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DISTORTED VISIONS - Stravolgere la realtà
25/02/2020 (1916 letture)
Ad essere ospitati questa volta all’interno dei nostri spazi sono i Distorted Visions, giovane quartetto milanese dedito a sonorità nu metal, hardcore e metalcore. Abbiamo posto qualche domanda alla band in vista del debutto discografico con il full-length Born Dead…

Annie: Ciao ragazzi, innanzitutto benvenuti sulle nostre pagine! Vista la vostra giovane età sia anagrafica che musicale, aprirei quest’intervista con una domanda di rito: chi sono e come nascono i Distorted Visions?
Distorted Visions: Ciao a te e tutti i lettori, il gruppo nasce dalla volontà di Emanuele e Marco, fratelli sia nella musica che nella vita, di formare una band di stampo prettamente metal. Con l'entrata in formazione di Tiziano, basso, e Davide, batteria, Marco diventa a tutti gli effetti il frontman del gruppo. La scelta del nome è avvenuta in modo naturale, in esso siamo riusciti a racchiudere in due parole il concetto dietro ai nostri testi quali la depressione, l’ansia, il disagio interiore e sociale: tutti sentimenti che fanno vivere visioni distorte della vita.

Annie: Dai vostri spazi social emerge una chiara attitudine ai generi nu metal e hardcore/metalcore. Da cosa nasce l’idea di dedicarvi a questo sound? Quali sono le band che vi hanno formato (e che vi formano tuttora) musicalmente?
Distorted Visions: Diciamo che fin dall’inizio, in fase compositiva, ci siamo indirizzati in modo involontario verso un miscuglio di questi tre generi, seppur provenendo tutti e quattro da realtà musicali completamente differenti tra loro.
Sicuramente l’influenza più preponderante è quella derivante da una delle band caposaldo del genere nu metal degli ultimi decenni: i Korn. Ampio spazio lo trovano anche le più grandi band metal degli anni Novanta come i Fear Factory e i Sepultura. La nota “fresca” la danno invece le band di stampo hardcore e metalcore come Code Orange, Knocked Loose, Bad Omens o gli Of Mice & Men.

Annie: Cosa mi dite circa la vostra fan-base e le esperienze live che avete avuto fino ad ora?
Distorted Visions: All'inizio era difficile pensare che, in così poco tempo, saremmo riusciti a far crescere così velocemente il numero dei nostri fans che, tra l’altro, ringraziamo e continueremo a farlo per sostenerci in modo così affiatato e fedele. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’opportunità che abbiamo avuto di suonare su palchi prestigiosi quali il Legend Club Milano, l'Alcatraz e l’Hiroshima a Torino, la nostra prima vera esperienza all’infuori del territorio musicale lombardo. Mettiamoci anche uno schedule serrato sui post, le condivisioni e la creazione di nuovi contenuti sui social... ed eccoci qua!

Annie: State per debuttare il 5 marzo con l’album Born Dead. Prima di entrare nel vivo della questione vi chiedo come vi sentite agli sgoccioli del vostro esordio e quali aspettative riponete nella pubblicazione di questa vostra prima creatura…
Distorted Visions: È passato davvero tanto tempo dalla stesura dei brani al momento in cui abbiamo realizzato che finalmente avevamo creato un prodotto di valore quindi siamo veramente allettati dall'idea che, finalmente, il nostro primo lavoro vedrà la luce. Speriamo davvero che apprezzerete anche voi il duro lavoro che c’è stato dietro.

Annie: Tra i credits di Born Dead spicca il nome di Marco Coti Zelati (Lacuna Coil), con cui avete collaborato per la produzione. Com’è nata questa collaborazione e cosa vi ha lasciato questa esperienza?
Distorted Visions: Decisamente solo cose positive: Marco è un artista completo. Ha fondato il suo gruppo, è poli-strumentista, compone in autonomia i brani, da qualche anno ha sulle spalle le produzioni del suo gruppo e di altri gruppi underground (vedi Mellowtoy e Genus Ordinis Dei), senza tralasciare la forte influenza sull’immagine della sua band occupandosi in prima persona delle grafiche. Maki non solo ci ha prodotto un album, ma ha insegnato a quattro ragazzi qualunque come si lavora nella musica, dandoci una visione ad ampio spettro su cosa significa essere professionali in questo ambiente. Inizialmente era ammirazione, soprattutto per la persona che è e per quello che ha costruito con il suo gruppo, successivamente si è instaurato un bellissimo rapporto sia lavorativamente parlando ma soprattutto a livello umano.

Annie: Paranoia è il singolo di lancio del vostro album d’esordio. A corredo del brano avete pubblicato un video che avete recentemente descritto in modo interessante, parlando delle metafore che si celano dietro gli oggetti e le situazioni riprese dalla videocamera. Volete dirci qualcosa in più?
Distorted Visions: Abbiamo dedicato molto tempo alla realizzazione di questo video, c’è stata una ricerca quasi maniacale delle immagini affinché non ci fosse solo un mero fine commerciale e riempitivo in vista dell’uscita del disco, ma soprattutto che avesse un forte impatto visivo coadiuvato alle nostre capacità musicali. Ecco il motivo principale dell’intersecazione di bambole rotte, vermi, nubi nere, noi membri della band in manifestazioni di disagio… è tutto Paranoia, compresi il testo e la musica. Solitamente le band non danno mai troppa attenzione e importanza alla realizzazione di un lyric video ma per noi era cruciale dare la giusta spinta e immagine sin dall’inizio al nostro progetto.

Annie: Concettualmente parlando, Paranoia è da intendersi come un’anteprima di significati e scenari evocati per intero da Born Dead oppure si tratta di un episodio a sé stante?
Distorted Visions: Tutte le tracce dell’album sono collegate da diversi filoni concettuali: il disagio, l’ansia e tutte quelle emozioni forti che l'essere umano può provare, o situazioni che può vivere in prima persona... Questo è il motivo per cui abbiamo pensato che Paranoia potesse essere una sorta di giusto manifesto per farci conoscere e introdurre Born Dead.

Annie: Cosa si nasconde dietro il titolo e l’artwork del disco?
Distorted Visions: Il concept dietro la copertina del disco è semplice: volevamo, anche in questo caso, trovare un modo rappresentativo per le tematiche trattate nel disco. Abbiamo quindi scelto una figura molto cupa e tenebrosa, quasi fastidiosa agli occhi, ovvero lo schizzo dello scheletro di un feto. Per noi raffigurava efficacemente quello che volevamo trasmettere.

Annie: Cosa dobbiamo aspettarci dal disco in termini di sound? A chi consigliereste l’ascolto?
Distorted Visions: È un sound molto aggressivo, pesante e d'impatto ma allo stesso tempo sono presenti molte parti melodiche e orecchiabili concentrate nei ritornelli grazie all’alternanza delle voci di Marco, frontman, e Dave, batterista. Consigliamo quest'album a tre tipi di persone: agli amanti del nu metal e della musica grezza anni Novanta, a chi apprezza il metal prodotto in tutte le varie sfaccettature e a chi vuole sentire cosa riescono a suonare quattro ragazzi di vent’anni ai giorni nostri.

Annie: Cosa state architettando per la promozione di Born Dead? Bolle già qualche data live in pentola (release party e affini) oppure vi concentrerete per adesso su interviste e rilascio di singoli?
Distorted Visions: Purtroppo non possiamo anticiparvi nulla, diciamo solo che ci stiamo muovendo per suonare il più possibile quindi, se ci fosse tra i vostri lettori qualcuno curioso di vederci live e che ha per le mani una situazione interessante, non esiti a contattarci, non vediamo l’ora.

Annie: Bene, le mie domande sono terminate. Affido a voi quest’ultimo spazio per aggiungere qualsiasi cosa vogliate e per invitare i lettori a seguirvi…
Distorted Visions: Ragazzi, seguiteci su tutti i social per rimanere sempre aggiornati su nuovi contenuti e annunci dei prossimi live.
Potete trovate il nostro disco su ogni piattaforma digitale. Se è stato di vostro gradimento scriveteci, taggateci nelle storie o nei posti per dire cosa ne pensate.
Speriamo di vedervi sotto al palco nei prossimi live: vi assicuriamo che saranno una bomba.
Grazie mille a tutta la redazione di Metallized per averci dato quest’opportunità di raccontarci!



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25/02/2020
Intervista
DISTORTED VISIONS
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