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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Diablo Swing Orchestra - Pandora’s Pinata
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( 6475 letture )
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I Diablo Swing Orchestra sono una grande band. Stile, classe, originalità, poliedricità, fantasia e via dicendo sono tutte qualità facilmente evidenti in questo loro nuovo lavoro. Questo è un gruppo divertentissimo e scanzonato ma maledettamente credibile; il genere suonato lo consideriamo avantgarde, ma qui c’è veramente di tutto e di più. Si passa dallo swing al flamenco, dalla musica anni 40 e 50 al metal; il tutto cantato dalla dotatissima Annlouice e suonato in maniera sopraffina. Ovviamente è una proposta rigorosamente per persone duttili e che usano il “true” come carta igienica, in caso contrario Pandora’s Pinata potrebbe causare un colpo apoplettico sia al defender che alla sua moto, riducendoli ad andare a Wacken con una vecchia Lambretta scassata. Blues, jazz, folk, qui c’è l’imbarazzo della scelta e il denominatore comune è sempre quello di non riuscire a stare fermi. Voodoo Mon Amour, Black Box Messiah, Guerrilla Laments sono perle di pura genialità e follia.
Difficile poi descrivere adeguatamente l’effetto della proposta, andrebbe ascoltata e capita a fondo: tantissimi cambi di genere, tantissime sfumature, la cantante (se non sbaglio un soprano) cambia registro molto rapidamente con una facilità impressionante. Il riffing di Pontus e Daniel è corposo e sempre al servizio del pezzo; nonostante di primo acchito possano sembrare un gruppo “stupido”, osservando nel profondo, il tasso tecnico dell’act è veramente notevole. Non è una dote da poco il far sembrare semplice e orecchiabile una gran dose di tecnica e funambolismo; i Diablo Swing Orchestra riescono comunque nell’intento in maniera magistrale, senza auto-citazionismi né sbrodolamenti fini a se stessi. Forse hanno solo un difetto: sono al terzo album e manca l’impatto e la sorpresa che aveva avuto il primo The Butcher’s Ballroom. Un arrampicarsi sugli specchi in confronto alla bontà e alla freschezza della proposta. Pandora’s Pinata non presenta cali né filler; è comunque un disco che necessita di molti ascolti per essere compreso e apprezzato. Lasciate però perdere le etichette e gli stilemi dei vari sottogeneri: qui non ne troverete. Come non troverete musica banale, perché questa non lo è affatto. Lo può sembrare solo se ci si ferma alla superficie, ma sarebbe un grave errore e vi precluderebbe un titolo altamente godereccio.
Non si può per ovvie ragioni consigliarlo a tutti: l’ecletticismo al giorno d’oggi divide troppo e il mondo sembra ancora non essere pronto. Erroneamente. Esistesse un mondo esente da paraocchi, molte cose belle verrebbero rese grandi come meritano; invece il trend contrario crea le nicchie, purtroppo, e ci relega i Diablo Swing Orchestra in maniera clamorosa. Peccato.
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19
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gruppo divertentissimo e spassoso,i loro dischi sono sempre piacevolissimi da ascoltare e Pandora's Pinata non fà eccezione! |
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18
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Mi hanno regalato per il compleanno (limited edition con i due vinili azzurri): band spettacolare, longeva e unica nel suo genere. Quantomeno io non ne conosco altre che suonino così... Voto 85 |
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17
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Condivido la recensione. Non conoscevo sto disco..ma lho trovato bellissimo..qualcosa di Veramente Originale, secondo me questi oggi mangiano in testa a tutti i gruppi come Nightwish/ Within temptation etc etc.. |
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ascoltato stamattina...fantastico |
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Consiglio la visione su youtube di un loro concerto a Mosca della durata di quasi 1 ora e mezza (in fullHD) per farvi un'idea di che personaggi siano.... |
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ferex, perché "più" dubstep? xD In quest'album non ne hanno messa (il finale di Justice For Saint Mary è electro-glitch, non dubstep). Però sì, la prossima volta più elettronica anche dubstep! Quest'album è stupendo, formalmente il loro migliore, ma è venuto a mancare l'effetto sorpresa. Il prossimo album dovrà ricominciare a sorprendere! |
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13
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Ah, e ovviamente abbasso i tradizionalisti  |
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12
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Bellissimo e loro geniali come sempre. Ma la prossima volta più dubstep. Osare, osare... |
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11
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Grandissimo album! C'è di tutto: swing, jazz, symphonic metal e musica classica, elettronica, ska, musica latino-americana, funk, musica orientale/araba, progressive metal, ma anche qualcosina di death/black metal. Il tutto in un turbine di emozioni. I due cantanti sono come sempre strepitosi, e anche i musicisti dimostrano un tasso tecnico notevole. Voto: 86 |
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10
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Sempre grandi ma rispetto ai primi dischi le canzoni ti si stampano meno in mente. Io tutta sta "avantgarde" non la sento, sono + metal degli ultimi Iron maiden.... |
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9
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sono molto felice che questa band stia iniziando a riscuotere consensi, li seguo fin dal primo album che è liberamente scaricabile da jamendo, questo l'ho ascoltato solo una volta ma (sono d'accordo con il recensore) mi pare che si stiano specchiando un tantino troppo sempre sulla stessa minestrina.....per adesso non voto.... |
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8
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27° anniversario del 1985? Dov'è che devo firmare? No, scherzi a parte... con 'ste battutine sul defender in moto, con tutte queste allusioni ai paraorecchi, sembra che si dica, tra le righe, che chi non apprezza 'sto benedetto eclettismo musicale sia un troglodita con pregiudizi mentali. Ma è troppo difficile considerare che a molta gente, semplicemente e pacificamente, questi pastrocchi musicali non piacciono? Che senso ha lamentarsi se una band VOLONTARIAMENTE elitaria non ha successo di massa? Che eclettismo sarebbe se fosse la norma? Ricordatevi che le Avanguardie in ambito poetico (dal futurismo alla scuola francese e russa) sono cadute in disgrazia quando la loro trasgressione è divenuta la norma! |
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7
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Flag, mi consenti una battuta, che non è una critica al tuo pensiero ma una cosa più generale? I tradizionalisti che hanno supportato il metal (parliamo del metal tour court no?) in italia, se non parliamo di grossi nomi, fanno fatica a riempire le salette da 80/90 persone, mentre i quei "poser" che ascoltano metalcore e altre "commercialate" fanno il pienone (e per pienone intendo 200/250 persone laddove il locale ne contiene 150 a fatica) in periferia per gruppi semi sconosciuti e pure mediocri (detto tra noi). La tradizione non è la strada, purtroppo direi, perché non garantisce ricambio tra le nuove generazioni, però la "tradizione" è sempre pronta (se mai ti è capitato di fare due chiacchiere con il defender medio) a tirare merda sul nuovo, su ciò che va controcorrente. Fosse per i tradizionalisti saremmo al 27esimo anniversario del 1985. È sbagliato attaccare da una parte e dall'altra ma, a mio modo di vedere, chi ha cominciato prima è palese e coloro che "difendono" la tradizione sono nocivi quanto quelli che banalizzano e commercializzano il genere. |
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6
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Che palle questo continuo attacco ai "tradizionalisti"... sono loro che con passione hanno supportato il Metal per 30 anni! |
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4
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GENIALI, LI AMO ALLA FOLLIA!!!!!!!!! |
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3
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Non voglio fare una sviolinata,ma grazie a questa recensione,mi sono andato ad ascoltare qualche canzone . Per me sono geniali,mai sentito un genere così particolare. Comunque rimedio,mi procuro tutti e 3 gli album. |
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2
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Comprato a scatola chiusa dopo i due precedenti; Aspetto con ansia la consegna, ma la recensione già mi da fiducia  |
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1
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Bellissima recensione per un gran disco, non è prolissa ma parla molto bene di ogni aspetto del disco, bravo! |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Voodoo Mon Amour 2. Guerrilla Laments 3. Kevlar Sweethearts 4. How To Organize A Lynch Mob 5. Black Box Messiah 6. Exit Strategy Of A Wrecking Ball 7. Aurora 8. Mass Rapture 9. Honey Trap Aftermath 10. Of Kali Ma Calibre 11. Justice For Saint Mary
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Line Up
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Daniel Håkansson – Voce, chitarra Annlouice Loegdlund – Voce Pontus Mantefors – Voce, chitarra, sintetizzatore, FX Anders "Andy" Johansson – Basso Johannes Bergion – Violoncello, backing vocals Johan Norbäck – Batteria
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RECENSIONI |
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