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23/05/26
THE GATHERING
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Sevensent - The Affection
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11/12/2024
( 2709 letture )
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Non hanno paura di sperimentare questi Sevensent, band di Omegna (VB) nata nel 2020 dalle ceneri di un altro progetto. E la ragione è presto detta: non troverete un solo singolo genere nella scaletta del loro esordio The Affection, bensì una moltitudine di linguaggi differenti, sommariamente riuniti sotto l'etichetta, riduttiva, di "alternative metal". Il vero fil rouge lo ritroviamo a livello delle liriche, incentrate sul tema del dolore interiore e della difficoltà di esistere -come si evince d'altronde dalla disturbante copertina. Siamo dunque di fronte ad un concept album, spiega la band, formato da una serie di ritratti. Testi raccontati in prima persona e che spaziano da un narcisista maligno a una donna che sceglie di rimanere in una relazione tossica, passando da un uomo che si sente indesiderabile e sviluppa sentimenti di vendetta. Ogni traccia adotta influenze musicali diverse sulla base della tematica trattata.
Il disco parte forte con I Am Poison, brano praticamente thrash metal, capace di sprigionare una buona dose di furia. Si cambia completamente registro con la seguente Rosebud: i toni si fanno grigi e frastagliati, il riffing più groovy e rotondo -siamo in zone decisamente alternative metal. Il leader Sime alterna un cantato aggressivo ad un timbro più pulito, ma è specialmente un terzo registro, filtrato e acidulo, che caratterizza il brano. Un vocalismo inusuale, alienante, che ritroviamo in diversi altri episodi del disco, come ad esempio Virtue, brano dotato di un refrain piuttosto evocativo. Quest'approccio vocale trova la sua massima espressione in Shame, sulla quale si erge un coro di voci filtrate, ipnotiche, quasi infantili, che intonano quella che sembra una nenia per bambini. Coerentemente con quanto affermato ad inizio recensione, The Affection è infatti permeato da un'aura malsana, a tratti (volutamente) disturbante. Leaving Me Behind, tesa e sospesa attorno ad una melodia di pianoforte, ne è un buon esempio, almeno prima di mutare in una seconda parte di ampio respiro, quasi epica, dove svetta un buon assolo di chitarra. The Brawl si rivela invece una breve rasoiata alternative metal, mentre Glamour mette in risalto le tastiere e una zuccherosa melodia portante, che fa del brano una sorta di punto di incontro tra l'emo e il gothic. Con Cain, i Sevensent cambiano ancora faccia e ci scaraventano in territori nu metal. Il brano mette in mostra un riffing ribassato e sincopato, così come un caratteristico cantato declamato, al limite del rap, e i già citati vocalismi filtrati. Vale la pena citare anche Come Back to Life, aperta da una trascinante melodia in tremolo picking, sorretta da un drumming serratissimo e riproposta nell'efficacissimo ritornello. Alcuni brani riescono infatti a toccare livelli di intensità parecchio elevati, e l'album si rivela piuttosto compatto, quasi sovrabbondante. Unico attimo di tregua, la conclusiva The Cycle Ends With You, delicata melodia pianistica che rappresenta, secondo la band, un momento di pace e la promessa di non reiterare il male di cui è stati vittima.
Appare dunque chiaro che The Affection sia un disco parecchio ambizioso; qualcuno potrebbe dire sconclusionato e, sulla carta, saremmo tentati di dargli ragione. Una volta giunti alla fine dell'ascolto, tuttavia, bisogna riconoscere che tutto funziona piuttosto bene. Seppur cangianti, i brani mantengono comunque una certa coerenza di fondo, accumunati da uno stile già alquanto personale. Ma più ancora che questa specie di marchio di fabbrica, è la qualità delle canzoni a dar ragione ai Sevensent. Ben confezionati, i brani mettono in mostra una band preparata, e anche la produzione, curata da Sime, appare convincente. Unico neo, il ricorso a nostro avviso un po' troppo massiccio a filtri e effetti, tanto sulla strumentale che, specialmente, sulla voce. Questi escamotage aumentano la carica di disagio sprigionata dai brani, ma rendono alla lunga l'ascolto più laborioso. Un po' più di fluidità avrebbe giovato a The Affection, che si dimostra in ogni caso un debutto interessante.
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7
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Frega zero della copertina, musicalmente hanno spunti interessanti, ma spesso si perdono nella noia. Troppi effetti poi mi infastidiscono, suona tutto troppo posticcio |
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6
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Ma Giusto per curiosità, senza voler attaccare nessuno: prima di definire questo disco inutile, avete prima ascoltato qualcosa oppure vi siete limitati a giudicarlo dalla copertina? No perché mi pare che con tutte le copertine potenzialmente discutibili degli Slayer nessuno si sia INDINNIATOH così tanto. Il gruppo avrebbe dovuto aprire questo LP con il disclaimer \"nessun infante è stato maltrattato, strozzato o torturato durante la realizzazione del disco\". Io boh, con tutti i problemi che ci attanagliano, vi scagliate contro una copertina, ma va bene  |
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5
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Che schifezza immonda di copertina, davvero da depravati mentali di merda. Andrebbe censurata seduta stante, non è questione di politicamente corretto, lo dico da antibigotto dato ho sempre tollerato le copertine \"schifose\" come quella dei Waco Jesus dove c\'è in primo piano una tipa con una protrusione rettale, ma qui andiamo ben oltre la soglia della decenza a livelli di maniaci depravati. Spero che voi del gruppo leggiate il mio commento, dovreste vergognarvi e farvi schifo per aver adottato una simile copertina, andate affanculo! |
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4
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Disco inutile, copertina schifosa |
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3
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Boh! Io abito a 15 chilometri da Omegna e non li conosco.. Chiederò ad amici. |
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2
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Di copertine di dubbio gusto ne abbiamo viste molte ma questa per quanto mi riguarda è vomitevole,concordo con Nico...Se si voleva mandare un messaggio con l\'artwork si poteva fare di meglio. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. I Am Poison 2. Rosebud 3. Glamour 4. Cain 5. Virtue 6. Shame 7. Leaving Me Behind 8. The Brawl 9. Come Back To Life 10. The Cycle Ends With You
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Line Up
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Sime (Voce, Batteria, Pianoforte) Dave (Chitarra)
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RECENSIONI |
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