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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Kickin Valentina - Anthems from the Underground
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25/10/2026
( 350 letture )
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Dopo quattro album e tre EP gli americani Kickin Valentina giungono al loro nuovo full length, uscito poco tempo fa per la label Mighty Music. Il qui presente Anthems from The Underground è stato registrato ad Atlanta e prodotto da Pete Newdeck, mixato nel Regno Unito e masterizzato da Harry Hess a Toronto, in una sorta di viaggio intercontinentale tra andata e ritorno, per catturare l’energia zampillante della band al massimo della sua intensità, spingendo il proprio sound verso nuovi territori. Il bassista Chris Taylor ha raccontato la genesi e il concept del disco: Per questo album abbiamo deciso di affidarci a un produttore diverso, dal punto di vista creativo abbiamo pensato fosse giunto il momento di cambiare, di farci spingere fuori dalla nostra zona di comfort. Formatosi nel 2013 ad Atlanta, il quartetto ha rapidamente guadagnato slancio sia negli Stati Uniti che a livello internazionale, pubblicando una serie costante di dischi apprezzati dal pubblico e costruendosi una solida reputazione anche on stage, grazie a un rock’n’roll crudo, nerboruto, caratterizzato da un approccio rigido e marziale: prendere o lasciare.
Generation Time Bomb apre i giochi con una bella energia elettrica palpitante, la voce vetriolica e abrasiva del singer cattura subito le casse, confluendo in un refrain catturante, mentre la guitar diventa incessante: rock and roll ispido, zozzo e tagliente che ricorda qualcosa dei grandi Little Caesar. Dance of Destruction è deragliante, cattiva e perversa ricordando qualcosa degli immensi Love/Hate, band che adoro ancora oggi; una song dalle immarcescibili matrici rock che immette cocci rotti di bottiglia e staffilate appuntite non indifferenti, per una riuscita ottimale, con il chorus ripetuto all’infinito in una sorta di litania, mentre Rock’N’Roll Casualty è diretta sin dal riff iniziale con atmosfere pronte ad esplodere, e una linearità nell’esecuzione apprezzabile e il singer D.K. Revelle sempre sugli scudi. Don’t Be Mad mostra un massiccio lavoro degli strumenti a corda, cazzuti e determinati, secernendo un ritornello brillante e solare con tanti cori incrociati e armonizzazioni pregevoli, uno di quei pezzi tanto amati dalle radio FM yankee, mentre Silver Moon riporta un approccio bombarolo sin dal primo lick di chitarra, voce leggermente filtrata ma bestiale negli scream e nella malvagità delle intonazioni, il tutto rilegato in un inciso fottutamente hard a mille decibel, connotando una band davvero intrigante e interessante, in bilico tra radici puramente rock e muscoli fottutamente hard. Dog Fight appare ruvida e molto ottantiana nella sua anima sleaze con un solo dell’ascia anfetaminico, Good Time Bad Guys vede un basso pressante, atmosfere molto statunitensi che riportano alla fine degli eighties, come facilmente si percepisce dall’andamento della song, con armonie che si impossessano del tracciato stilato dalle chitarre con deviazioni improvvise molto goderecce. Overdose on Cloud 9 batte sentieri selvaggi, l’urlo introduttivo del frontman la dice lunga sullo spirito del brano, contaminato da tratti nevrotici, campanaccio, chitarre circolari che inseguono l’ascoltatore e la capacità interpretativa di un singer che fa la differenza sempre e comunque. In apertura di Bulletproof Sound assistiamo ai consueti screaming feroci e ad una voce filtrata, il pathos cresce per poi sfogarsi in un ritornello stregonesco, granuloso e stradaiolo, con un solo guitar insistito e minimale, mentre Just Like a Movie sigilla la scaletta, grazie ad un ritaglio che unisce parti acustiche e diventa elettrificato nei momenti giusti, per scatenare la carica irrefrenabile di un poker di musicisti che sanno come andare a dama, scrivendo pezzi efficaci e maledettamente catchy, senza rinunciare alla loro carica animalesca.
39 minuti ad alto wattaggio per un platter che si fa fatica a smettere di ascoltare e che trasmette diverse sensazioni, tutte molto positive ed ispirate, non facendo il verso a nessuno e men che meno clonando nulla. Una gran bella uscita questo nuovo dei Kickin Valentina, se queste sono le canzoni dell’underground attuale, è giusto volerne ascoltare a iosa. Maledettamente convincenti e trascinanti questi quattro rocker da Atlanta, Georgia.
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Gran bella dritta. Ad ascoltarlo si prende la scossa. Mi hanno ricordato i The Raz che nel 2018 fecero uscire un album simile. 0 originalità. Tanta elettricità |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Generation Time Bomb 2. Dance of Destruction 3. Rock’N’Roll Casualty 4. Don’t Be Mad 5. Silver Moon 6. Dog Fight 7. Good Time Bad Guys 8. Overdose on Cloud 9 9. Bulletproof Sound 10. Just Like a Movie
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Line Up
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D.K. Revelle (Voce) Heber Pampillon (Chitarre) Chris Taylor (Basso) Jimmy Berdine (Batteria)
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RECENSIONI |
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