Defiled 7. Bittersweet 8. Nail 9. Descent 10. Control Freak 11. The Internal 12. Live to Lose
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Line Up
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Justin Broadrick (Voce, Chitarra) G. C. Green (Basso)
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