IN EVIDENZA
Album

Archgoat
Nightbringer, Lightbringer
Autoprodotti

Plini
An Unnameable Desire
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/10/26
QUEENS OF THE STONE AGE
Perfecth

30/10/26
MINISTRY
Hate to Go – Take Out or Delivery

30/10/26
ENSLAVED
Mið

05/11/26
CALLIOPE
Nel Mio Cerchio

06/11/26
STEVEN WILSON
Requiem for a Village

06/11/26
SHOGUN MOJO
Shogun Mojo

06/11/26
CULT OF LUNA
In the Shadow of Your Shadow

06/11/26
ASIA
Indigo

13/11/26
IRON SAVIOR
Deathbringer

13/11/26
ZEBRA
V

CONCERTI

17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)

18/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
HALL - PADOVA

02/12/26
ACCEPT + DYNAZTY + TAILGUNNER
ALCATRAZ - MILANO

30/03/27
RUSH
Unipol Dome - Milano

Godflesh - Godflesh
21/02/2026
( 896 letture )
Dopo aver registrato la voce in una canzone e le parti di chitarra in tutte e dodici le tracce della prima metà dell’esordio dei Napalm Death e aver abbandonato il progetto e dopo una parentesi in un gruppo sperimentale di nome Head of David, Justin Broadrick inizia nel 1988 un oscuro percorso con la sua nuova creatura: i Godflesh, che nascevano dalle ceneri di due precedenti incarnazioni di nome O.P.D. e Fall of Because in cui il bassista G. C. Green era già stato coinvolto. I Napalm Death ai tempi di Scum rappresentavano una furia cieca che riuscì a dare il via a qualcosa di nuovo infrangendo le barriere della musica estrema, i Godflesh non cercarono di seguire quella strada e puntando su un altro percorso che portava a una sinistra musica con una forte influenza elettronica furono seminali mostrando al mondo con il loro omonimo EP d’esordio il genio di Broadrick.

I colpi di rullante della drum machine utilizzata da Broadrick aprono Avalanche Master Song che colpisce subito per la cupa atmosfera che crea con le sue ritmiche lente, ripetitive e granitiche dove la voce sporca del frontman, i particolari suoni creati dalla sua chitarra e il basso di Green danno vita a un pezzo che introduce perfettamente l’ascoltatore nel triste mondo dei Godflesh. Per la traccia venne realizzato anche un video amatoriale contenente scene prese dai primissimi concerti del progetto alternate a sequenze che riportano un immaginario religioso, tipico dei contenuti della band; questa clip venne rilasciata ufficialmente solo nel 2001. Rispetto all’opener, Veins spinge di più sull’acceleratore sebbene in alcuni punti rallenti di nuovo, una dose di adrenalina che dà la carica all’ascoltatore ma che mantiene lo stile ossessivo della musica del gruppo. Godhead ci riporta sulle ritmiche alienanti che meglio rappresentano questa band, pezzo da brividi per alcune atmosfere che è capace di creare grazie a degli angoscianti effetti sonori. La distruzione psicologica messa in atto dai Godflesh continua con Spinebender, pesante e devastante nel suo morboso incedere, mentre Weak Flesh riporta energia alla musica mantenendo comunque dei suoni e degli effetti realizzati per trasmettere inquietudine come tipico del songwriting di Broadrick. Ice Nerveshatter ai tempi della prima pubblicazione del lavoro era la traccia di chiusura e, come le altre, mantiene le tematiche intrise di dolore e sconforto rappresentando anche musicalmente una chiusura perfetta per l’EP. A partire dalla ristampa della Earache del 1990 vengono inserite nella tracklist anche Wounds e Streetcleaner 2 che riprendono Wound e la title track da Streetcleaner risultando dei riarrangiamenti molto distanti da quello che le canzoni erano in origine.

L’impatto di questo EP fu devastante non tanto in termini di successo commerciale, che è un’idea fuori dalla portata di un progetto oscuro come questo (sebbene in ambito indipendente Godflesh ottenne buoni riscontri alla sua uscita), ma per come influenzò altri musicisti e per come molti altri artisti lo apprezzarono. La critica sottolinea che i successivi lavori oscurarono questa release, ma il valore di questo primo parto del progetto rimane indiscutibile soprattutto se si pensa a come suoni avanguardistico per l’anno in cui venne prodotto e questo anche considerando i pochi mezzi a disposizione dei musicisti che ai tempi pubblicarono il lavoro con la Swordfish, etichetta indipendente che non riuscì nemmeno a stare dietro alle richieste del pubblico riguardo le prime copie dell’EP.
Una curiosità sulla copertina, sia quella originale che quella delle varie ristampe si rifà a frame presi dal film di fantascienza Operazione diabolica, molto sperimentale e particolare, come d’altronde lo è anche la musica dei Godflesh.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
83.14 su 7 voti [ VOTA]
Rain aka Area
Lunedì 23 Febbraio 2026, 6.16.29
5
Si concordo! Ottimo debut anche se per me il successivo é molto più bello! Comunque potrà sembrare una stupidata ma ai Godflesh mi avvicinai perché sui dischi Death Metal dei primi 90 ogni tanto scorgevo foto in cui comparivano le loro T Shirt addosso ai musicisti dei suddetti gruppi.
Galilee
Domenica 22 Febbraio 2026, 8.43.41
4
Ottimo debutto che mette le basi del Godflesh sound, il quale influenzerà tutto il metal industriale da qui in avanti. 80 voto giusto. Gli album successivi saranno ancora più determinanti.
Epic
Sabato 21 Febbraio 2026, 20.44.44
3
Discone essenziale
Duke
Sabato 21 Febbraio 2026, 19.04.31
2
....band seminale.....hanno influenzato cosi tante bands.....gran disco....80....
God of Emptiness
Sabato 21 Febbraio 2026, 16.19.35
1
Per me la migliore pubblicazione da parte loro. Voto 95. Assolutamente devastante
INFORMAZIONI
1988
Swordfish Records
Industrial
Tracklist
1. Avalanche Master Song
2. Veins
3. Godhead
4. Spinebender
5. Weak Flesh
6. Ice Nerveshatter
7. Wounds
8. Streetcleaner 2
Line Up
Justin Broadrick (Voce, Chitarra, Drum machine, Programming)
G. C. Green (Basso)
 
RECENSIONI
85
72
78
84
91
85
93
80
ARTICOLI
16/04/2015
Live Report
GODFLESH + SYK + DEFLORE + DISUMANA RES
Init Club, Roma, 10/04/2015
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]