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Korrupt - The Weight We Carry
02/11/2026
( 178 letture )
Sembra proprio che ai Korrupt non piaccia dormire sugli allori. Giunti oggi al terzo capitolo in studio, i norvegesi rimescolano ancora parzialmente le carte in tavola, come fatto anche in occasione del precedente Secret Sorrows. Se quest'ultimo aumentava nettamente la carica melodica dei brani, il qui presente The Weight We Carry inasprisce invece i toni, come d'altronde la cupa copertina sembra suggerire. Gruppo dalla proposta relativamente difficile da catalogare, i Korrupt propongono un miscuglio personale di modern hardcore, punk rock e black metal. Sono proprio queste ultime influenze che, relegate un po' in secondo piano sul secondo disco, vengono qui messe decisamente al centro.

Non bisogna però pensare che la band si sia snaturata: i Nostri non aggiungono nulla di veramente nuovo al loro stile sonoro, ma scelgono di accentuare una componente già presente sin dagli esordi. Si tratta dunque più di un gioco di addizioni e sottrazioni che di una rivoluzione vera e propria. In altre parole, la proposta dei Korrupt resta immediatamente riconoscibile. Ritroviamo lo stesso riffing freddo ed affilato, lo stesso screaming lacerante del frontman Marius Jahnsen, così come i consueti passaggi melodici ed una costruzione schietta di chiara ascendenza punk. L'unica differenza, è che il carattere naturalmente gelido della musica dei norvegesi prende in quest'occasione molto più spazio, pervadendo i brani di una fitta patina glaciale. Ce ne si rende conto già dall'iniziale Narrative Warfare, pezzo comunque simile a quanto fatto in passato dai Cinque, specie per il refrain trascinante, ma pregno di quella freddezza alla quale abbiamo accennato poc'anzi. La tempesta di neve si scatena pienamente a partire dalla successiva Waiting for the Sun, brano inequivocabilmente black metal, spezzato però dalla robusta vena melodica che, da sempre, costituisce l'altra anima del gruppo di Kristiansand. Being, Paranoid e Devoted to the Grave sfoggiamo ugualmente dei ritornelli accattivanti, ma restano infuse di una nerezza nuova e diffusa. Deathwish risfodera invece gli artigli con un tremolo picking velenoso ed impattante, il quale attraversa anche la breve Eternal Rest, leggermente più posata ma non per questo meno sofferta. Bisogna infatti riconoscere che il Quintetto maneggia la materia con autorità, e si dimostra capace di picchiare alquanto duro nei passaggi più concitati, così come di appropriarsi il mood malsano e mortifero tipico della Fiamma Nera. Citiamo ancora la riuscita Totalitarian, allo stesso tempo frastagliata e marziale, o ancora le title-track, forte di una buona sezione solista e tinta da sempre piacevoli influenze classic metal, che già avevano fatto la loro comparsa su Secret Sorrows. Chiude il cerchio I Am the Soil, buona sintesi dei differenti umori che costituiscono il disco.

Appare infatti chiaro che The Weight We Carry sia un album sfaccettato e composito, dove convivono stili apparentemente lontani tra di loro. Ancora più che in passato, i Korrupt riescono però ad amalgamare tali linguaggi con naturalezza, in una pasta certo proteiforme, ma anche compatta e di facile assimilazione. Da questo punto di vista, il terzo full dei norvegesi rappresenta un triplo exploit: il disco propone uno stile ormai personale e riconoscibilissimo, allo stesso tempo diverso ma coerente rispetto al passato, e decisamente piacevole all'ascolto. Una durata contenuta lo rende ancora più facilmente assimilabile, anche se i brani crescono indubbiamente con gli ascolti. Si tratta dunque del lavoro più compiuto dei Korrupt fino ad oggi, apice di una carriera in costante progressione.




VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
89.5 su 2 voti [ VOTA]
d.r.i.
Lunedì 2 Novembre 2026, 14.39.34
1
Eh, niente non riescono proprio a prendermi. Per me è un mischione di cose messe lì tanto per fare, non sono nè carne nè pesce. Se voglio ascoltare black ascolto altro, stessa cosa se voglio ascoltare hardcore. Per un ascolto ok, già a due per me non ci arrivano.
INFORMAZIONI
2026
Holler Records
Hardcore
Tracklist
1. Narrative Warfare
2. Waiting for the Sun
3. Being, Paranoid
4. The Weight We Carry
5. Devoted to the Grave
6. Deathwish
7. Totalitarian
8. Eternal Rest
9. I Am the Soil
Line Up
Marius Jahnsen (Voce, Chitarra)
Fredrik Nome (Voce, Chitarra)
Thomas Holler (Chitarra, Voce)
Aleksander Johnson (Basso, Voce)
Henrik Kyte Assmann (Batteria)
 
RECENSIONI
75
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